La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Al Sisi disse al ministro Guidi che si sarebbe impegnato personalmente per il ritrovamento di Giulio. Il corpo verrà ritrovato poche ore dopo


All'audizione di Federica Guidi, già Ministra dello Sviluppo economico è emersa una rappresentazione tra non so, non ricordo e impressioni da mamma, cosa ripetuta più volte, che darà il tempo sicuramente di riflettere. Come è noto il corpo di Giulio venne fatto ritrovare in concomitanza con il summit a cui partecipava proprio il ministro dello Sviluppo economico che poi venne interrotto alla notizia del ritrovamento del corpo di Giulio.

Questo fu il comunicato pubblicato sul sito del MISE in quel febbraio 2016

Il ministro Federica Guidi ha interrotto la missione in Egitto dopo il tragico ritrovamento del corpo senza vita del dottorando italiano Giulio Regeni alla periferia del Cairo.

Dopo aver incontrato i genitori del ragazzo per dare loro il triste annuncio, il Ministro ha fatto rientro a Roma dove continuerà a seguire l'evolvere della vicenda; per conto del Governo italiano ha sollecitato un'indagine per individuare i responsabili dell'uccisione dello studente.

Il Ministro si trovava nella capitale egiziana a capo di una delegazione di 60 imprenditori al fine di individuare ulteriori spazi e settori di attività per intensificare scambi commerciali e la presenza delle aziende italiane in Egitto.

L'ex ministra ha affermato durante l'audizione che "io ho avuto la sensazione che qualcosa sarebbe successo dopo che ho incontrato Al Sisi, l'auspicio era che il ragazzo venisse ritrovato in condizioni diverse da come è stato ritrovato, ho avuto rassicurazioni da parte da Al Sisi". Al Sisi, ricorda la Guidi, disse che si sarebbe impegnato personalmente.  E ciò solo poche ore prima il ritrovamento del corpo di Giulio. Conclude l'ex ministra ricordando che "ripensando a questa vicenda sono uscita da quel primo colloquio con Al Sisi, pensando che qualcosa sarebbe successo, non avevo alcun tipo d'informazione" precisando di non aver avuto alcuna sensazione di alcun nesso tra lo svolgimento del summit ed il ritrovamento del corpo del nostro Giulio.

Certo che fa impressione sapere che Al Sisi qualche ora prima ad un ministro della Repubblica italiana dice che si sarebbe impegnato personalmente per far ritrovare Giulio e qualche ora dopo Giulio verrà ritrovato. Morto.

mb

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