Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Bombardare la Libia rischia di esporre l'Italia ad attacchi?



Su richiesta del "fantoccio"sbarcato in Libia e voluto dall'America, inizia l'operazione anti ISIS, effetto collaterale delle mostruosità capitaliste occidentali in quelle zone, in Libia. Ed ovviamente l'Italia è in prima fila. L'America chiede? L'Italia concede. 
D'altronde questo è il prezzo che si continua a pagare per aver scelto la non autonomia e non indipendenza da chi ha certamente dato un contributo per liberare il nostro Paese dal nazifascismo, ma che non ci ha pensato mica due volte a fare il patto con il diavolo pur di fermare il "pericolo" comunista. Una lunga e sottile e visibile linea continua di cui paghiamo ancora oggi gli effetti.  
La guerra contro l'ISIS è impari. 
Certo, è vero, lo si è fatto crescere, lo si è sostenuto economicamente, con le armi. Erano ed in parte lo sono ancora una massa di ridicoli, basta vedere i loro video che circolano in rete, nessuno li prenderebbe mai sul serio, per quanto sono pagliacci, eppure, anche il pagliaccio dell'ISIS non fa più ridere, fa solo spaventare e tremare.
Perché i loro adepti e soldati colpiscono dove vogliono, come vogliono e quando vogliono, nel nome del loro dio, anche se le vere ragioni sono economiche, geopolitiche,  e colpiscono i civili, anche con mezzucci ma letali. E tale letalità rischia di essere ancora più diabolica nel momento in cui tale stravagante forza è in difficoltà, come pare essere da diverso tempo. 

L'ISIS colpisce come colpivano i tedeschi, nel senso delle rappresaglie, e con lo stile dei terroristi fascisti.
Certo, l'esempio che si usa per elogiare i servizi segreti italiani, è il contrasto sul modello BR. Ma le BR non colpivano civili, colpivano obiettivi chiari e precisi. Ma del terrorismo nero non si parla mai, si parla solo, di quello certamente becero funzionale alla distruzione dell'idea comunista, quale quello rosso. Sono in tanti a pensarlo. Se l'ISIS fino ad oggi non ha colpito in Italia non è solo per merito del lavoro dell'intelligence, ma perché l'Italia non aveva ancora colpito con le armi l'ISIS o fornito un chiaro supporto come avverrà ora per la questione libica. L'ISIS ha colpito soprattutto nei Paesi che hanno attaccato l'ISIS con le loro armi . L'intelligenza vorrebbe una strategia diversa. 
Ma nel Paese dove si dice che con la disastrosa riforma costituzionale si potrà sconfiggere l'ISIS, strumentalizzando un mostro nazista, per ragioni interne, che non hanno nulla da spartire con l'ISIS, cosa altro aspettarsi? Sicuramente cattivi pensieri.
L'uso della forza non ha mai portato a nulla in casi come questi. Violenza porterà altra violenza, sangue, altro sangue e politiche securitarie, e reazionarie.
L'Occidente capitalista dovrebbe valutare altre strategie per domare e contrastare quel mostro nazista che ha partorito, sicuramente non quello della guerra. Se l'ISIS colpirà in Italia, se ci saranno delle vittime, se innocenti perderanno la vita o patiranno drammi enormi per tale scellerate politiche, la responsabilità  sarà certamente anche di chi ha deciso di sostenere i bombardamenti in Libia. Tanto detto, incrociamo le dita, e speriamo di non dover vivere nel nostro Paese mai nulla del genere, ma non si può sempre continuare a sperare nella fortuna, perché ciò è una follia. Ma la via del buon senso pare essere stata smarrita. D'altronde si deve pur dare un senso agli eserciti, alle spese militari, alle armi? O no? 

Marco Barone 

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