Restaurata la tomba della famiglia Fontanot e il Monumento Ossario Partigiano

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Quando parliamo di certe vicende, c’è un dettaglio che spesso ci sfugge. Noi vediamo una pietra tombale, magari consumata dal tempo, e ci sembra soltanto un pezzo di marmo abbandonato nell'erba. E invece no! Dietro quella pietra c’è una storia immane, una di quelle storie che ti stringono la gola. Prendete i Fontanot. A Ronchi, e non solo qui, questo nome vuol dire qualcosa di enorme. Durante la Seconda guerra mondiale questa famiglia viene travolta da una tragedia tremenda, di quelle che la Resistenza ha preteso da chi ha scelto di non stare a guardare. Giovanni, finisce deportato a Dachau. Amido, che fa il commissario nella Brigata Garibaldi Trieste, cade al fronte nel '44. Licio — un ragazzo, gappista — si toglie la vita in carcere pur di non parlare sotto le torture dei fascisti.  Uno solo sopravvive a quell'inferno: Vinicio, comandante nei GAP e poi di un battaglione della Brigata Proletaria. Una storia talmente titanica che a Metlika, con cui sia...

Celebrazioni D'Annunzio e occupazione di Fiume. E' alta tensione diplomatica con la Croazia

Nel 2017 intervenne l'Ambasciata della Repubblica di Croazia dopo una lettera che avevo inviato alla stessa, in merito alle sconcertanti celebrazioni che avvengono tra Ronchi e Monfalcone ogni 12 settembre, e la risposta fu chiara. Queste iniziative non favoriscono i rapporti amichevoli tra Italia e Croazia. Si è fatto finta di niente da queste parti. Senza fare i conti con l'oste, ignorandolo totalmente. Come se la Repubblica di Croazia fosse inesistente. Arriviamo al 2019, come Resistenza Storica si contatta anche il Sindaco di Rijeka, e risponde con una lettera durissima definendo come vergognosa l'inaugurazione della statua di D'Annunzio a Trieste. Si trattava di dover celebrare l'uomo politico, irridente, nazionalista, che occupò Fiume. In tutta la retorica italianissima si esercita una forma di negazionismo, riduzionismo, giustificazionismo pazzesco, come se i 16 mesi fiumani furono oro, e non una dittatura tremenda per chi la subì. Gli oppressi in Italia non hanno voce in capitolo. Il 12 settembre viene inaugurata la statua di D'Annunzio, mentre a Monfalcone si svolge una sorta di mini parata con la presenza di simboli del ventennio, per celebrare l'occupazione di Fiume. La Croazia si imbufalisce.  Il ministro degli Esteri Gordan Grlic Radman ha dichiarato in un'intervista con Media Service che condanna fermamente la decisione della città di Trieste di erigere un monumento a Gabriele D'Annunzio, che il MVEP si è espresso con una nota diplomatica, aggiungendo che tutti coloro che promuovono "ideologie che sono state sconfitte non hanno posto in un'UE come questa ".
Si è dovuto scusare anche l'ambasciatore italiano per le provocazioni che si sono registrate a Fiume. La polizia croata ha arrestato gli autori di un gesto provocatorio e irresponsabile. La bandiera del Regno d'Italia è stata  posta sul recinto del Palazzo del Governatore a Fiume giovedì mattina. Li chiamano i rivoltosi, i provocatori.  Si è evidenziato che D'Annunzio non fu liberatore ma occupante, e che queste "sono ideologie che sono state sconfitte e che hanno introdotto gli orrori della seconda guerra mondiale. Tutti coloro che sostengono tale ideologia non hanno posto nell' Unione Europea". Alta tensione tra Italia e  Croazia? Sicuramente tra Venezia Giulia e Croazia, questo è poco ma sicuro. Ancora si può rimediare. Basta riportare indietro quella statua, chiuderla in un magazzino e gettare le chiavi. Non celebrare più l'occupazione di Fiume, chiedere scusa per quei 16 mesi di dittatura, questo dovrebbe fare l'Italia anche se a dirla tutta, ricordiamolo, il Regno d'Italia intervenne per cacciare a cannonate D'Annunzio da Fiume.
 
mb

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