Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Celebrazioni D'Annunzio e occupazione di Fiume. E' alta tensione diplomatica con la Croazia

Nel 2017 intervenne l'Ambasciata della Repubblica di Croazia dopo una lettera che avevo inviato alla stessa, in merito alle sconcertanti celebrazioni che avvengono tra Ronchi e Monfalcone ogni 12 settembre, e la risposta fu chiara. Queste iniziative non favoriscono i rapporti amichevoli tra Italia e Croazia. Si è fatto finta di niente da queste parti. Senza fare i conti con l'oste, ignorandolo totalmente. Come se la Repubblica di Croazia fosse inesistente. Arriviamo al 2019, come Resistenza Storica si contatta anche il Sindaco di Rijeka, e risponde con una lettera durissima definendo come vergognosa l'inaugurazione della statua di D'Annunzio a Trieste. Si trattava di dover celebrare l'uomo politico, irridente, nazionalista, che occupò Fiume. In tutta la retorica italianissima si esercita una forma di negazionismo, riduzionismo, giustificazionismo pazzesco, come se i 16 mesi fiumani furono oro, e non una dittatura tremenda per chi la subì. Gli oppressi in Italia non hanno voce in capitolo. Il 12 settembre viene inaugurata la statua di D'Annunzio, mentre a Monfalcone si svolge una sorta di mini parata con la presenza di simboli del ventennio, per celebrare l'occupazione di Fiume. La Croazia si imbufalisce.  Il ministro degli Esteri Gordan Grlic Radman ha dichiarato in un'intervista con Media Service che condanna fermamente la decisione della città di Trieste di erigere un monumento a Gabriele D'Annunzio, che il MVEP si è espresso con una nota diplomatica, aggiungendo che tutti coloro che promuovono "ideologie che sono state sconfitte non hanno posto in un'UE come questa ".
Si è dovuto scusare anche l'ambasciatore italiano per le provocazioni che si sono registrate a Fiume. La polizia croata ha arrestato gli autori di un gesto provocatorio e irresponsabile. La bandiera del Regno d'Italia è stata  posta sul recinto del Palazzo del Governatore a Fiume giovedì mattina. Li chiamano i rivoltosi, i provocatori.  Si è evidenziato che D'Annunzio non fu liberatore ma occupante, e che queste "sono ideologie che sono state sconfitte e che hanno introdotto gli orrori della seconda guerra mondiale. Tutti coloro che sostengono tale ideologia non hanno posto nell' Unione Europea". Alta tensione tra Italia e  Croazia? Sicuramente tra Venezia Giulia e Croazia, questo è poco ma sicuro. Ancora si può rimediare. Basta riportare indietro quella statua, chiuderla in un magazzino e gettare le chiavi. Non celebrare più l'occupazione di Fiume, chiedere scusa per quei 16 mesi di dittatura, questo dovrebbe fare l'Italia anche se a dirla tutta, ricordiamolo, il Regno d'Italia intervenne per cacciare a cannonate D'Annunzio da Fiume.
 
mb

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