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La quasi totalità delle scuole della provincia di Gorizia non sono a norma antisismica

Rimango dell'idea che il ferro va battuto quando è caldo, ed ora, purtroppo, lo è. La scuola insieme all'ospedale dovrebbe essere il luogo pubblico sensibile più protetto, ma in Italia, ogni quattro anni circa apprendiamo, a causa dei terremoti e del modo becero con il quale si è costruito, che così non è. Basta lacrime, basta vittime innocenti, basta distruzione. Se la via da perseguire è quella della prevenzione lo deve essere seriamente e non a parole. Ho fatto una prima verifica sul sito del MIUR scuola in chiaro, controllando le 16 pagine dedicate alle scuole della, oramai ex, provincia di Gorizia. Si tratta di dati aggiornati all'anno scolastico 2014/15, e diverse scuole non hanno compilato la voce edilizia e vincoli, altre, invece, tale voce misteriosamente non la contemplano. I dati contenuti in tale sezione contengono tutte le informazioni di carattere tecnico relative agli edifici scolastici attivi censiti così come comunicati dagli enti locali proprietari degli stessi per il tramite dei nodi regionali dell'Anagrafe. Viene precisato che, a seguito di accordo in conferenza unificata di intesa con Comuni e Province, è stato stabilito di aggiornare al 31 gennaio 2016 la pubblicazione dei dati relativi alle certificazioni degli edifici al fine di consentire l'adeguamento delle informazioni contenute nella sezione agli interventi recentemente autorizzati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Ora, stando ai dati che ho potuto visionare e come pubblicati, ne esce un quadro preoccupante. Quello dell'alto e basso Isontino è un territorio che contempla Comuni a sismicità medio/alta come ad esempio Capriva del Friuli, Gorizia, Cormons, Farra d'Isonzo, San Lorenzo Isontino ed altri a bassa. Dunque il rischio sismico sussiste. Tra tutte le scuole visionate, con le precisazioni come fatte in premessa, salvo il caso di una scuola dell'Infanzia di Sagrado e si presume anche l'ultima scuola dell'infanzia realizzata a Ronchi i cui dati non sono ancora stati inseriti, alla domanda se l'edificio è stato progettato o successivamente adeguato con la normativa tecnica antisismica la risposta è NO. Come è noto nel quadro di una interpretazione ragionevole della disciplina legislativa in tema di sicurezza del lavoro, il dovere di informazione spettante al datore di lavoro nei confronti del lavoratore concerne i rischi cui il lavoratore è esposto nell’ambito delle sue specifiche mansioni con esclusione, quindi, di ogni altro settore che comunque rimanga estraneo al campo di azione nel quale si esplicano le mansioni di sua specifica competenza. Il datore di lavoro è tenuto a garantire la gestione oculata dei luoghi di lavoro mediante tutte le misure imposte normativamente (informazione, formazione, attrezzature idonee e presidi di sicurezza), nonché ogni altra misura idonea, per comune regola di prudenza e di diligenza, a garantire la sicurezza. Ora, è evidente che non si può scaricare tutto il peso sulle spalle del DS. Ma dobbiamo conoscere lo stato di sicurezza delle nostre scuole. Nel 2009, dopo il terremoto dell’Aquila, lo Stato ha avviato un piano nazionale per la prevenzione sismica, che prevede lo stanziamento alle Regioni di circa un miliardo di euro in sette anni con diverse finalità. In FVG al 17 dicembre 2015 si segnalano interventi mirati nel 2008 per una scuola elementare di Maniago, una scuola media di Udine, una scuola elementare di Fiume Veneto nel 2012, una scuola media di Udine nel 2012 e basta. Insomma, in base ai dati pubblicati sul sito scuola in chiaro, il quadro è preoccupante, e rilevata la medio/alta sismicità di alcune zone della provincia di Gorizia, e la bassa di altre, forse è il caso che la Procura della Repubblica faccia le dovute verifiche, valutazioni, su diversi livelli, per verificare se vi siano state omissioni o meno, per una ragione di prevenzione. Sia ben chiaro, nessun procurato allarme, ma è una questione di buon senso e di reale prevenzione. Le nostre scuole devono essere sicure e questa deve essere la priorità totale ed assoluta.
Marco Barone

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