Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Per sconfiggere la 'ndrangheta, è necessaria la guerra "civile"?

Quella che ora scriverò sarà solo una provocazione, una provocazione degna di tal nome, sostanza, non poi troppo distante da quella realtà tetra che viviamo nella nostra società. Una provocazione scritta sotto forma di racconto.


Giorno senza tempo, terra di Calabria.
Pasquale osserva il mare. Quello che un tempo era il suo mare, un mare d'amare, ora è solo un mare da odiare. Ovunque macchie giallastre, rifiuti solidi disumani, galleggiano su quella che veniva chiamata la costa degli Dei. Ma anche gli Dei hanno bendato i loro occhi, abbandonando la Calabria al suo destino disumano.
Pasquale osserva il mare.

Mare, mare, perché sei così? Perché ti hanno ridotto così?
Terra mia, terra nostrana, terra rossa ed aspra, profumo d'ulivo, profumo di mandorle, perso e smarrito nella bestialità disumana che ha ucciso la mia Calabria.


Pasquale il mare ti ha rapito?
Ciao Antonio, no, no, pensavo a cosa siamo arrivati. Guarda, guarda il mare, lo abbiamo distrutto, perché?
Eh Pasquale, troppi pensieri, lo sai perché, no?
La società?
Sì, la 'ndrangheta.
E meno male che si chiamano uomini di onore e di omertà, di rispetto.
Rispetto?
Sì, loro con quelle regole,con il loro sangue, hanno affossato la nostra terra.
Sangue di onore, la 'ndrangheta è una legge di onore, fatta di amici che offrono il loro cuore, un cuore che però potrà tradirti, fatta di amici che formano la famiglia, la famiglia di omertà. Il loro sangue per quella discordia su come gestire il potere ha invaso le nostre strade e contrade. Lo chiamano gioco, un gioco dove si può morire, e solo chi è degno e senza difetto sarà benvenuto nella loro società.
Pasquale ma che dici?
Dico quello che vedo. Melma ovunque, fiumi di parole, di regole, principi, che hanno abbandonato anche l'essenza stessa della 'ndrangheta. Sono ovunque, dovunque, pensano solo al danaro ed hanno invaso la nostra terra e noi non abbiam fatto un cazzo, niente. Solo pianti e lamentele.
Pasquale hai ragione, ma parla a bassa voce, non vorrai farti sentire...

Da chi, da loro? Loro che hanno un nome e cognome che non si può pronunciare? E che fanno mi ammazzano? E poi? Ne ammazzeranno ancora due, tre, quattro? Antonio lo vuoi capire che siamo in guerra?
In guerra?
Sì, cazzo, in guerra. Ci siamo riempiti la bocca con la parola libertà, ma questa libertà la puoi conquistare solo con la lotta vera. Quale pensi che sia la differenza tra la Libia e la Calabria? Tutti a puntare il dito verso gli altri paesi, dove non esiste la loro democrazia, o non esiste questo o quello, ma nessuno che guarda l'orto di casa propria. Qui siamo anche peggio della Libia. Hai uno Stato compromesso, che non può contrastare la 'ndrangheta. Gli arresti, le repressioni non servono a niente, le scuole non funzionano, dopo che frequenti la scuola torni nella tua omertosa famiglia che pensi? Eh, che pensi?
Sì, ma qualcosa si deve fare no? Le donne, le persone non coinvolte, insomma...
Antonio, siamo tutti travolti e coinvolti, abbiamo tutti paura, ma alla fine stiamo bene così, hai una casa, hai una macchina, hai da mangiare che ti manca?
La libertà Pasquale, la libertà, non siamo liberi di fare un tubo, devi sempre rendere conto a qualcuno, poi da noi dai ci conosciamo tutti, sono paesi piccoli, la voce gira, tutti sappiamo, chi pensi che possa sconfiggerla? Quei pochi magistrati coraggiosi, che hanno la vita sociale negata? Quei poliziotti o carabinieri che dopo una giornata di lavoro tornano a casa, dalla loro famiglia e sono minacciabili? I docenti, che se alzano la voce, ricevano intimidazioni, gli rubano la macchina, o vengono isolati?
Isolano....e la chiesa...
La chiesa?
Mah...la Chiesa ci è dentro, certo esisterà la pecora ribelle, ma sono pochi, quelli li vedono a messa, li confessano, gli danno l'ostia, dai...la Chiesa...
E le donne?
Le donne.
Sì, le donne...
Le donne potrebbero fare e dire molto, se si ribellassero le donne, quelle della 'ndrangheta sai che storia...
Perché?
Perché loro sanno, loro ci sono dentro e se le donne si incazzano...hanno le loro leggi, le loro regole...capiranno...non toccheranno le donne, hanno paura del potere non utilizzato delle donne e dalle donne...
Ma come ne usciamo da qui?
Io penso che forse dovremmo armarci.
Armarci?
Ma ci senti Antonio? Sì cazzarola, prendere tutti dei fucili e fare la lotta . La 'ndrangheta è come una società che si oppone ad altra società, quella che fa schifo ma in ogni caso dei diritti minimi ci sono e poi potremmo magari ..insomma...
Pasquale ma ti sei bevuto il cervello?
No, prova a paragonare la 'ndrangheta al fascismo. I Partigiani che cosa hanno fatto? Si sono armati per la libertà, si sono armati per la resistenza. Dobbiamo combattere con le loro stesse armi, noi siamo numericamente di più rispetto a loro, poi magari verranno dalle altre terre, dalle altre città...


Pasquale ma con lo Stato come facciamo? Quelli ci mandano in galera... mandano in galera noi non gli 'ndranghetisti.
No, Antonio, perché noi siamo come in Libia, con una dittatura, come il fascismo, con le squadre che ti intimidiscono e negano ogni libertà, in Calabria, siamo nelle stesse condizioni, lottare, e farli fuori, tutti cazzo, tutti, scorrerà sangue di calabresi contro quello di altri calabresi ma qui non esiste alternativa Antonio, questi qui stanno ovunque, stanno conquistando l'Italia e se non ci muoviamo noi, il Paese sarà fottuto, come è fottuta la nostra terra capisci? Diamo l'esempio Antonio...
Pasquale io non ho il coraggio, io non posso.
E che facciamo Antonio? Ci siamo riempiti tutti la pancia con le parole, legalità, che poi a me quella legalità non mi piace neanche, fanno delle Leggi che non sono figlie della sovranità popolare, oppure con le parole libertà....ma la libertà ha un prezzo, o lo paghiamo o non l'avremo mai questa lodata e maledetta libertà.
Ma sarà una guerra civile...
No, sarà una guerra incivile per una civiltà libera da ogni società omertosa, mafiosa.
Pasquale, io non ho coraggio, chi ti seguirà?
Antonio, io mi sto sfogando, è uno sfogo, lo capisci che è uno sfogo? E' che non so come uscirne, e vedere questo mare, il mio mare, il nostro mare, soffrire così tanto, ciò mi reca dolore, un dolore profondo, un dolore che entra e non esce, un dolore che alimenta ogni mio ardore di rabbia funesta e violenta, io la 'ndrangheta la odio, lo ascolti questo mio lamento Antonio...io la odio.


Pasquale, odio porterà odio, ed ancora odio ed ancora odio, siamo destinati all'eterno odio?
Non lo so Antonio, non lo so.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?