Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

Immagine
  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Non c'è due senza tre...la nuova commissione d'inchiesta sull'operazione Moro



 

Sei film, decine e decine di libri, due commissioni d’inchiesta parlamentare e ora ne arriverà una terza, pare, per cercare di far luce per quanto possibile su tutte quelle zone oscure che connotano l’affare di Stato Moro. Perché alla fine dei conti è di questo che si tratta e stiamo parlando. Le narrazioni, i racconti che si sono susseguiti negli anni hanno falsato, a livello di immaginario collettivo, la realtà.

Oramai lo hanno capito anche coloro che hanno gli occhi coperti dal miglior prosciutto DOP che non hanno fatto tutto da soli, i fantomatici rivoluzionari brigatisti e che nell’operazione Moro sono state coinvolte una pluralità di soggettività, che avranno abbracciato tanto organizzazioni criminali che eversive che connesse anche agli apparati di sicurezza di uno o più Stati. Da GLADIO a quant’altro, ma un conto è muoversi nella melma del vago, un conto quanto più indizi costituiscono una prova.

Il memoriale brigatista è stato un capolavoro politico ed istituzionale di depistaggio. Per decenni è stato assunto a dogma. Ma fin dai primi momenti dell’operazione Moro, era ben chiaro che le cose fossero ben diverse da come raccontate in quell’atto politico, per non parlare del luogo della prigionia, della questione via Massimi 91, dalle trattative, di chi sapeva e non ha mai parlato e che forse ancora oggi potrebbe parlare e raccontare come i fatti sono realmente andati e perché Aldo Moro lo si è voluto morto nonostante si fosse stati ad un passo dal liberarlo. 

Se sarà questa commissione quella che metterà i puntini sulle i è difficile dirlo, certo che visto il quadro politico esistente essere perplessi è il minimo, ma dal momento che molti dei protagonisti di quella vicenda sono ancora in vita e potrebbero una volta per tutte raccontare la verità non di comodo l'auspicio è che non diventi l'ennesima occasione sprecata e che riesca a superare gli ostacoli incontrati dalla seconda Commissione Moro che è stata sicuramente utile nel tentativo di cercare la verità su quel fatto criminale che non ha avuto precedenti in Europa. Fatto che paradossalmente potrebbe aver visto i nemici storici di sempre, USA ed Unione Sovietica, avere lo stesso intento, non far salire al governo il PCI con la DC e Moro che voleva l'autonomia dagli USA, come osato da Mattei, ha pagato duramente quella sua utopia.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?