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A Gorizia per l'ennesima volta avviene celebrazione della XaMas e battaglia di Tarnova


Gorizia non riesce proprio a voltare radicalmente pagina. Una città attualmente decadente, dalle infinite potenzialità, ma che erra. Erra perseverando in un cammino che non giova al suo futuro. Siamo nel 2016 e per l'ennesima volta Gorizia accoglierà con ufficialità l'associazione Decima Flottiglia Mas. Nota come XaMas. Che alcuni potrebbero scambiare per la sigla natalizia Xmas, ma sono due cose diverse. Non è una semplificazione natalizia. Realtà che ha la sua sede principale a Trieste ed una secondaria a Redipuglia. Dal 2014 ha maturato anche un importate accordo con una società per lo sfruttamento commerciale degli stemmi ed emblemi della X^ Flottiglia MAS nel campo dell’abbigliamento e per l’oggettistica. Non è questa che segue una polemica. Ma una riflessione con la quale voglio evidenziare che o si dice basta a queste ignobili situazioni, oppure Gorizia continuerà a dondolare sul proprio fallimento. Come si può ricevere con ufficialità, pur essendo consapevole che la cosa non debba essere sopravvalutata, l'organizzazione di Junio Valerio Scipione Ghezzo Marcantonio Maria dei principi Borghese? 
Già rimosso il golpe dell'immacolata? Certo, a dover ricordare la lunghezza di quel nome, la cosa può essere anche comprensibile. Così come poter associare un golpe al giorno dell'Immacolata? Eppure... Come si può ricevere con ufficialità chi ha collaborato con i nazisti e fascisti? Si risponderà, hanno combattuto per l'italianità di Gorizia. E quindi tutto il resto deve passare in ultimissimo piano. Erano 214 quelli del battaglione Fulmine, ha combattuto per un paio di giorni contro l'esercito di liberazione Jugoslavo. E ne hanno prese anche tante. Non a caso quella battaglia, fulminea, ha evidenziato tutte le debolezze della Xa.
Quando fai una passeggiata in Istria, od a Zara, od in quella che è stata buona parte dell'ex provincia di Gorizia, molti italiani ti diranno, questa è stata terra nostra. E' vero. Lo sono state per un periodo inferiore agli anni di Cristo, ma le pietre sicuramente non parlavano e se parlavano non parlavano solo italiano, anzi. Terre occupate e conquistate nella grande carneficina che è stata la prima guerra mondiale. Discorso diverso per Fiume, occupata con la nota marcia reazionaria, razzista, eversiva e militarista di D'Annunzio ed annessa all'Italia nel 1924 da e per Mussolini, per il tramite del burattino Re d'Italia. Ma l'Italia fin dal suo avvento ha non tanto sbagliato strategia, ma mostrato il suo lato peggiore, disumano, bestiale. Paese giovane, nato da e per diverse guerre, nato sotto il segno del sangue, quel sangue che verrà fatto sputare al popolo slavo. Sarà sotto il nazionalismo italiano che avverrà il simbolo delle persecuzioni contro gli sloveni, l'assalto del Narodni Dom, emulato poi a Pola. Ed il tutto ancora prima della marcia su Roma, anche se anticipata nella sostanza da quella su Fiume del 1919. E sarà in pieno fascismo che avverrà la stessa cosa a Gorizia, nel giorno della vittoria, nel 1926, colpendo il Trgovski Dom. Nazionalismo e fascismo, una continuità unica, che è stata la causa del male dell'Italia, il cancro di questo Paese. Il nazionalfascismo è stata la causa principale della "perdita" di quelle terre occupate e conquistate nella prima guerra mondiale, che di grande ha avuto solo il prezzo delle vite umane massacrate per qualche fazzoletto di terra di cui i soldati non conoscevano neanche l'esistenza. Ma nella storiografia del sistema, nelle canzoni, negli spettacoli, ed anche nei film che sono in arrivo, che trattano tale questione, non emerge alcun mea culpa. No. Un solo filo conduttore continua ad animare il tutto, che la colpa è stata degli altri non dell'Italia e del suo nazionalfascismo. Nazionalismo? Non pervenuto. Fascismo? Non pervenuto. La colpa è solo dei nazisti, la colpa è solo dei cattivi "schiavi slavo comunisti", o dei francesi, e degli americani, o degli inglesi, o dei neozelandesi, o dell'ex Unione Sovietica, o dei comunisti italiani filo-jugoslavi reputati traditori della patria e della Costituzione, ancor prima della nascita della nostra Costituzione.  Eppure nel Paese che vive nell'apparenza della dottrina dei vangeli, pur essendo utopicamente Laico, ha continuato a gettare la prima pietra, come se fosse senza peccato, pur avendo da sempre peccato un peccato che non ha mai confessato e mai confesserà, perché per confessarlo è necessario un bagno di umiltà. Ricevere con ufficialità la XaMas, come previsto nella mattinata di sabato 16 gennaio, al quale seguirà anche una messa nella Chiesa dei Cappuccini in piazza S. Francesco(!) significa semplicemente voler continuare ad errare per mantenere un desolante status quo. Significa preservare nel peccato. Un peccato che pagherà, come sempre, Gorizia.



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