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Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

50 navi da Crociera inquinano dieci volte di più di tutte le auto in Europa. Quanto sono compatibili a Monfalcone con la vicina isola della Cona?

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A Monfalcone c'è chi con estremo entusiasmo, pensando ad un futuro turistico di questa località il cui destino è indissolubilmente legato ai suoi cantieri navali che oggi si chiamano Fincantieri, ha accolto l'arrivo delle navi da crociera. Qui nascono e qui ritornano a casa, è stato detto. Offrendo anche un giro turistico ai cantieri navali. Tutto legittimo, fantastico, spaziale, superlativo, ci mancherebbe. Ma una domanda è assolutamente indispensabile farsela. A pochi passi da Monfalcone esiste l'area protetta dell'Isola della Cona. La notissima Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, che si sviluppa su un territorio compreso nei comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumicello e Grado e copre una superficie di 2.338 ettari, 1.154 dei quali in ambiti marini. Area bellissima, unica. Lì dove Isonzo e Adriatico si mescolano per confondersi, sorge uno dei punti più delicati a livello ambientale della nostra regione. Non le vogliono a Venezia e iniziera...

Anni '20. Il capodanno inizia con il grido Viva l'Italia al Teatro la Fenice. A quando il ritorno del re?

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Immancabile Và pensiero a ogni capodanno. E questo 2020, che si prospetta stante a quello che avrebbe predetto Nostradamus una catastrofe nella catastrofe, tanto per cambiare, segna l'inizio del ritorno al passato. E quale miglior ritorno agli anni '20 con viva l'Italia, dopo Và pensiero di Verdi? Perché questo è quello che è successo al teatro la Fenice di Venezia. Un canto patriottico, diventato politico, nell'irredentismo e contro gli austriaci in quella competizione che si gioca anche a colpi di concerto dove quello di Venezia vorrebbe emulare se non eguagliare quello storico di Vienna. Insomma, ritornano gli anni '20. Presto si ritornerà magari a urlare, W VERDI, a significare il ritorno del re. mb

Grandi navi: Ma Trieste è meno vulnerabile di Venezia?E poi tutti a glorificare Greta Thunberg

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A Venezia le grandi navi non le vogliono più. Vedere quei mostri galleggianti a Venezia è un qualcosa di incredibile, sconcertante, che solo in Italia poteva accadere. Non le vogliono a Venezia, e dove le vogliono mandare? In parte? A Trieste. Che non sarà una città dove fare sosta, ma una città dove partire o dove arrivare per andarsene a casa. Insomma, il beneficio a livello turistico di massa sarà praticamente ininfluente. I turisti, o meglio i viaggiatori, arriveranno con gli autobus che intaseranno le rive, obsolete, che necessiterebbe di un restyling enorme. Per essere imbarcati. Atterreranno con voli mirati allo scalo di Ronchi, che pare oramai essere funzionale solo a questo tipo di voli, ed in tutto ciò, il golfo di Trieste, sensibile, delicato, si vedrà invaso da questi giganti del mare. Sì, vengono costruiti in parte a Monfalcone. Ma che significa? Ci sono zone dove possono approdare e zone dove è meglio non vederle queste navi. Trieste è meno vulnerabile di Venezia...

Un incremento di grandi navi a Trieste? Anche no .Trieste rischia di diventare una colonia di Venezia

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Trieste pare essere destinata a prendersi gli "scarti" di Venezia, ma a prescindere della questione Venezia, è previsto un sensibile incremento di passeggeri, si parla di 120mila con un conseguente incremento di grandi navi. Trieste non è meno sensibile di Venezia. Può sopportare non più di tre navi da crociera in contemporanea, ma un incremento delle grandi navi significa che il centro città dovrà subire delle situazioni a dir poco impattanti.Va creato il giusto equilibrio, prima che il golfo di Trieste si intasi di navi da crociera che non vogliono a Venezia, oltre a quelle già in incremento per il porto industriale.  Stiamo attenti a non distruggere il golfo di Trieste. Trieste deve avere una propria indipendenza da Venezia ma in realtà pare essere destinata in questi ultimi tempi a diventare una "colonia" della vecchia serenissima, quella che qui è sempre stata contrastata. E' questo il futuro che deve avere la città giuliana? mb

Se a Venezia si può fare l'elemosina e dormire sulle panchine, a Trieste nel nome del decoro no se pol

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Trieste e Venezia, concorrenti forse da sempre, due amanti che si corteggiano, ma si respingono a vicenda, quando nella società odierna l'unica soluzione possibile sarebbe collaborazione. Venezia non necessita di presentazione alcuna, è una cartolina meravigliosa, invasa da milioni di turisti. A Venezia ci sono regole rigide da rispettare per preservare l'intero ambiente e continue battaglie per salvare la laguna contro ogni tipo di inquinamento. Ma una cosa che colpisce è che per i tanti vicoli del centro è facilissimo incontrare diversi mendicanti, e per il centro, su qualche panchina, vedere qualche vagabondo, riposare, dormire e vivere i suoi sogni in santa pace.   Nulla di strano, perchè vagabondi e mendicanti son sempre esistiti, son sempre sopravvissuti e sempre esisteranno e sempre sopravviveranno. Ed i turisti non sembrano proprio per niente essere infastiditi. Anzi, forse neanche ci fanno caso. Perchè la bellezza di Venezia cala un sipario che rende q...

La bellezza stratosferica del concerto di Capodanno di Vienna e quello di Venezia che è una copia banale

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La musica e la cultura devono essere la forza di qualsiasi civiltà. Vi sono storie che cercano narratori, narratori che cercano storie, così come vi sono note che cercano compositori e compositori che cercano note. Ingegno e sensibilità umana possono far capire quanto siano immense le potenzialità dell'umanità. La musica ha sempre connotato epoche, ogni epoca ha una sua melodia, ogni secolo ha una sua canzone. Vivere senza musica sarebbe come vivere senza percepire emozione alcuna, sia essa positiva sia essa negativa. Significherebbe essere dei banali automi. Nel mio piccolo ho coltivato la passione della musica classica per anni, suonando il pianoforte. Ho avuto questa possibilità, ho avuto la possibilità di addestrare il mio orecchio alla sensibilità dei suoni. Ed ogni volta aspetti il primo giorno del nuovo anno per quella che oramai era diventata la tradizione della nostra Europa.  Certo, è nato sotto il nazismo, è sopravvissuto alle turbolenze violente della storia, ha ...

L'arte irredentista di Italico Brass e quel quadro buffo di Campo santa Margherita

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Campo santa Margherita di Venezia è uno dei luoghi più affascinanti di Venezia, l'aspetto di oggi deriva dagli interventi come voluti dalle autorità austro-ungariche ed è punto di ritrovo anche di artisti ed ancora oggi accoglie i tradizionali spettacoli di burattini. A poche ore di distanza da Venezia, a Gorizia, nel bellissimo palazzo Attems Petzenstein, è possibile vedere alcune opere di diversi artisti, tra le quali emergono quelle di Italico Brass, artista irredentista. Tra le tante opere ci sarà una tela ove si raffigura un tipico momento di vita a Campo santa Margherita. Chi con il volto cupo, chi intento a discutere, chi osservare due carabinieri in alta uniforme nel mentre di una piccola folla ipnotizzata dallo spettacolo di burattini. Quello che colpirà sarà oltre che alla stella tricolore con W, un bambino di piccolissima età, sulle spalle del proprio genitore, sventolare due bandierine italiane. Sarà quella la vera calamita dell'opera di Brass e non è un caso ...

Quando la lotta paga, nel senso che paga multe salate, il caso Venezia dopo la Val di Susa

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Aveva creato scalpore la notizia di sanzioni pecuniarie pesantissime che si erano abbattute come un macigno sulla testa dei manifestanti che da decenni si battono contro l'abbattimento della natura nella Valle che non si arrende. Ma la solidarietà sociale, collettiva, internazionale oltre che nazionale, ha risposto. Raccolti i fondi per pagare quelle maledette sanzioni. Non bastano le norme penali, i reati di opinione, le diffide, le censure, le campagne mediatiche di non informazione, no. Assediano la lotta con tutti gli strumenti a disposizione, ora è il momento delle sanzioni pecuniarie, salate,  come le acque di quella laguna che nel settembre del 2013 molti manifestanti hanno attraversato per fermare lo scempio continuo e senza sosta, quello delle grandi navi a Venezia

L'esclusione del Nord Est dalla Capitale Europea della cultura alcune note critiche

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logo Venezianordest 2019 Come è noto nel 2019, l’Italia, Stato Membro dell’Unione Europea, ospiterà la Capitale Europea della Cultura, insieme alla Bulgaria.  Dopo una prima fase di preselezione, a conclusione dei lavori inerenti all'incontro di pre-selezione delle città italiane candidate al titolo di Capitale Europea della Cultura, ospitati presso la Sala del Consiglio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dall'11 al 15 novembre 2013, si annuncerà pubblicamente che le città preselezionate saranno: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena . Trieste verrà esclusa, insieme a Venezia. Domanda, ma Trieste era realmente candidata? Andando a leggere il sito internet  Venezianordest2019, si evince che gli enti fondatori sono : Comune Venezia, Provincia di Venezia  Regione del Veneto, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento  Provincia Autonoma di Bolzano. Dunque il Comune di Trieste, in base a...

Da Trieste a Venezia passando per la Lombardia i nuovi fronti per l'indipendentismo

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Ricordate quel 15 settembre 1996 quando dal palco di Venezia venne proclamata l'indipendenza della Padania? Nel corso di questi anni il principale partito secessionista, la Lega Nord, è stato caratterizzato da diverse turbolenze. Ma non è finita la voglia di secessione né di indipendenza. Si è passati dall'idea astratta della Padania a situazioni locali, di stampo nazionalistico, che certamente sono più sentite, più vissute e più partecipate dalle persone. In questo tempo dalla perdurante crisi economica e sociale l'idea di chiudersi in un recinto più piccolo, ove maggiore è il senso di protezione, alletta, alletta talmente tanto, che concetti trasversali, che ben possono unire una moltitudine di soggettività, fungono da catena, una catena che vuol liberare queste persone dalla Sovranità dello Stato italiano ma legarle alla Sovranità di una piccola nazione che dovrà, a detta loro, venire. I diritti civili i temi etici non sono all'ordine del giorno, non si ca...

Venezia dice no alle grandi navi e Trieste?

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pubblicato su bora la Quale sviluppo eco-compatibile per Trieste e per la sua attività portuale? L’ultimo rapporto dell’Agenzia Ue dell’ambiente (Aea) afferma in sostanza che la crescita delle emissioni di gas serra e inquinanti provenienti dal settore dei trasporti marittimi in Europa generata dalle navi in partenza dai porti Ue e' aumentata del 35% e altri inquinanti fra il 35% e il 55%. Buona parte di questo inquinamento è dovuto alle navi ormeggiate o ferme in rada, e l'ARPA di Trieste ricordava, sul punto, che proprio le navi ormeggiate o ferme in rada, che devono tenere motori accesi, procurano alla città di Trieste il 20% del totale di polveri sottili, e il 30% di biossido di azoto, frutto della combustione . A pochissime miglia dall'area portuale di Trieste, vecchia e nuova, esiste la splendida Riserva Marina di Miramare istituita nel 1986 con decreto del Ministero dell'Ambiente, il quale affidava la gestione all'Associazione Italiana per il WWF (D.M...

Recite scolastiche: attenzione ai costumi infiammabili, la Cassazione condanna la Scuola

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Venezia, una recita natalizia che muta in una tragedia infernale. Verso la fine degli anni novanta, una festa d'Istituto era stata autorizzata dal collegio docenti ed era prevista anche l’esibizione in costume di un gruppo della classe di quinta. Durante lo svolgimento dei vari spettacoli, mentre "tutti gli altri alunni" erano in aula magna, un gruppo di essi era uscito sostando nell’atrio e nel pianerottolo esterno, e lì uno studente già maggiorenne, per scherzo, dava fuoco al costume della compagna, anch'essa maggiorenne, ma interven iva una secon da studentessa che nell'intento di spegnere le fiamme staccando le ali dal costume di costei,  vedeva il suo costume prendere fuoco  con conseguenti gravi ustioni sul suo corpo, con esiti deturpanti.   La Cass. Civile con sentenza n° 11751/2013, dunque dopo ben 15 anni dall'inizio del processo di primo grado, afferma che : “ La domanda e l’accoglimento di iscrizione alla frequentazione di una...

Trieste: la passerella di Ponterosso e l'assenza di passaggi pedonali su via Trento

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Inaugurata da alcuni giorni, la passerella dai mille nomi, quello ufficiale ancora dovrà essere confermato e probabilmente avrà la stessa sorte del ponte della Costituzione di Venezia, ovvero rimosso dalla mente collettiva  poichè è conosciuto come il ponte di Calatrava, l'architetto, scultore ed ingegnere che lo ha progettato, continua a fare discutere. Io però ora voglio soffermarmi su una questione specifica, che mi auguro verrà risolta quanto prima dal Comune di Trieste. Come è noto quel ponte è stato realizzato per congiungere in sostanza le vie Cassa di Risparmio e Trento, in modo da prolungare verso piazza Libertà il percorso pedonale che parte de piazza Venezia. Il Piccolo di Trieste tramite l'articolo di Pierpaolo Pitich del 30 marzo 2013 ha reso noto che in “quelle che sono le ore di maggior afflusso della giornata, vale a dire nel cuore della mattinata e nella fascia centrale del pomeriggio, sono circa 1500 i pedoni che transitano ogni ora sul ponte, c...

L’ennesima odissea sulla Trieste- Bologna

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Con questo breve scritto non esprimerò nulla di nuovo rispetto a quanto già denunciato per esempio da Paolo Rumiz, o da tanti viaggiatori pendolari che utilizzano il treno regionale veloce, solo di nome ma non di fatto, per spostarsi da Trieste. Il punto è che nonostante le ripetute lamentele, segnalazioni, il problema persiste e ciò è grave ma non sorprende. La linea ferroviaria Trieste- Bologna, che in verità è una linea che si sospende in quella stazione di Mestre sempre più degradata, per poi riprendere il suo corso dopo i canonici 40 minuti di attesa quando va bene, anche di oltre i 60 minuti quando perdi la coincidenza, è a prova di pazienza. Certo, io sono un cultore del vivere con lentezza, ma se vivere con lentezza significa viaggiare su Treni dall’aria condizionata a dir poco sballata, sporchi ma anche dalle sospensioni precarie,   quel sospirato vivere con lentezza verrà in quel momento ripudiato. Il giorno 7 settembre mi son recato a Bologna per motivi di lavo...

Il Comandante Schettino, capro espiatorio del saluto autorizzato.

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Era il lontano  2 settembre del 2005 quando la  Costa Concordia, al momento della tradizionale ‘bottigliata’ di champagne contro la  sua fiancata , visse l'inizio della  fine.   Il varo, l'affidamento al dio del mare,della nave, ebbe origine con l'abbandono. Ed in tale  storia accade che la nave Costa Concordia nel Novembre 2008 , per strano caso del destino,  entrava in collisione con la banchina nel porto di Palermo. Ma l'Isola del Giglio  con il suo piccolo porto, edificato nel tempo dei Romani, ampliato nel 1796, e nel 1979 in seguito ad una rivolta del mare, circondato dalla Torre del Saraceno  e  dalla La Caletta del Saraceno ha vissuto vari momenti occulti e nefasti. Certamente quello storico è correlato alla vicenda del panfilo reale . Già, perchè il panfilo reale nel lontano 2 giugno del 1992 salpò dal porto di Civitavecchia per una breve crociera fino all’Argentario e all’isola del Giglio per poi tornar nella sua ro...