L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

Immagine
      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Marzo, il mese più nero della storia d'Italia. Finita l'emergenza coronavirus servirà una Commissione d'inchiesta, tante le responsabilità

Marzo è stato il mese più nero della recente storia italiana.

Un Paese diventato modello per come le cose non si devono fare piuttosto che per come si devono fare. Questo è il momento dell'unione, della solidarietà nazionale, si è detto, ma finita l'emergenza non significa che si dovrà dimenticare quanto accaduto. Perchè se l'Italia è in ginocchio, se il Paese rischia un collasso economico, se ci sono state oltre 10 mila vittime, più di 100 mila contagiati, ma possono essere in teoria tanti di più, se quasi il 10% degli operatori sanitari è contagiato, se gli ospedali sono al collasso, se sono morti medici, infermieri, operatori che hanno prestato soccorso, se c'è stata questa strage, non è solo per colpa del virus. Ma perchè qualcosa non ha funzionato fin dall'inizio su più livelli, tanto centrali, quanto periferici.

Così come la colpa non è neanche e solo di un sistema sanitario ridotto nelle condizioni che ben sappiamo nel corso dei tagli avvenuti in questi ultimi due decenni. La magistratura dovrà indagare, per capire se ci sono delle responsabilità su quanto accaduto, così come sarà necessaria anche una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'emergenza coronavirus. Sempre che il Parlamento ritornerà ad esercitare le proprie funzioni oggi in modo imbarazzante ridotte ai minimi termini. Una Commissione che non sia auto assolutoria. Il peggio per il Paese deve ancora venire, e verrà dopo l'emergenza coronavirus. In Italia si sono messi agli arresti domiciliari 60 milioni di cittadini, la gente patisce la fame, c'è chi perderà il lavoro, l'economia rischia il collasso, si è creato un clima da guerra, in modo irresponsabile minando le fondamenta della democrazia e delle libertà costituzionali, conferendo un potere spropositato alla tecnologia, con un controllo sociale senza precedenti. E la colpa non è del virus.

No, non andrà bene niente, la realtà ti racconta un quadro disastroso, di sacrifici, di dolori, di sofferenze, di lutto. Ma lo stato di diritto andrà salvaguardato, quello che oggi è ai minimi termini, quello che è stato affossato a colpi di DPCM, FAQ, conferenze stampa, e ordinanze regionali che facevano a gara su chi fosse più autoritario. Non ci sarà nessun momento di festa nazionale quando questo disastro finirà, sarebbe a dir poco inopportuno, ma servirà giustizia, e verità, perchè se il nostro amato Paese è diventato un modello su come non fare le cose, qualcosa vorrà pur dire.

E la colpa non è dei comuni cittadini italiani, non di tutti almeno. Un Paese che se ha retto e non è crollato è solamente grazie allo spirito di sacrificio e di responsabilità degli italiani, dei lavoratori, mandati allo sbaraglio, della rete sociale di solidarietà e anche grazie a buona parte del mondo dell'informazione, che ha contribuito a tenere lucida la mente dei cittadini, a fare inchieste, malgrado un contesto sociale più vicino ai regimi anti democratici che a quelli propri tradizionali dell'Europa libera e democratica.

                     mb


nella foto, intervista a distanza ai tempi del coronarivus,
momento che rimarrà nella storia di questo mese nero d'Italia

Commenti