Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada
A Monfalcone c'è chi con estremo entusiasmo, pensando ad un futuro turistico di questa località il cui destino è indissolubilmente legato ai suoi cantieri navali che oggi si chiamano Fincantieri, ha accolto l'arrivo delle navi da crociera. Qui nascono e qui ritornano a casa, è stato detto. Offrendo anche un giro turistico ai cantieri navali. Tutto legittimo, fantastico, spaziale, superlativo, ci mancherebbe. Ma una domanda è assolutamente indispensabile farsela. A pochi passi da Monfalcone esiste l'area protetta dell'Isola della Cona. La notissima Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, che si sviluppa su un territorio
compreso nei comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumicello e
Grado e copre una superficie di 2.338 ettari, 1.154 dei quali in ambiti
marini. Area bellissima, unica. Lì dove Isonzo e Adriatico si mescolano per confondersi, sorge uno dei punti più delicati a livello ambientale della nostra regione. Non le vogliono a Venezia e inizieranno a scaricarle tra Trieste e a quanto pare forse anche Monfalcone. Si tratta di impatti enormi a livello ambientale. E decisioni così impattanti dovrebbero coinvolgere la cittadinanza quanto meno, non trovarsele imposte così dall'alto. Opportunità o meno che possano essere, e anche qui bisognerebbe capire in cosa consisterebbero queste fantastiche opportunità, quale il rapporto costi per la collettività, rischi e benefici. C'è da riflettere, soprattutto quando dati notissimi hanno ricordato che 47 navi da crociera emettono ogni anno una quantità di ossidi di zolfo (SOx) 10 volte superiore all'intero parco auto circolante in Europa (oltre 260 milioni di veicoli). Certo, non tutte le navi da crociera sono uguali, ci sono quelle meno impattanti e quelle più impattanti. Ma una domanda bisogna farsela, tralasciando da parte entusiasmi tanto banali quanto scontati che trovano il tempo che trovano. Che studio di impatto ambientale è mai stato fatto per sostenere la compatibilità di queste navi in questa zona dell'alto Adriatico? E questo discorso vale anche per Trieste.
Tenendo conto della vicinanza dell'Isola della Cona? Questo lo vorremmo sapere. Nessuno si augura altri disastri alla Schettino, non sia mai, ma, rieccolo il fatidico ma, bisogna valutare in modo compiuto quali possano essere i rischi per il nostro fragile ambiente in relazione all'approdo di questi giganti del mare. Quanto siano compatibili con l'ecosistema della nostra zona, con la tutela ambientale della nostra zona.
mb
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