Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Quel misero 0,36% di "migranti" che porterà a trasformare il FVG in fortezza e centro di espulsione

Da un lato la realtà fatta di propaganda, paura, menzogne, ingrandimento spropositato di fenomeni minimi, diventati emergenziali a causa di muri alzati, di volontà politiche di non accogliere i migranti. Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale complessivamente dello 0,36%. Cioè neanche a 5000 migranti si arriva. E tutto ciò è bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai confini, creare campagne di odio e paura. Pazzesco. Semplicemente pazzesco. L'accoglienza diffusa non è riuscita pienamente. Su 215 Comuni sono solo 106 quelli che accolgono migranti, cioè il 49% del totale dei Comuni. Ed in tutto ciò ora il FVG si preparerà ad accogliere a quanto pare non uno ma più CPR, cioè centri di espulsione.
Tutto ciò è semplicemente sconcertante. Ma quando finirà l'alibi dello 0.36% di migranti che tanto amore ha attirato, con chi se la prenderanno? Quale sarà il prossimo strumento di distrazione di massa? Cosa è diventata questa regione? E' irriconoscibile rispetto alla sua storia di pluralità e accoglienza.

Marco Barone 

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