Era notte, una notte
dalla luna piena, dove tra cervi e volpi ma anche ricci urbani, eccoti
giungere ad un bivio.
Un bivio ed un telo con
scritto a sinistra l'osmiza a destra la chiesa, a te la scelta.
Si tratterà di un
messaggio in codice?
Di un messaggio di
qualche folle?
No.
Esiste una tradizione
popolare molto diffusa in Friuli Venezia Giulia ma in particolar modo in Bisiacaria, che è quella del
telo della dissuasione, della provocazione da esporre sulla strada
che percorreranno gli sposi prima di recarsi nel luogo ove vivranno il loro sì o forse no.
Questi teli a volte
volgari a volte profondamente poetici li noterai spesso sulla
ringhiera di un ponte, ad un semaforo, a qualche incrocio ed al bivio
prima di giungere in chiesa od in comune dove gli sposi consacreranno
laicamente o religiosamente il loro sì oppure dove capiranno che il no forse è meglio del sì, magari dopo aver letto il telo della dissuasione.
Piccole particolarità di
una terra tutta da vivere e scoprire.
Dove spesso capita di
incontrar animali notturni in cerca di libertà, dove spesso ti
capita di vivere sensi e controsensi in un mondo che ha perso ogni
direzione razionale.
La prima volta che ho
visto dei ragazzi collocare quel telo ad un bivio pensavo si
trattasse di qualche forma di protesta, forse qualche manifestazione.
No.
Nulla di tutto ciò.
Ed
allora ecco un terrano carsico dal colore rubino
intenso oppure un malbec dalla corposità robusta e dal gusto
asciutto , un pennarello color nero o rosso, od
una bomboletta spray, tanta viva euforia e compagnia, e la
provocazione viene impressa su quel telo per ricordar agli sposi che
la loro vita, giunti al bivio dell'amore, potrà cambiare.
Osmiza o Chiesa?
Beh in realtà potrebbero
entrambi essere concilianti ma questa è altra storia.
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