Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

Stazione di Trieste: il caso self-service di biglietteria e l'uso della carta di credito


Da qualche mese anche nella stazione centrale di Trieste sono state sostituite le vecchie emettritrici di biglietti con le nuove e moderne macchinette self-service.
Nel sito Fsnews si legge che con le nuove self service emergono nuovi sistemi di antieffrazione e dispositivi di allarme che ne aumentano la sicurezza contro i furti e saranno installate, a seconda delle località, self service che accettano sia il pagamento con POS che con banconote e monete, con POS e monete o solo POS.
Ma in realtà cosa accade? Per esempio se guardiamo le tre self service dedicate al biglietto veloce regionale, sono, sino ad oggi, abilitate esclusivamente al pagamento con POS, non accettano il pagamento con banconote e monete. Macchinette che sono quasi sempre senza coda, perché non molto utilizzate.
Le altre quattro self service che consentono di acquistare il titolo di viaggio anche per altre destinazioni, non solo regionali, sono per metà abilitate al pagamento in contanti, e due solo con il POS; ebbene è la normalità assistere a file di vari minuti proprio presso le self service dove è possibile il pagamento in contanti.
Questa situazione ha comportato da un lato l'incremento dell'uso dello sportello dove è presente l'operatore e dall'altro lunghe file presso le uniche self service abilitate al pagamento in contanti.
Ed allora una riflessione sorge spontanea, perché alla stazione centrale di Trieste è stata fatta questa scelta?
Da un lato si anticipano i tempi che vogliono la dipendenza totale dalle banche, come accade in territorio USA, ove anche per pagare un caffè si ricorre alla carta di credito, il tutto mascherato dalla giustificazione del controllo anti-evasione, che consente anche  alle banche di sapere come vivi nella tua quotidianità, dall'altro il problema è collegato alla crisi.
In tempo di crisi aumenta la povertà, aumenta la richiesta dell'elemosina.
Se scompare il contante, sarà sempre più difficile effettuare, per esempio, l'elemosina. E conseguentemente saranno sempre di meno le persone che chiederanno monete nella stazione proprio mentre ti accingi ad acquistare il biglietto, e visto quello che è accaduto in passato, con il caso delle panchine nell'atrio della stazione, non mi stupirebbe che il vero motivo che ha comportato, (anche per i biglietti regionali, che poi sono quelli più acquistati) la costrizione a ricorrere al pagamento con Pos e non moneta, sia proprio quello di contrastare un fenomeno sociale ben affermato.
Probabilmente è un modo per allontanare dalla stazione centrale chi chiede una moneta per cibarsi.
Self service in tempo di crisi.
Meno solidarietà più automatismo e freddezza sociale.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?