I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il Porto di Trieste e la droga



L'operazione che ha permesso di recuperare circa 65 chili di cocaina, oltre 10 chili di eroina e 30 chili di hashish e di eseguire diversi arresti, oltre che a 'seguire' i tentativi del gruppo criminale di reperire il denaro necessario a finanziare una spedizione di 200 chili di cocaina vede per l'ennesima volta il porto di Trieste essere al centro dell'interesse della criminalità internazionale. Ed una tale notizia dovrebbe essere approfondita ed analizzata e non riportata solo come semplice velina. Probabilmente se ciò non è accaduto è perchè si vuole continuare a difendere l'immagine di una regione immune da certi fenomeni di criminalità. Una immagine che non corrisponde più alla realtà, perche in Friuli Venezia Giulia aumentano per esempio i reati ambientali, sussiste  la presenza  in particolar modo della 'ndrangheta e camorra, aumentano i fenomeni dell'abusivismo edilizio e continuano i sequestri di droghe.
Infatti, da quello che si è compreso, la droga veniva importata anche a bordo di navi destinate al porto di Capodistria o, in alternativa, a quello di Trieste.
Già in passato il porto di Trieste è stato interessato da operazioni simili.
Per esempio nel 1994 si sequestrarono 300 chilogrammi di "brown sugar" per un valore sul mercato dei trafficanti di 500 miliardi delle vecchie lire, o nel maggio del 2003 furono sequestrati 91 chilogrammi di eroina purissima (valore al dettaglio di circa 6,5 milioni di euro) o nel giugno 2006 ove si realizzò il sequestro record di ben 105 kg. di eroina suddivisi in 206 pani rinvenuti all’interno di un TIR proveniente da Istanbul ma anche nel febbraio del 2013 con il sequestro di un rilevantissimo carico di marijuana nascosto a bordo di un camion frigo proveniente dall’Albania, appena sbarcato a Trieste.
A queste operazioni poi si aggiungono le diverse che hanno riguardato nel corso del tempo il sequestro di tessili, rifiuti ed anche specie protette.
Probabilmente queste operazioni sono destinate a ripetersi sempre con maggior frequenza, perché in tempo di crisi sociale ed economica, che vede diminuire anche il costo delle droghe ed incrementare l'uso delle stesse, il traffico aumenta e Trieste è logisticamente situata in una posizione certamente strategica .
Non voler vedere e capire è un grave errore.

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