Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Il Porto di Trieste e la droga



L'operazione che ha permesso di recuperare circa 65 chili di cocaina, oltre 10 chili di eroina e 30 chili di hashish e di eseguire diversi arresti, oltre che a 'seguire' i tentativi del gruppo criminale di reperire il denaro necessario a finanziare una spedizione di 200 chili di cocaina vede per l'ennesima volta il porto di Trieste essere al centro dell'interesse della criminalità internazionale. Ed una tale notizia dovrebbe essere approfondita ed analizzata e non riportata solo come semplice velina. Probabilmente se ciò non è accaduto è perchè si vuole continuare a difendere l'immagine di una regione immune da certi fenomeni di criminalità. Una immagine che non corrisponde più alla realtà, perche in Friuli Venezia Giulia aumentano per esempio i reati ambientali, sussiste  la presenza  in particolar modo della 'ndrangheta e camorra, aumentano i fenomeni dell'abusivismo edilizio e continuano i sequestri di droghe.
Infatti, da quello che si è compreso, la droga veniva importata anche a bordo di navi destinate al porto di Capodistria o, in alternativa, a quello di Trieste.
Già in passato il porto di Trieste è stato interessato da operazioni simili.
Per esempio nel 1994 si sequestrarono 300 chilogrammi di "brown sugar" per un valore sul mercato dei trafficanti di 500 miliardi delle vecchie lire, o nel maggio del 2003 furono sequestrati 91 chilogrammi di eroina purissima (valore al dettaglio di circa 6,5 milioni di euro) o nel giugno 2006 ove si realizzò il sequestro record di ben 105 kg. di eroina suddivisi in 206 pani rinvenuti all’interno di un TIR proveniente da Istanbul ma anche nel febbraio del 2013 con il sequestro di un rilevantissimo carico di marijuana nascosto a bordo di un camion frigo proveniente dall’Albania, appena sbarcato a Trieste.
A queste operazioni poi si aggiungono le diverse che hanno riguardato nel corso del tempo il sequestro di tessili, rifiuti ed anche specie protette.
Probabilmente queste operazioni sono destinate a ripetersi sempre con maggior frequenza, perché in tempo di crisi sociale ed economica, che vede diminuire anche il costo delle droghe ed incrementare l'uso delle stesse, il traffico aumenta e Trieste è logisticamente situata in una posizione certamente strategica .
Non voler vedere e capire è un grave errore.

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