I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Arriva nelle scuole l'Europa nobel per la pace





Nel sito del Dipartimento delle Politiche Europee è stata pubblicata una lettera che Mario Monti ha da poco inviato alle Scuole con lo scopo di far conoscere l'Europa, nobel per la pace, alla comunità scolastica. Uno dei principali compiti della scuola, ricorda il Presidente Monti, è "far conoscere alle giovani generazioni i principi fondamentali dell’Unione Europea, le sue istituzioni, le sue politiche e i risultati raggiunti". E lo è ancor di più oggi affinché i "giovani europei, che non hanno mai conosciuto la guerra" possano "comprendere il significato di questo importante riconoscimento con l’assegnazione all’UE del premio Nobel per la Pace".
Il percorso presenta anche Esercizi sull'Europa,Quiz (per i più piccoli) e un Sondaggio situazionale (per i più grandi), composto da curiose domande sulle conoscenze e la percezione degli studenti, legata al mondo europeo.
Già, l'Europa dei Quiz.
Ma una domanda sorge spontanea, si ricorderà alle Scuole che l'Europa premio nobel per la pace
il 24 marzo 1999, attraverso la NATO di cui fanno parte attualmente 28 Paesi e ben 21 di questi sono anche membri dell'Unione Europea, ha favorito dunque, proprio tramite i Paesi che la costituiscono, gli assalti aerei sulla Serbia?
Assalti che continuarono per 78 giorni, fino al 10 giugno, infliggendo danni per miliardi di dollari, distruggendo le strutture industriali e dei servizi essenziali della nazione, e causando la morte di migliaia di civili?
Si ricorderà ai giovani europei che non hanno conosciuto la guerra che l'Italia, Paese fondamentale di quell'Europa che è parte della Nato, ha, in quella guerra, e ripeto guerra, consentito l'uso delle basi militari italiane, come quella di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia ? Si ricorderà che allo schieramento partecipò anche una squadra navale italiana comprendente l' ammiraglia incrociatore portaerei Giuseppe Garibaldi ed il suo gruppo aereo?
Si ricorderà che in media, la Serbia subiva almeno 600 raid aerei al giorno?

E che dire della recente guerra “umanitaria” della Libia? Che dire della denuncia di Human Rights Watch (HRW) che mette sotto accusa la NATO per le sue operazioni di bombardamento aereo sulla Libia? Organizzazione che ha esaminato otto incursioni aeree messe a segno dai Paesi che parteciparono alle operazioni belliche e -sulla base di testimonianze locali- rivela che ci furono 72 vittime civili, tra cui 20 donne e 24 bambini?

L'Europa non può non fare un percorso di autocritica sul punto, l'Europa non può nascondersi dietro la demagogia, specialmente con le scuole.
Noi non possiamo e non dobbiamo dimenticare, la società della frenesia e dei #140 caratteri incentiva l'oblio ed eleva l'ipocrisia all'ennesima tetra teatralità. Non è di questa Europa che abbiamo bisogno.

xcolpevolex





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