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E' giusto o non è giusto rimuovere le sanzioni alla Russia?




Era il 17 marzo del 2014 ed il Consiglio Supremo della Repubblica Autonoma di Crimea sulla base della volontà diretta dei popoli della Crimea, espressa al referendum del 16 marzo 2014 deliberava di proclamare la Crimea come Stato indipendente e sovrano — Repubblica di Crimea. Il Parlamento in quella occasione si rivolgeva alla Russia con la richiesta di adesione al Paese come soggetto della Federazione. In precedenza veniva anche comunicato che il 96,77 % della popolazione di Crimea, partecipante al referendum sulla "indipendenza" della Crimea dall'Ucraina, votava a favore dell'unificazione alla Russia. Da quel momento le tensioni sono salite, vi è stata la guerra in Ucraina, non del tutto terminata. Luogo geograficamente strategico la Crimea per la Russia ma anche per l'Europa dipendente dal sistema USA. In Occidente vi è chi ha sostenuto poi anche forze neonaziste che hanno combattuto per l'Ucraina contro i russi, sono state poi pianificate ed adottate una serie di sanzioni pesanti contro la Russia e soprattutto contro una cerchia di potere ed economico russo molto importante. Passano i mesi, dopo i fatti di Parigi di questo 2015 la Russia decide di voler svolgere un ruolo determinante contro il mostro creato dall'Occidente, l'ISIS, e gli altri Paesi sono costretti ad accodarsi. Se la fine delle sanzioni, la cui campagna martellante ebbe inizio sin dal 2014, era prevalentemente sostenuta da forze di destra, ora, pare che qualcosa si stia muovendo anche nella sinistra governativa italiana. E' giusto o non è giusto eliminare le sanzioni alla Russia, che hanno anche penalizzato, in parte, l'economia del nostro Paese? Oltre che portare ai massimi livelli la tensione tra Russia ed Occidente? Come prima cosa cerchiamo di capire in cosa consistono queste sanzioni. Sulla pagina del Consiglio Europeo si legge: "Dal marzo 2014 l'UE ha gradualmente imposto una serie di misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e alla deliberata destabilizzazione dell'Ucraina.

Misure diplomatiche
Il vertice UE-Russia è stato annullato e gli Stati membri hanno deciso di non tenere vertici bilaterali regolari. I colloqui bilaterali con la Russia sui visti come pure sul nuovo accordo tra l'UE e la Russia sono stati sospesi.
Al posto del vertice del G8 a Sochi, il 4-5 giugno si è tenuta a Bruxelles una riunione del G7. I paesi dell'UE hanno inoltre sostenuto la sospensione dei negoziati relativi all'adesione della Russia all'OCSE e all'Agenzia internazionale per l'energia.
Misure restrittive individuali
Congelamento dei beni e restrizioni di viaggio
149 persone e 37 entità sono soggette al congelamento dei beni e al divieto di viaggio in quanto responsabili di azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. 
Tra queste, sei persone hanno stretti legami con il presidente russo. L'elenco è di ben 45 pagine e leggibile nella pagina del Consiglio Europeo nella sezione documenti e disponibile solo in lingua inglese. 
Il 14 settembre 2015 il Consiglio ha prorogato tali misure fino al 15 marzo 2016.
Appropriazione indebita di fondi statali ucraini 
Nel marzo 2014 il Consiglio ha deciso di congelare i beni di persone riconosciute responsabili dell'appropriazione indebita di fondi statali ucraini. Tali misure sono state prorogate nel marzo e nel giugno 2015.
Misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli
In conseguenza del non riconoscimento, da parte dell'UE, dell'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia, il Consiglio ha imposto forti restrizioni alle relazioni economiche con la Crimea e Sebastopoli.
Queste misure comprendono un divieto di importazione di beni provenienti dalla Crimea e da Sebastopoli imposto nel giugno 2014 e restrizioni, introdotte a luglio, sugli scambi e gli investimenti relativi a taluni settori economici e progetti infrastrutturali. 
Inoltre, dal dicembre 2014 sono in vigore un divieto totale sugli investimenti e un divieto di prestazione di servizi turistici in Crimea. Sono vietate anche le esportazioni di altri beni essenziali per determinati settori, tra cui le attrezzature per l'esplorazione, la prospezione e la produzione di petrolio, gas e risorse minerarie. Il 19 giugno 2015 il Consiglio ha prorogato tali misure fino al 23 giugno 2016.
"Sanzioni economiche" - misure riguardanti gli scambi con la Russia in settori economici specifici
Nel luglio e settembre 2014 l'UE ha imposto sanzioni economiche riguardanti gli scambi con la Russia in settori economici specifici. Nel marzo 2015 i leader dell’UE hanno deciso di vincolare l’attuale regime di sanzioni alla piena attuazione degli accordi di Minsk, prevista per la fine di dicembre 2015. A seguito di tale decisione, il 22 giugno 2015 il Consiglio ha prorogato le sanzioni economiche di sei mesi, fino al 31 gennaio 2016. 
Tali misure restrittive: 
limitano l'accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell'UE da parte dei cinque maggiori enti finanziari russi di proprietà dello Stato e delle loro filiali controllate a maggioranza stabilite al di fuori dell'UE, nonché di tre grandi società russe attive nel settore energetico e di tre operanti in quello della difesa; impongono un divieto di esportazione e di importazione per quanto riguarda il commercio di armi; stabiliscono un divieto di esportazione per i beni a duplice uso per impiego militare o per utilizzatori finali militari in Russia; limitano l'accesso russo a determinati servizi e tecnologie sensibili che possono essere utilizzati per la produzione e la prospezione del petrolio. 
Misure concernenti la cooperazione economica
Nel luglio 2014 i leader UE hanno introdotto restrizioni alla cooperazione economica: 
alla BEI è stato chiesto di sospendere la firma di nuove operazioni di finanziamento nella Federazione russa; gli Stati membri dell'UE hanno convenuto di coordinare le loro posizioni in seno al consiglio d'amministrazione della BERS al fine di sospendere anche il finanziamento di nuove operazioni; l'attuazione di programmi bilaterali e regionali di cooperazione dell'UE con la Russia è stata riesaminata e alcuni programmi sono stati sospesi": Tra le società più note che sono state colpite figurano: Gazpromneft, Transneft e Rosneft, tutte attive nel settore petrolifero. 

Probabilmente la via del compromesso condurrà a rivedere alcune sanzioni, sarà interessante capire se verranno riviste solo quelle che colpiscono il patrimonio individuale di alcune persone, in particolar modo di quelle vicine all'attuale Presidenza Russa, o meno. Una cosa è certa, queste sanzioni sono state sicuramente pesanti ed efficaci, nel senso che se oggi se ne chiede con forza l'annullamento, non è tanto  per una questione di immagine e diplomazia politica, ma semplicemente perché si è colpito lì dove più si fa male, nelle tasche di alcuni potentati economici. E' anche vero che se l'Europa deciderà di rivedere queste sanzioni ciò significherà far scricchiolare i rapporti con gli USA, sempre che non arrivi il benestare da parte di questo Paese, ma se così sarà, ci si dovrà chiedere il perché. Ed intanto, quello che io mi domando, alla luce dell'attuale quadro internazionale, della perdurante guerra più calda che fredda tra Oriente ed Occidente, è giusto o non è giusto rimuovere queste sanzioni? E' giusto rimuoverle tutte od in parte? 

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