L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Dopo 7 mesi dalla sua approvazione e a quattro anni dall'uccisione di Giulio si insedia la commissione d'inchiesta


La commissione monocamerale d'inchiesta su Giulio Regeni  si insedia in un giorno non qualunque, il 3 dicembre, a 46 mesi dal ritrovamento dal corpo di Giulio, in quel 3 febbraio sulla strada tra Alessandria ed il Cairo. Approvata a fine aprile 2019, dopo 7 mesi, finalmente, si è insediata. Di tempo se ne è perso fin troppo. Pur non potendo sostituirsi alla giustizia, sicuramente questa commissione avrà un ruolo politico molto importante e significativo che recherà gran fastidio dalle parti di quell'Egitto che con estrema strafottenza si comporta, grazie anche a chi si presta a sostenere il loro gioco dalle parti nostre, come se la questione di Giulio fosse finita nel dimenticatoio. Dall'Egitto sperano che in Italia ci si rassegni a non avere alcuna verità e giustizia. Lo considerano probabilmente un caso chiuso, come tanti altri. Diversi i nodi da sciogliere ancora, in un Paese che ha costituzionalizzato la sua dittatura e che vede il potere giudiziario essere fortemente condizionato dal governo. 
La commissione monocamerale è composta da 20 politici,di cui 4 di area lega nord, 1 di fratelli d'Italia, 4 di forza Italia, 2 del PD, 7 M5S, 1 liberi e eguali, che ha espresso anche il Presidente, 1 Italia viva,1 gruppo misto. La vicepresidenza è divisa tra un componente del Pd e fratelli d'Italia,i segretari, uno della Lega Nord ed uno di Italia viva. 

mb

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