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L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Non c'è due senza tre...la nuova commissione d'inchiesta sull'operazione Moro

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  Sei film, decine e decine di libri, due commissioni d’inchiesta parlamentare e ora ne arriverà una terza, pare, per cercare di far luce per quanto possibile su tutte quelle zone oscure che connotano l’affare di Stato Moro. Perché alla fine dei conti è di questo che si tratta e stiamo parlando. Le narrazioni, i racconti che si sono susseguiti negli anni hanno falsato, a livello di immaginario collettivo, la realtà. Oramai lo hanno capito anche coloro che hanno gli occhi coperti dal miglior prosciutto DOP che non hanno fatto tutto da soli, i fantomatici rivoluzionari brigatisti e che nell’operazione Moro sono state coinvolte una pluralità di soggettività, che avranno abbracciato tanto organizzazioni criminali che eversive che connesse anche agli apparati di sicurezza di uno o più Stati. Da GLADIO a quant’altro, ma un conto è muoversi nella melma del vago, un conto quanto più indizi costituiscono una prova. Il memoriale brigatista è stato un capolavoro politi...

La versione delle BR sul sequestro Moro non è attendibile? I tanti dubbi della Commissione Antimafia

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Partiamo dalla fine della Relazione della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul fenomeno delle mafie  e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, del 2022, afferma che  "dopo più di quarant’anni dalla primavera del 1978, non si conosce ancora l’identità di tutti coloro che hanno sparato in via Fani".  E questa è una cosa gravissima, perchè a distanza di decenni ancora oggi ci sono dei buchi enormi sull'operazione del sequestro Moro ed è innegabile che la versione delle BR su alcuni episodi fondamentali ed alcune ricostruzioni tecniche effettuate nel tempo non risultano essere attendibili, perchè testimonianze, fatti oggetti e ricostruzioni di tutt'altro tenore evidenziano delle situazioni non compatibili con quanto da sempre dichiarato da diversi esponenti di primissimo piano di quella realtà terroristica italiana.  I dubbi della Commissione sono notevoli, proviamo a sintetizzarli. Le auto in movimento durante la sparatoria Afferma la C...

Al Sisi disse al ministro Guidi che si sarebbe impegnato personalmente per il ritrovamento di Giulio. Il corpo verrà ritrovato poche ore dopo

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All'audizione di Federica Guidi , già Ministra dello Sviluppo economico è emersa una rappresentazione tra non so, non ricordo e impressioni da mamma, cosa ripetuta più volte, che darà il tempo sicuramente di riflettere. Come è noto il corpo di Giulio venne fatto ritrovare in concomitanza con il summit a cui partecipava proprio il ministro dello Sviluppo economico che poi venne interrotto alla notizia del ritrovamento del corpo di Giulio. Questo fu il comunicato pubblicato sul sito del MISE in quel febbraio 2016 Il ministro Federica Guidi ha interrotto la missione in Egitto dopo il tragico ritrovamento del corpo senza vita del dottorando italiano Giulio Regeni alla periferia del Cairo. Dopo aver incontrato i genitori del ragazzo per dare loro il triste annuncio, il Ministro ha fatto rientro a Roma dove continuerà a seguire l'evolvere della vicenda; per conto del Governo italiano ha sollecitato un'indagine per individuare i responsabili dell'uccisione dello student...

Omicidio di stato di Giulio. L'Egitto ringrazia l'Italia

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L'Egitto rivendica a chiare lettere nei propri canali istituzionali che l'Italia appoggia il sistema che si è venuto creare dopo il 30 giugno, quello che porterà al potere il dittatore Al Sisi. Così scrivono:" Dopo il 30 giugno, ci sono stati importanti sviluppi nelle relazioni tra Egitto e Italia. Ciò è stato testimoniato nei rispettivi rapporti politici; visite ufficiali e sostegno del governo italiano alla road map egizia del 30 giugno ". Tra le vittime del sistema che si è innescato con la fantomatica rivoluzione del 30 giugno che porterà al colpo di stato del luglio del 2016, vi è stato Giulio.  Un chiaro omicidio di stato. Non riconosciuto come tale nè dall'Egitto, e ci può stare, visto che difficilmente potrebbe condannare se stesso, ma neanche dalle istituzioni italiane. Perchè se fosse riconosciuto per quello che è, un crimine commesso dagli apparati securitari funzionali al mantenimento del potere della dittatura egiziana, come diamine si potrebbero m...

Marzo, il mese più nero della storia d'Italia. Finita l'emergenza coronavirus servirà una Commissione d'inchiesta, tante le responsabilità

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Marzo è stato il mese più nero della recente storia italiana. Un Paese diventato modello per come le cose non si devono fare piuttosto che per come si devono fare. Questo è il momento dell'unione, della solidarietà nazionale, si è detto, ma finita l'emergenza non significa che si dovrà dimenticare quanto accaduto. Perchè se l'Italia è in ginocchio, se il Paese rischia un collasso economico, se ci sono state oltre 10 mila vittime, più di 100 mila contagiati, ma possono essere in teoria tanti di più, se quasi il 10% degli operatori sanitari è contagiato, se gli ospedali sono al collasso, se sono morti medici, infermieri, operatori che hanno prestato soccorso, se c'è stata questa strage, non è solo per colpa del virus. Ma perchè qualcosa non ha funzionato fin dall'inizio su più livelli, tanto centrali, quanto periferici. Così come la colpa non è neanche e solo di un sistema sanitario ridotto nelle condizioni che ben sappiamo nel corso dei tagli avvenuti in questi ultim...

Quella vergogna dell'assenza di accordi di cooperazione giudiziaria tra Italia ed Egitto

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Amici come prima e più di prima, talmente amici, che non si disturbano a vicenda. Fanno affari, lodi reciproche, pacche sulle spalle, strette di mano, ma Italia ed Egitto, che hanno fatto accordi su tutto e di più guarda caso l'unico accordo che manca sul tavolo è quello sulla cooperazione giudiziaria.  Nell'ultimo incontro tra Egitto ed Italia, avvenuto a Roma ad inizio dicembre è stato ribadito, sul caso dell'omicidio di stato di Giulio Regeni, che "i due ministri hanno concordato di proseguire l'attuale cooperazione tra gli organi giudiziari egiziani e italiani in questa questione, secondo il portavoce.il Ministro degli Esteri Sameh Shoukry che  ha tenuto una sessione ufficiale di colloqui a Roma con il suo omologo italiano".  Peccato che  il sostituto procuratore, Sergio Colaiocco , e il procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino , sentiti  alla prima audizione della commissione d’inchiesta sull’uccisione di Giulio, rapito il 25 genna...

Quelle oltre 30mila firme inascoltate per il richiamo dell'ambasciatore italiano dall'Egitto. Altro che "ultimatum"

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Oltre 30 mila, puntano a quota 35 mila, le firme che per la prima volta in Italia  vedono dei cittadini, migliaia e migliaia di cittadini, chiedere espressamente il richiamo di un nostro ambasciatore da un Paese straniero.  Non era mai successa una cosa del genere, e come è noto, questa mossa è stata inevitabile, stante il muro alzato dal sistema dittatoriale egiziano e  stante le orecchie da mercante di gran parte delle istituzioni sulla verità per Giulio Regeni. Se solo la volontà di fare giustizia fosse come quella di voler fare affari con l'Egitto, oggi probabilmente in galera ci sarebbero già mandanti ed esecutori di quell'atto criminale che ha spezzato la vita di Giulio. Siamo nel quarto anno di infamie, di negazioni, di verità negate. La verità processuale è irrinunciabile per un Paese che ha già conosciuto sulla propria pelle,sulla propria storia, altre ingiustizie, altre negazioni di verità, e l'elenco è lungo in questa Repubblica italiana. E' un fatto di...

Dopo 7 mesi dalla sua approvazione e a quattro anni dall'uccisione di Giulio si insedia la commissione d'inchiesta

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La commissione monocamerale d'inchiesta su Giulio Regeni  si insedia in un giorno non qualunque, il 3 dicembre, a 46 mesi dal ritrovamento dal corpo di Giulio, in quel 3 febbraio sulla strada tra Alessandria ed il Cairo. Approvata a fine aprile 2019, dopo 7 mesi, finalmente, si è insediata. Di tempo se ne è perso fin troppo. Pur non potendo sostituirsi alla giustizia, sicuramente questa commissione avrà un ruolo politico molto importante e significativo che recherà gran fastidio dalle parti di quell'Egitto che con estrema strafottenza si comporta, grazie anche a chi si presta a sostenere il loro gioco dalle parti nostre, come se la questione di Giulio fosse finita nel dimenticatoio. Dall'Egitto sperano che in Italia ci si rassegni a non avere alcuna verità e giustizia. Lo considerano probabilmente un caso chiuso, come tanti altri. Diversi i nodi da sciogliere ancora, in un Paese che ha costituzionalizzato la sua dittatura e che vede il potere giudiziario essere forteme...

Aspettando la Commissione su Giulio Regeni, l'Osservatorio di Politica Internazionale denuncia:Egitto restaurazione autoritaria

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Ricordiamo tutti quando con i 379 sì, e le 54 astensioni, si diede luogo alla Camera, l'approvazione, lunedì 29 aprile , della Commissione parlamentare d'Inchiesta su Giulio. Da quel momento, tutto tace. Nell'attesa di vederne gli sviluppi, "burocratici", è importante soffermarsi su quanto riportato nella rivista dell'Osservatorio di politica internazionale che è un progetto di collaborazione che coinvolge autorevoli contributi scientifici. Le opinioni espresse nei prodotti dell'Osservatorio sono riferibili esclusivamente agli Istituti autori delle ricerche ma si tratta di una pubblicazione di rilievo istituzionale pubblicata sul sito del Parlamento della Repubblica italiana . La relazione che riguarda l'Egitto , fotografa un Paese, nello stato in cui immaginavamo fosse. Dittatoriale, repressivo, autoritario. E' emerso che con l'approvazione del noto referendum costituzionale con il quale Al Sisi ha ampliato il proprio potere si è post...