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Lo scempio nella Baia di Sistiana




Alle tue spalle il castello di Duino ed il sentiero Rilke, che attualmente ha gli accessi chiusi, innanzi ai tuoi occhi,si pone invece, lo scempio della Cava di Sistiana. Uno scempio tipico di quelle realtà ove le mafie regnano sovrane con le loro speculazioni. Speculazioni, intendendosi per tali quelle operazioni finalizzate a conseguire il massimo utile sfruttando senza alcun scrupolo etico e morale le situazioni ottimali maturate nel tempo. Cos'è la mafia? La mafia, con tutte le sue articolazioni, altro non è che il dominio dell'interesse individuale su quello generale, l'interesse personale su quello collettivo, l'interesse prevalente soggettivo su quello del bene comune. Bene comune che muta in bene comune su cui speculare. La mentalità mafiosa, il modo di governare la cosa pubblica è spesso tipica di quel modo di fare che vede sopra ogni trono l'interesse particolare prevalere e dominare indisturbato. Chi ha favorito la realizzazione di certi processi, non pagherà nulla, né eticamente, né moralmente, né in via penale e civile. Anzi, beffa del sistema, ne uscirà gratificato.
La colpa, con le dovute valutazioni del caso, non è di chi cerca di realizzare opere ed interventi edilizi in zone che dovrebbero essere immuni da ogni artificio umano. No, la colpa prevalente è di chi acconsente a ciò. D'altronde il capitalismo è nato per governare e snaturare madre natura, di cosa stupirsi? Il profitto prima di ogni altro valore immateriale. Dopo questa breve riflessione generale veniamo al dunque della ferita nella baia di Sistiana. 

Inseguito alla morte della cava, ora nasce Portopiccolo che viene presentato come un borgo con caratteristiche che lo rendono unico nel Mediterraneo. Progettato- così si legge sul sito della società- per sanare una ferita inferta al territorio da una secolare attività di escavazione, reintegra la naturalistica bellezza della costa esistente. Nascerà anche uno Yacht Club e per non farsi mancare nulla anche l'Hotel a 5 stelle! 245 milioni di euro di investimenti, 396 residenze turistiche, 40 nuove attività tra pubblici esercizi, negozi, servizi alla persona, arte e artigianato e lavoro per circa 200 persone. Ognuno esercita il proprio mestiere. Quella zona è stata oggetto di battaglie politiche, interpellanze, ricorsi e via dicendo. WWF e LIPU nel 2013 con il dossier sul depauperamento dei siti Natura 2000 e sulla Valutazione di Incidenza in Italia ricordavano che in quella zona è emersa una ulteriore escavazione di un ex cava finalizzata ad opere edili per il turismo. La Valutazione di Incidenza sarebbe difforme dall’art. 6, comma 3, della Direttiva Habitat, con conseguente distruzione di habitat prioritario (8240 * Pavimenti calcarei). Ma il reclamo presentato alla CE è stato archiviato. Nel 2002 la Soprintendenza scriveva che l'edificazione nella cava dovrà essere di tipo non intensivo, e perseguire l'obiettivo di ricucire l'aspetto paesaggistico del costone costiero. Le variazioni del fronte di cava non devono produrre rimodellamenti del ciglio superiore, ma solo di quello inferiore. Le costruzioni dovranno essere mimetizzate nel verde evitando la realizzazione di fronti compatte ed elementi che accentrino l'attenzione visiva dal mare. La nuova insenatura è una soluzione in armonia con l'ambiente marino per la rivitalizzazione del luogo, ma non deve costituire una forte alterazione del paesaggio naturale. Oggi, come ieri, osservi quella immensa ferita. Il Portopiccolo giungerà presto ad ultimazione. Battezzato come la piccola Monte Carlo triestina, non essendo possibile trasformare ancora Trieste in Monte Carlo, ci si accontenta della prima periferia, con l'assedio del lusso, un diritto per pochi, ingiustizia per tanti. Ma ribadisco il problema non è chi edifica, perché come scritto ognuno esercita il proprio mestiere nel capitalismo che ha drogato l'Italia, il problema è semmai il modo con il quale si gestisce il bene comune, l'interesse collettivo e chi lo amministra. Sono loro i responsabili di quello scempio, sin dai tempi della creazione della cava, d'altronde quando una cava giunge alla sua fine le soluzioni sono poche, o si edifica, o si ripristina, nel tempo anche secolare, lo stato originario, o semplicemente rimane quella bocca aperta segno di ingordigia scalfita su alture, colline o montagne a significare che l'uomo è disumano. E non dimentichiamoci che la natura prima o poi si riprenderà i suoi spazi, anche violentemente e le lacrime a quel punto saranno solo fittizie ed ipocrite.







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