Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Stazione di Trieste: il caso self-service di biglietteria e l'uso della carta di credito


Da qualche mese anche nella stazione centrale di Trieste sono state sostituite le vecchie emettritrici di biglietti con le nuove e moderne macchinette self-service.
Nel sito Fsnews si legge che con le nuove self service emergono nuovi sistemi di antieffrazione e dispositivi di allarme che ne aumentano la sicurezza contro i furti e saranno installate, a seconda delle località, self service che accettano sia il pagamento con POS che con banconote e monete, con POS e monete o solo POS.
Ma in realtà cosa accade? Per esempio se guardiamo le tre self service dedicate al biglietto veloce regionale, sono, sino ad oggi, abilitate esclusivamente al pagamento con POS, non accettano il pagamento con banconote e monete. Macchinette che sono quasi sempre senza coda, perché non molto utilizzate.
Le altre quattro self service che consentono di acquistare il titolo di viaggio anche per altre destinazioni, non solo regionali, sono per metà abilitate al pagamento in contanti, e due solo con il POS; ebbene è la normalità assistere a file di vari minuti proprio presso le self service dove è possibile il pagamento in contanti.
Questa situazione ha comportato da un lato l'incremento dell'uso dello sportello dove è presente l'operatore e dall'altro lunghe file presso le uniche self service abilitate al pagamento in contanti.
Ed allora una riflessione sorge spontanea, perché alla stazione centrale di Trieste è stata fatta questa scelta?
Da un lato si anticipano i tempi che vogliono la dipendenza totale dalle banche, come accade in territorio USA, ove anche per pagare un caffè si ricorre alla carta di credito, il tutto mascherato dalla giustificazione del controllo anti-evasione, che consente anche  alle banche di sapere come vivi nella tua quotidianità, dall'altro il problema è collegato alla crisi.
In tempo di crisi aumenta la povertà, aumenta la richiesta dell'elemosina.
Se scompare il contante, sarà sempre più difficile effettuare, per esempio, l'elemosina. E conseguentemente saranno sempre di meno le persone che chiederanno monete nella stazione proprio mentre ti accingi ad acquistare il biglietto, e visto quello che è accaduto in passato, con il caso delle panchine nell'atrio della stazione, non mi stupirebbe che il vero motivo che ha comportato, (anche per i biglietti regionali, che poi sono quelli più acquistati) la costrizione a ricorrere al pagamento con Pos e non moneta, sia proprio quello di contrastare un fenomeno sociale ben affermato.
Probabilmente è un modo per allontanare dalla stazione centrale chi chiede una moneta per cibarsi.
Self service in tempo di crisi.
Meno solidarietà più automatismo e freddezza sociale.

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