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La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

In provincia di Gorizia diverse misure cautelari su disposizione della DDA

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Recentemente è stato lanciato l'allarme sulla questione mafie  ed in particolar modo sull'attenzione della 'ndrangheta, che spadroneggia nel campo della cocaina, in provincia di Gorizia, territorio che vive una grande depressione a livello sociale ed economico e dove l'attenzione della criminalità organizzata sussiste.  La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito, nelle prime ore del 21 ottobre, una decina di misure cautelari nell’ambito di una vasta operazione antidroga avviata in provincia di Gorizia. Analoghe misure, per un totale di 51 ordinanze emesse dalla D.D.A. di Milano, sono state eseguite in altre province italiane. Dal comunicato reso noto dalle autorità emerge che "i  fatti risalgono ad una sera del marzo 2010 quando, durante un intervento per lite in famiglia a Grado (GO), un uomo confessò che la sua particolare esagitazione era dovuta al consumo di cocaina indicando altri consumatori e fornitori. Da lì iniziò un’attività d’inda...

Scuola e controlli antidroga, prevenzione o repressione?

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In questi mesi, probabilmente perché  vi saranno delle ignote scadenze, ignote alla collettività, non a chi si adopera per rispettarle, nelle scuole di molte città dilagano i controlli antidroga con le unità cinofile.  A volte nell'area delle pertinenze scolastiche, a volte dentro le aule scolastiche interrompendo anche l'ordinaria attività didattica.  Non entro nel merito della questione proibizionismo ed antiproibizionismo, mi soffermo sul perché  di questi controlli che vengono definiti come attività di prevenzione.  A parer mio non si tratta di prevenzione, ma repressione vera e propria e non sempre legittima ed a volte sussistono anche dubbi di legalità.  Prevenire significa intervenire tramite i processi cognitivi, formativi, educativi, coinvolgendo l'agenzia educativa scuola famiglia. Prevenire significa dialogo, confronto, informazione, formazione.

Il Porto di Trieste e la droga

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L'operazione che ha permesso di recuperare circa 65 chili di cocaina, oltre 10 chili di eroina e 30 chili di hashish e di eseguire diversi arresti, oltre che a 'seguire' i tentativi del gruppo criminale di reperire il denaro necessario a finanziare una spedizione di 200 chili di cocaina vede per l'ennesima volta il porto di Trieste essere al centro dell'interesse della criminalità internazionale. Ed una tale notizia dovrebbe essere approfondita ed analizzata e non riportata solo come semplice velina. Probabilmente se ciò non è accaduto è perchè si vuole continuare a difendere l'immagine di una regione immune da certi fenomeni di criminalità. Una immagine che non corrisponde più alla realtà, perche in Friuli Venezia Giulia aumentano per esempio i reati ambientali, sussiste  la presenza  in particolar modo della 'ndrangheta e camorra, aumentano i fenomeni dell'abusivismo edilizio e continuano i sequestri di droghe. Infatti, da quello che si è...