I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

3 milioni di dipendenti pubblici in attesa del rinnovo del Contratto



L'ISTAT ha pubblicato un breve rapporto che analizza la situazione in essere dei contratti collettivi sia nel privato che nel pubblico ed ha analizzato anche l'indice delle retribuzioni contrattuali.

Alla fine di febbraio 2013 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 58,4% degli occupati dipendenti e al 54,6% del monte retributivo osservato Nel mese di febbraio l’indice delle retribuzioni contrattuali resta invariato rispetto a gennaio e presenta una crescita dell'1,4% rispetto a febbraio 2012. In gennaio si è avuto un aumento dello 0,5% rispetto a dicembre 2012 e dell’1,5% rispetto a gennaio 2012. Complessivamente, nel primo bimestre del 2013 la retribuzione è cresciuta dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012.


Dunque a gennaio e febbraio 2013, a fronte di un aumento tendenziale medio rispettivamente dell'1,5% e dell'1,4%, i settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: alimentari bevande e tabacco (3,6%); tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (2,8%); pubblici esercizi e alberghi (2,7%). Si registrano, invece, variazioni nulle per energia e petroli, telecomunicazioni e per tutti i comparti della pubblica amministrazione . Pertanto, sempre secondo l'ISTAT, alla fine del mese risultano in vigore 27 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 7,5 milioni di dipendenti; ad essi corrisponde il 54,6% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 74,8%, con quote differenziate per attività economica: la copertura è totale nel settore agricolo, mentre è del 77,7% nell’industria e del 70,9% nei servizi privati. Complessivamente, i contratti in attesa di rinnovo sono 47 - di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione - relativi a circa 5,4 milioni di dipendenti (circa 2,9 milioni nel pubblico impiego).

Tre milioni di dipendenti pubblici in attesa di rinnovo contrattuale, ed il grosso di questa fetta riguarda il settore della scuola, il cui contratto è scaduto nel 2009.
Entro luglio 2013 andranno trovate le risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali in scadenza, la voce della politica istituzionale sembra essere unanime nel guardare al settore della Pubblica Amministrazione, come fonte ove attingere risorse.
L'austerità colpirà ancora i diritti della classe lavoratrice della Pubblica Amministrazione?
E' una scelta politica, nulla di più.
Esistono risorse economiche che possono essere recuperate su varie voci, una su tutte è quella relativa all'acquisto dei mezzi militari.
Non è demagogia, ma politica, la politica è scelta e la scelta implica il rispetto di alcune priorità, la priorità è il lavoro, la dignità sociale, i diritti sociali e non certamente i bilanci militari o le grandi cattedrali nel deserto della ragione umana e nell'oasi della speculazione capitalistica.

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