Passa ai contenuti principali

Trieste: Quale etica per la sinistra? O si cambia o caro Sindaco si deve dimettere


Esprimerò in queste poche righe un pensiero diffuso e condiviso da molti cittadini triestini, un pensiero carico di rabbia e di mera indignazione, un pensiero che è difficile contenere ma si deve contenere nel limite della riflessione.
Scrivo su una tastiera vecchia, con accanto un ventilatore che cerca di sbollire il mio animo focoso e rabbioso.
Perché?
Perché camminando nel salotto buono di Trieste, che abbaglia ogni turista, si noteranno due cose.
La prima è esposta da qualche mese sulla facciata del Palazzo “sipario”, la seconda è in fase di definizione.
Veniamo alla prima cosa.
Ricordate la vicenda dei Marò? Qualche giorno dopo l'accaduto, la giovane Italia di Trieste, esprimendo la propria preoccupazione per i militari detenuti, secondo loro, ingiustamente in India, chiedeva espressamente al Comune di Trieste di esporre uno striscione sul Municipio per esprimere la propria solidarietà, e chiedere l'immediata liberazione dei Marò impegnati nella difesa delle navi mercantili italiane dagli attacchi della pirateria.
Detto e fatto.
Se qualcuno non lo sa, l'amministrazione comunale di Trieste sarebbe di sinistra e la giovane Italia è di destra.
Cosa è destra? Cosa è sinistra?
Quali sono i valori su cui deve fondarsi l'etica di una politica di sinistra?
Beh semplice.
Partendo dal presupposto reale che quella vicenda ancora oggi non è chiara, salvo la certezza dell'uccisione di due uomini, due pescatori, che vivevano per la pesca e con la pesca, l'esposizione di quello striscione con scritto Trieste chiede il rientro dei Marò, non è lasci molti spazi interpretativi.
Vi è stata una presa di posizione di parte, certo legittima, ma non condivisa dalla politica vera di sinistra per un semplice e banale ma essenziale motivo.
Ajesh e Velentin sono stati uccisi per difendere cosa?
Una petroliera italiana.
Allora per rispetto anche della vita umana, una politica di sinistra, rispettosa della vita umana si dovrebbe ricordare anche della ingiustizia commessa.
Perché non chiedere anche giustizia per quelle due povere persone uccise nel nome del capitalismo? Perché chiedere solo retoricamente ed esclusivamente il ritorno dei Marò fregandosene totalmente della dura sorte toccata a due esseri umani ? Sarebbe un gesto che una giunta di sinistra dovrebbe fare, ma che non farà.
Ed allora ecco la solita demagogia di una politica nazionalistica che discrimina il senso di rispetto per la vita.

Il secondo perché riguarda il palco che è in fase di allestimento sempre in Piazza dell'Unità.
L'evento?
Con il patrocinio del Comune di Trieste e della Prefettura di Trieste si organizzerà la presentazione di uno yacht di lusso che richiamerà la solita società ricca e benestante.
Per l'evento si sospenderà in alcune ore il traffico dei veicoli privati.
Quando l'interesse privato ed elitario prevale sull'interesse pubblico.
Tutto normale?
Se qualcuno lo avesse dimenticato, siamo in crisi.
La gente crepa di fame, la gente perde il lavoro, la gente non sa più come fare per campare.
E cosa si organizza nel centro di Trieste con tanto di patrocinio di un Comune di sinistra?
La presentazione di una barca di lusso.
Uno schiaffo tremendamente nefasto verso quelle persone che soffrono la crisi, verso una Città che vede chiudere stabilimenti storici, lavoratori rimanere a casa senza lavoro.
La Francia di Hollande critica lo stipendio dei giocatori di calcio, definendoli irrispettosi ed indegni.
Una discussione è stata avviata per ritrovare quel senso sia della morale che dell'etica che ha differenziato la sinistra dalla destra.
Se queste iniziative, quella dello striscione univoco e nazionalista od il patrocinare la presentazione di una barca di lusso, fossero state cantierate dalla così detta destra, nulla di eccezionalmente strano.
Ma quando è una politica di sinistra a porre in essere simili iniziative sorge spontaneo il seguente quesito: Non era meglio avere una sorta di amministrazione di destra, piuttosto che una di sinistra che illude il proprio elettorato, realizzando politiche tipiche della destra? Sostenute dalla destra? Almeno quelli sarebbero coerenti con il loro spirito, con i loro valori, con la loro etica.
Ed attenzione, io non sono certamente di destra, anzi.
E nuovamente attenzione, questo pensiero, in Città, è molto diffuso e condiviso.

Una politica degna di tal nome deve sapersi differenziare specialmente nei suoi valori, e quando questi diventano univoci, senza creare differenze sostanziali tra le varie correnti politiche di destra e sinistra, per spirito di coerenza meglio farsi da parte e lasciare il campo alla coerenza medesima. Perchè le prese in giro devono finire, così come devono finire gli opportunismi, così come devono finire le strumentalizzazioni.

Sì, il pensiero che ho maturato in una Piazza dell'Unità d'Italia, trasformata, oggi, nel simbolo della società che abbraccia il profitto, è stato quello di chiedere le dimissioni del Sindaco.
Direte, solo per l'etica?
L'etica è il cuore della politica e quando questa viene meno, la politica è destinata a perire.

O si recupera l'etica sociale  della sinistra, oppure caro Sindaco di Trieste è giunto il momento di chiedere le sue dimissioni, perché la politica che rappresenta ha tradito, specialmente con queste azioni,  il suo elettorato, ha tradito il principio della sinistra, ha tradito l'etica della sinistra, sempre che la sinistra di oggi abbia una sorta di etica, ma questa è altra storia.



Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

D'Annunzio e gli slavi: "il flutto della barbarie schiava giungerebbe su Trieste"

19 ottobre 1919 una lettera che ha come destinatari principali i fiumani dal titolo Italia e Vita. Una lettera dove emergono concetti ed aspetti che connoteranno quell'imperialismo italiano che porterà all'invasione del Balcani con tutte le conseguenze nefaste che la storia ci ha ben insegnato. Una lettera, con un linguaggio semplicemente incomprensibile  in molti passaggi, e con uno stile assurdo, dove si eleva bene quel senso di disprezzo verso gli slavi che verrà rimarcata dal poeta amante della guerra in diverse occasioni.  Un D'Annunzio che esalta lo spirito degli italiani che hanno difeso l'italianità di Fiume, del Carnaro, dove " voi spiegaste nel vento del Carnaro il tricolore italiano, in faccia ai Croati che dal governatore ungaro avevano ricevuto il potere civico per inizio di quella frode più tardi proseguita sopra le navi imperiali in Pola nostra."
Uno spirito dell'italianità che sarebbe stato presente in diverse località, "per le coste…