Passa ai contenuti principali

Esportazioni, crolla il Friuli Venezia Giulia e Trieste




Se nel primo trimestre 2013, rispetto al trimestre precedente, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in crescita per l'Italia nord-occidentale (+0,5%), si evidenzia un crollo in particolar modo in Friuli Venezia Giulia.
Infatti le regioni che contribuiscono maggiormente alla flessione dell’export nel primo trimestre 2013 sono Puglia (-16,1%), Sicilia (-9,9%), Friuli-Venezia Giulia (-6,8%), Lombardia (-0,6%) e Sardegna (-9,1%).

Per quanto concerne le vendite sui mercati extra Ue, le regioni per le quali si rilevano le maggiori diminuzioni nel primo trimestre del 2013 sono (in ordine di contributo alla diminuzione delle esportazioni nazionali verso quest’area): Sicilia (-5,2%), Puglia (-7,2%), Campania (-3,6%), Friuli- Venezia Giulia (-4,2%) e Sardegna (-3,9%) mentre si rileva un significativo aumento per Lombardia (+4,2%), Piemonte (+12,4%) ed Emilia Romagna (+7,5%).
Così come crolla anche Trieste con un – 16.6%.
Il Friuli Venezia Giulia è in grave sofferenza.
Cresce la disoccupazione, 50 mila persone in cerca di lavoro, quasi 3000 mila sfratti, nello stesso tempo diminuisce la qualità dei servizi pubblici, il diritto alla mobilità è sempre più precario e le città sono sempre in maggiore difficoltà anche ma non solo per il patto di stabilità che spesso diventa una sorta di alibi per mascherare la pessima gestione politica ed amministrativa.
Emergenza dopo emergenza, se da un lato in Italia aumentano in modo sconsiderato gli utili ed il profitto per poche soggettività, nello stesso tempo aumenta la povertà, gli ammortizzatori sociali non sono e non saranno più in grado di tamponare la falla sociale che inevitabilmente esploderà.
Quale potere contrattuale ha realmente l'Italia ed il Friuli Venezia Giulia in Europa?
L'Europa del sud è da tre anni sotto un scellerato attacco, ma non si intravede nessun cartello di solidarietà tra gli Stati dell'Europa del sud, anzi si guarda con diffidenza chi soffre affermando che noi non siamo la Grecia, vittima scelta sacrificale per imporre l'austerità, non siamo la Spagna, non siamo il Portogallo, non siamo Cipro, e cosa siamo? Chi siamo?

Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto