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Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Morte di Vakhtang Enukidze è sbagliato, per ora, assolvere come condannare senza se e ma

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Il comunicato della parlamentare del M5S,Sabrina De Carlo, si schiera senza se e ma dalla parte delle forze dell'ordine che hanno operato nel CPR di Gradisca nei giorni d'inferno di metà gennaio, così come ha fatto la giunta leghista del FVG e non solo, sul caso del CPR di Gradisca, così scrivendo:  " C'è un caso, diventato di rilievo internazionale, che si é verificato a Gradisca d'Isonzo (Gorizia), ne avete sentito parlare?  Un migrante, detenuto nel centro é drammaticamente deceduto e soltanto ieri sono state accertate le cause della morte, una polmonite.  In queste settimane però si é subito attivata la macchina del fango contro l'operato delle forze dell'ordine, la narrazione forzata dei fatti e le strumentalizzazioni che hanno catturato l'attenzione dei media. " La cui posizione si era capito fin dall'inizio della sua visita che fosse contrastante con quella assunta da parte del deputato Magi, che invece raccogliendo le testimonianze ...

L'urlo di disperazione della sorella di Vakhtang: "A chi volete che interessi il destino di un migrante morto?"

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L'articolo pubblicato su Repubblica sulla morte di Vakhtang Enukidze è un colpo diretto allo stomaco. Hai una sorella, che ha perso un fratello, una famiglia, un figlio, la comunità distante 3000 km da Gradisca, un suo cittadino. E la fiducia nella giustizia è pari a zero. A chi volete che interessi il destino di un migrante morto? Mio fratello era una persona equilibrata, di buon carattere. Non era certo un violento. Così Asmat Jokhadze, la sorella. Vakhtang era affidato allo Stato italiano. Ha attraversato diverse sue strutture, il carcere di Gorizia, il CPR di Gradisca. E' morto. Sulle cause della morte si dovranno attendere gli accertamenti dell'autopsia. La famiglia di Vakhtang dovrà ancora aspettare per riavere il proprio caro. I fatti, le ricostruzioni, sono contrastanti, ma univoche nella direzione che qualcosa è successo, all'interno delle strutture dello Stato dove il georgiano era in stato di affidamento prima di essere espulso, o meglio rimpatriato, c...

Il parlamentare Magi sulla morte di Vakhtang Enukidze: "colpito reputatamene da 10 agenti nel CPR di Gradisca"

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Il deputato Riccardo Magi insieme a Schiavone, il presidente dell'ICS, nella conferenza stampa che si è tenuta a Roma alla Camera dei deputati hanno fatto emergere la criticità del CPR di Gradisca e soprattutto la gravità di quanto successo nella vicenda di Vakhtang Enukidze. Racconta, Magi , di essere stato accolto da agenti in assetto in antisommossa, nel giorno della sua prima visita, e ha avuto notizia che quella sera è avvenuta una "bonifica" il sequestro dei cellulari della zona verde, la zona dove era stato fino al giorno prima della morte il cittadino georgiano.  Colpito reputatamene da 10 agenti Il  14 gennaio rispetto alle ricostruzioni di stampa, riferisce il parlamentare di + Europa," tutte le testimonianze che ho potuto raccogliere, di ospiti, di operatori, e anche di un poliziotto, sono unanimi, nel negare l'esistenza di rissa, ma parlano di una semplice colluttazione che non avrebbe potuto determinare alcun danno mortale . " Specifi...

Neanche una parola su Vakhtang Enukidze da parte dell'Amministrazione regionale,solo un grazie alle forze dell'ordine

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Neanche mezza parola verso la vittima dell'aggressione subita nel comunicato diffuso sul sito della Regione da parte dell'assessore alle politiche dell'immigrazione in FVG. Aggressione di cui resta da capire da parte di chi, se da parte delle forze dell'ordine, come denunciano alcuni testimoni e attivisti, o se da parte di altri internati nel CPR come lasciano intendere alcune voci da parte delle istituzioni, per ora.  Ma l'assessore non ha dubbi. Nessuno dubbio. Come nessun dubbio nelle prime battute non l'aveva neanche il Prefetto di Gorizia. Rissa tra immigrati all'interno del CPR. L'unico sentimento espresso dall'Amministrazione regionale è questo: "Stima, gratitudine e fiducia nell'operato delle forze di polizia, del Questore e del Prefetto impegnati nel difficile compito di mantenere l'ordine nel Cpr di Gradisca. " Incredibile. D'altronde è responsabilità anche di chi c'è al governo regionale se esiste il CPR, ...

"Stanno rimpatriando i testimoni del caso di Vakhtang Enukidze"

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La denuncia che arriva da No CPR e no frontiere, è grave . Così scrivono: " Ci è stato riferito dall’interno e poi è stata confermata la notizia da fonti ufficiali che IERI ALLE 4 DI MATTINA sono stati prelevati dalle celle e 🛑 RIMPATRIATI 🛑 tre ragazzi egiziani che avevano parlato agli avvocati riguardo all’omicidio di Vakhtang. ERANO I SUOI COMPAGNI DI CELLA. Sembra vogliano far sparire tutti i 🛑 TESTIMONI 🛑 e intimorire chiunque si era reso disponibile a testimoniare sull’omicidio. Da dentro alcune persone ci dicono di aver paura di essere deportate. Hanno anche sequestrato i telefoni. " Accuse gravissime, che si aggiungono a quelle espresse in questi giorni, come quelle relative al momento in cui si è svolto il presidio innanzi al CPR, dopo che si è appreso della morte del ragazzo georgiano internato presso quella struttura gradiscana. " Durante il presidio, mentre comunicavamo da una parte all’altra delle mura, le persone ci chiamavano per d...

CPR Gradisca: caso morte di Vakhtang Enukidze.Ora spunta l'ipotesi del regolamento di conti. Quali le prove?

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Il caso della morte di  Vakhtang Enukidze, il georgiano di 38 anni, internato nel CPR di Gradisca, non è ancora diventato un caso nazionale, ma lo diventerà. Ad oggi, come noto, sussistono delle ricostruzioni discordanti, ma concordanti, in realtà su un fatto. Enukidze è vittima di aggressione all'interno del CPR. Bisogna "solo" accertare chi l'autore di questa aggressione. Cosa che in ogni caso lascia intendere che delle responsabilità istituzionali ci sono. A partire dalle questioni di principio, perché quella struttura non doveva essere realizzata. Bisogna chiedersi come è potuto accadere? Interrogarsi sulla prevedibilità ed evitabilità del fatto. Ovviamente il tutto sarebbe accaduto in una zona non protetta da telecamere in una struttura con 200 telecamere! Fondamentali saranno le testimonianze. E qui si scontrano in modo impattante. Da quella di chi dice che è stato vittima di un pestaggio da parte delle forze dell'ordine , a quella, di una generica riss...

CPR di Gradisca ad alta tensione

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Dopo la notizia della morte di Vakhtang Enukidze , neanche quarantenne, sulla cui morte vi sono due ricostruzioni al momento fortemente contrastanti, e su cui è fondamentale fare luce e verità quanto prima, una manifestazione con diversi cittadini, esponenti di associazioni e realtà politiche regionali ha avuto luogo sullo stradone di via Udine innanzi a quella struttura che nessuno vuole, e che Gradisca continua a subire. Nessun parlamentare era presente, nessuno, nonostante quanto successo in questi giorni, salvo il personale operante nella struttura e le forze dell'ordine, ha potuto avere accesso. Non è un carcere, ma è peggio del carcere, perché i diritti sono latitanti rispetto a quelli della normale detenzione. Dalla parte interna del muro di quella "prigione" arrivavano imprecazioni contro chi li ha rinchiusi, e si denunciavano casi di violenze in corso. Il senso di impotenza che si è vissuto in quei momenti è stato pesante. Si comunicava ad alta voce, ...

Verità per Vakhtang Enukidze e il CPR di Gradisca deve essere chiuso

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E' successo dietro l'angolo di casa nostra. In quel luogo che doveva essere super blindato, super sicuro, pieno zeppo di telecamere, ma si sta confermando essere un luogo di morte, di sofferenza, di violenza e assolutamente si rivela per quello che è, ingestibile. Ex CTP, poi CIE, poi CPR che convive insieme al CARA. Si chiamava Vakhtang Enukidze, era della Georgia, non aveva ancora 40 anni. E' morto.  E qui si stanno scontrando due realtà fattuali completamente diverse. Chi parla di rissa, negando un ruolo di "pestaggio da parte delle forze dell'ordine" come denunciato dalle prime ore in cui si è appresa, il 18 gennaio, la morte del ragazzo georgiano.  Sul Piccolo si sottolinea infatti ad esempio che   "il prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello nega invece con decisione l’ipotesi che le forze di polizia possano aver avuto un ruolo nella drammatica fine del trentottenne". Ma sulla pagina pagina Facebook e del blog di No CPR no frontiere ...

CPR di Gradisca. Morto un ragazzo. Due le versioni, "rissa" o "pestaggio da parte delle forze dell'ordine"

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Il CPR di Gradisca, che non sarebbe un carcere, infatti, forse è anche peggio, è un disastro. Fughe, che non possono essere chiamate evasioni, ma allontanamenti volontari, non è uno scherzo. E' stato detto così. Tentativi di autolesionismo, perché la gente impazzisce e non vuole essere rimpatriata, per arrivare al fattaccio che ha portato ad un secondo morto a Gradisca, dopo il CIE nel 2013, da cui ebbero luogo delle rivolte che portarono alla chiusura di quel posto sconcertante. Una persona di poco meno di 40 anni, georgiano. E qui si apre già un caso. La velina ripresa come prima informativa da tutti gli organi di stampa parla di una rissa scoppiata tra migranti, il 14 gennaio, così si legge : "Un cittadino georgiano di 20 anni che era trattenuto al centro permanente per i rimpatri di Gradisca di Isonzo è morto questo pomeriggio all'ospedale di Gorizia a seguito di lesioni. Martedì scorso il giovane era rimasto coinvolto in una rissa scoppiata all'interno de...

" Caccia" al migrante al confine orientale. Ora è il turno delle fototrappole

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Mentre l'unico CPR ex CIE ex CPT del FVG in Gradisca che doveva essere super ultra mega sicuro, continua a registrare fughe, evasioni, o meglio come dicono loro, allontanamenti volontari, perchè non sarebbe un carcere anche se alla fine la differenza con il carcere è proprio sottile, ma tanto, tanto sottile, cosa succede? Che in FVG non sanno più che pesci prendere per arrestare la mini presenza di migranti. Non arrivano più da Lampedusa, arrivano via Trieste, via Carso. I pattugliamenti misti ovviamente non possono controllare l'intero territorio, i droni erano stati annunciati, le telecamere termiche pure, senza dimenticare il muro di una trentina di KM, ma la perla delle perle sono le fototrappole. Quelle che di norma vengono usate per andare a caccia di animali o per segnalarne la presenza. Ebbene, sì. Sono state proposte anche queste. L'annuncio arriva sul sito della Regione FVG dove si legge che "La Regione è pronta ad acquistare fototrappole da posiziona...

E dal FVG si afferma la difesa del fantomatico diritto a non emigrare. Non è uno scherzo

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"È inaccettabile che una persona perda il diritto di vivere nella propria terra, inaccettabile che perda il diritto a preservare la propria cultura e tradizioni per vivere in una condizione di sradicamento dalle proprie origini e dalla propria famiglia. Per questo nella nuova norma sulla cooperazione internazionale abbiamo inserito il diritto fondamentale a non migrare che il Friuli Venezia Giulia contribuisce a difendere con il suo piccolo contributo progettuale".  Queste le parole del presidente leghista del FVG all'iniziativa "Diamo un futuro agli Yazidi".  Tale concetto venne affermato ad esempio dal Papa Benedetto, nel 2012:  Il diritto della persona ad emigrare – come ricorda la Costituzione conciliare Gaudium et spes al n. 65 – è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità e aspirazioni e dei suoi progetti. Nel contesto socio...

A Gradisca ritorna nuovamente il centro di espulsione. La piazza si mobilita per dire no, il 24 novembre

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E alla fine ritorna. Ritorna,nonostante i plurimi no, nonostante anni di contrasti, di rivolte, nonostante il suo essere struttura fallimentare. Ritorna sotto nuova sigla, il CIE,ex CPT, ora CPR. Centro per i rimpatri, un modo soft di identificare una galera dove verranno rinchiuse le persone per essere espulse dall'Italia perché in base al sistema non avrebbero diritto di rimanere qui, da noi. No CPR e no Frontiere del FVG convoca una importante manifestazione per il 24 novembre, a Gradisca. Si legge nel comunicato diffuso:   Nonostante il CPR di Gradisca d'Isonzo non sia stato aperto nella prima decade di novembre, come annunciato nei media, l'apertura del lager etnico nella nostra regione rimane imminente. I CPR sono di fatto delle prigioni nelle quali le persone ‘trattenute’ (non detenute, perché l’internamento non è determinato da una sentenza penale) non possono uscire. Spesso la loro unica colpa è non essere in possesso di un documento valido: per chi non...

FVG: arriva il colpo mortale all'accoglienza diffusa,che era un mezzo flop.Possibili 2 CPR se calano migranti

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Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale complessivamente dello 0,36%. Cioè neanche a 5000 migranti si arriva. E tutto ciò è bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai confini, creare campagne di odio e paura. Pazzesco. Semplicemente pazzesco. L'accoglienza diffusa non è riuscita pienamente. E' stata effettivamente un mezzo flop. Su 215 Comuni sono solo 106 quelli che accolgono migranti, cioè il 49% del totale dei Comuni.  Nonostante ciò, si vuole conferire il colpo mortale all'accoglienza diffusa. In alcuni casi, è vero, è mancato il coordinamento tra Comuni e Prefettura, una maggiore collaborazione sarebbe stata necessaria. Ma conferire un potere decisionale importante ai Comuni, significa semplicemente porre fine all'accoglienza diffusa, che in regione non è mai pienamente decollata.  In sostan...

Quel misero 0,36% di "migranti" che porterà a trasformare il FVG in fortezza e centro di espulsione

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Da un lato la realtà fatta di propaganda, paura, menzogne, ingrandimento spropositato di fenomeni minimi, diventati emergenziali a causa di muri alzati, di volontà politiche di non accogliere i migranti. Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale complessivamente dello 0,36%. Cioè neanche a 5000 migranti si arriva. E tutto ciò è bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai confini, creare campagne di odio e paura. Pazzesco. Semplicemente pazzesco. L'accoglienza diffusa non è riuscita pienamente. Su 215 Comuni sono solo 106 quelli che accolgono migranti, cioè il 49% del totale dei Comuni. Ed in tutto ciò ora il FVG si preparerà ad accogliere a quanto pare non uno ma più CPR, cioè centri di espulsione. Tutto ciò è semplicemente sconcertante. Ma quando finirà l'alibi dello 0.36% di migranti che tanto amore ha attira...

FVG: chiude il CARA apre il miniCIE(CPR) e 600 migranti da ricollocare. Caos e fretta inspiegabile

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Il CARA di Gradisca è costato caro alla comunità e soprattutto a chi dentro ci ha trascorso suo malgrado una parte della propria vita in condizioni che certamente non dimenticherà mai. Strutturato in parte come ex CIE è pronto a ritornare alla funzione di mini-CIE si parla di 80/100 persone da espellere, e per rendere il tutto più "umano" più accettabile hanno cambiato il nome, l'espulsione diventa rimpatrio e dunque centro per i rimpatri. Il tutto in una situazione mai stata emergenziale visto che né il Governo né la Regione del FVG hanno mai voluto dichiarare lo stato di emergenza e forse dichiararlo avrebbe garantito ai migranti fuori convenzione una condizione di accoglienza umana e non di stato di abbandono totale. e reso la cosa anche più accettabile da parte dei cittadini senza fornire alibi agli speculatori di mestiere.  I numeri del FVG sono noti accoglie circa il 3% della quota nazionale con una concentrazione importante soprattutto nelle principali ci...

In FVG presenti 4694 richiedenti asilo, la Giunta regionale dice sì al CPR ma con la chiusura del CARA

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CPR o CARA? Sigle che in realtà nascondono dei processi sistemici molto complessi, contestati e spesso non rispettosi dei diritti umani. I CPR, centri per il rimpatrio, altro non sarebbero che una sorta di mini riproposizione dei vecchi CIE ex CPT, dunque CPT, CIE e poi CPR.  Nel corso dell'audizione convocata dalla VI Commissione consiliare sul tema dell'immigrazione in FVG è emersa la disponibilità " della Giunta rispetto all'attivazione del Centro purché a Gradisca venga contestualmente chiuso il CARA, Centro di accoglienza richiedenti asilo, dove attualmente alloggiano più di 500 persone. E' stato evidenziato che "Il sito durante l'estate - ha aggiunto Torrenti - sarà progressivamente alleggerito dalla presenza di ospiti in modo tale che quando l'ipotesi del CPR sarà confermata, si potranno avviare i lavori e attuare le modifiche strutturali necessarie alle nuove esigenze."   E cosa ne pensano di tutto ciò a Gradisca? Forse sar...