L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Il Porto di Trieste e la droga



L'operazione che ha permesso di recuperare circa 65 chili di cocaina, oltre 10 chili di eroina e 30 chili di hashish e di eseguire diversi arresti, oltre che a 'seguire' i tentativi del gruppo criminale di reperire il denaro necessario a finanziare una spedizione di 200 chili di cocaina vede per l'ennesima volta il porto di Trieste essere al centro dell'interesse della criminalità internazionale. Ed una tale notizia dovrebbe essere approfondita ed analizzata e non riportata solo come semplice velina. Probabilmente se ciò non è accaduto è perchè si vuole continuare a difendere l'immagine di una regione immune da certi fenomeni di criminalità. Una immagine che non corrisponde più alla realtà, perche in Friuli Venezia Giulia aumentano per esempio i reati ambientali, sussiste  la presenza  in particolar modo della 'ndrangheta e camorra, aumentano i fenomeni dell'abusivismo edilizio e continuano i sequestri di droghe.
Infatti, da quello che si è compreso, la droga veniva importata anche a bordo di navi destinate al porto di Capodistria o, in alternativa, a quello di Trieste.
Già in passato il porto di Trieste è stato interessato da operazioni simili.
Per esempio nel 1994 si sequestrarono 300 chilogrammi di "brown sugar" per un valore sul mercato dei trafficanti di 500 miliardi delle vecchie lire, o nel maggio del 2003 furono sequestrati 91 chilogrammi di eroina purissima (valore al dettaglio di circa 6,5 milioni di euro) o nel giugno 2006 ove si realizzò il sequestro record di ben 105 kg. di eroina suddivisi in 206 pani rinvenuti all’interno di un TIR proveniente da Istanbul ma anche nel febbraio del 2013 con il sequestro di un rilevantissimo carico di marijuana nascosto a bordo di un camion frigo proveniente dall’Albania, appena sbarcato a Trieste.
A queste operazioni poi si aggiungono le diverse che hanno riguardato nel corso del tempo il sequestro di tessili, rifiuti ed anche specie protette.
Probabilmente queste operazioni sono destinate a ripetersi sempre con maggior frequenza, perché in tempo di crisi sociale ed economica, che vede diminuire anche il costo delle droghe ed incrementare l'uso delle stesse, il traffico aumenta e Trieste è logisticamente situata in una posizione certamente strategica .
Non voler vedere e capire è un grave errore.

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