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Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Ma i monfalconesi cosa pensano di tutto ciò?

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  Partiamo da alcuni dati numerici. Nell'ultima tornata elettorale che ha visto l'estrema destra confermarsi a Monfalcone, si è eletto il sindaco con 7500 voti validamente espressi su 10692 espressi, il 75% dei votanti, ma gli elettori complessivi erano, nel 2022, ben 20630, dunque il 48% dei cittadini non si è recato a votare, e 7500 voti rappresentano solamente il 36.35% del totale del corpo elettorale monfalconese. Dunque per farla breve, una minoranza a Monfalcone sta dettando legge, queste sono le distorsioni della democrazia, in un contesto dove la gente a votare ci va con fatica, con poca voglia ed il disinteresse è sempre più consistente. E come è risaputo negli ultimi eventi elettorali in Italia, la scarsa partecipazione al voto ha favorito le destre, perchè mentre a sinistra ci si diletta nelle guerre intestine, in questo oramai siamo dei maestri a farlo anche in pubblico dominio, le destre, sul momento elettorale, riescono ad andare oltre, a fare squadra, per poi far...

A Monfalcone il diritto al lavoro non fa rima con donna, la quasi totalità delle donne bengalesi sono emarginate

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      A Monfalcone forse è preferibile parlare di fiori, di estetica discutibile ai limiti del tamarro, di identità medioevale, di tutto e di più, che del vero tema nodale. Il lavoro. Lo abbiamo ripetuto fino alla nausea che Monfalcone è la città dei cantieri, non esistono solo i cantieri, ma se chiude la Fincantieri, salta il mandamento. La città può reinventarsi tutte le distrazioni che vuole, diventare un fantomatico polo crociere, il punto più a nord dell'Universo mondo, ma senza un lavoro ben pagato, senza diritti, senza la rottura del tabù che qui esiste e persiste ed ha fatto ripiombare la città della Rocca nel medioevo, questa volta quello vero, non ci sarà alcun futuro che potrà tenere e reggere dovendo fare i conti con una situazione sociale a dir poco imbarazzante ed ingestibile. Il primato nazionale è ben noto a tutti, il 31% di incidenza di cittadini stranieri con il boom proveniente dall'area del Bangladesh. Così ha deciso Fincantieri, così è. Quando decider...

A Monfalcone c'è un problema di “mafia” bengalese?

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IL FVG negli ultimi anni è stato particolarmente attenzionato dalle relazioni della DIA, si è passati da poche righe, a pagine intere dedicate alla nostra regione. Monfalcone è la città dei cantieri che hanno plasmato, nel bene o nel male, l'identità e la fisionomia di questa città che oggi ha il record, forse nazionale, di 84 nazionalità diverse e il 28% di cittadini stranieri, di cui 4000 mila circa solo bengalesi. Dagli anni '90 i cantieri hanno deciso di attingere manodopera da quella fetta di mondo. E ne son successe di cotte e di crude. Casi di caporalato, casi di estorsione sullo stipendio, casi. Ma tanti elementi messi insieme arrivano a costituire nel tempo se non una prova, elementi indiziari di una certa valenza su cui sarebbe bene riflettere e agire di conseguenza. L'ultimo episodio è quello che ha interessato un noto esponente di una parte della comunità bengalese dove in un video diffuso sulla TV nazionale dal noto programma di La7 Tagadà, è emersa una minacc...

Monfalcone è la città con la più alta incidenza di stranieri in Italia, è totalmente nelle mani di Fincantieri

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Si possono sbattere i pugni sul tavolo quanto si vuole, ma alla fine il tavolo rimarrà intatto, e la mano dolorante. Monfalcone dipende totalmente da Fincantieri. Se Fincantieri chiude, Monfalcone salta in aria. Ci si possono inventare tutte le più fantasiose alternative, come quelle di trasformarla in una marina beach  da fare invidia sulla carta a Miami, che possa attirare turismo da tutto il mondo, ma dovrà fare i conti con dei problemi insormontabili. Il mare è quello che è. La spiaggia è quella che è, il paesaggio è quello che è. Possono anche inventarsi  attività complementari, come quella di città approdo per le navi da crociera, ma i croceristi sbarcheranno in mezzo al nulla e rimanendo in tutto ciò avvolto nel mistero la sostenibilità ambientale in una zona dove a poche miglia vi è l'area protetta dell'Isola della Cona in un golfo di Trieste oramai intasato. Ma alla fine tutto ruota e non potrà che ruotare intorno ai cantieri navali, nati sotto l'Impero Austrounga...

Riconoscere i diritti della minoranza linguistica alla comunità bengalese di Monfalcone? C'è il precedente del talian in Brasile

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Secondo la Treccani per minoranze linguistiche si intendono gruppi di popolazione che parlano una lingua materna diversa da quella di una maggioranza: quest’ultima si identifica normalmente coi parlanti che hanno come lingua materna la lingua ufficiale dello Stato di cui sono cittadini.   Oramai son trascorsi poco più di vent'anni da quando il primo bengalese mise piede nella città dei cantieri, da allora c'è stato un boom, siamo arrivati a circa 5 mila e più cittadini di nazionalità bengalese che vivono nella bisiacaria. La maggior parte concentrati su Monfalcone che vanta la presenza di mediamente il 5% della popolazione di nazionalità bengalese in una città che ha l'incidenza di stranieri più alta del FVG pari al 26,3%, in base agli ultimi dati. I bengalesi oramai sono la comunità nazionale diversa da quella italiana più importante del monfalconese, radicata nel territorio, con proprie attività, associazioni, nonostante le diverse problematicità con cui devono fare i con...

Monfalcone, la babele del Friuli Venezia Giulia

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  La Rocca di Monfalcone, simbolo della città, domina dall'alto ora con il presepe, ora con il tricolore. Certo, siamo in Italia, certo, il tricolore è la bandiera della nostra nazione, certo, il tricolore in Italia non ha mai unito veramente, certo, c'è chi vorrebbe scopiazzare gli americani, con bandierine issate in ogni abitazione, e bandiera a stelle e strisce anche nei bagni pubblici. A quei livelli non siamo arrivati. Ma se in America la bandiera americana è anche percepita come simbolo di integrazione, e non solo di esaltazione nazionalistica estrema, che spesso si confonde con il sentimento patriottico, in Italia, la cui unità si è fatta con la forza e la violenza e le guerre, verso quella bandiera non è mai sorto veramente un vero amore. Soprattutto qui, nel confine orientale, dove tricolore significa occupatore, in zone fedeli all'imperatore baffuto.  La Rocca di Monfalcone simbolo della città, è da un pò di tempo illuminata con i colori dell'Italia. Monfalcon...

Monfalcone "mitteleuropea, veneziana, luogo di migrazione interna dal Sud Italia" ma si dimenticano i bengalesi

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Il movimento spazialista, con la mostra di Fontana, esalta la destra al governo regionale e cittadino. Parlano di rilancio della città. E vabbè, ognuno può raccontare ciò che gli pare e trovare nell'arte i riferimenti che vuole. E nell'euforia dello spazialismo si afferma che "Monfalcone è "mitteleuropea, veneziana, luogo di migrazione interna dal Sud Italia e città del lavoro, con la presenza dei cantieri navali. Un dna, quello del dei monfalconesi - che in virtù di questo percorso ha origini importanti". Ottimo. Meraviglioso. Ma dove li mettiamo i circa 3000 bengalesi monfalconesi? Che costituiscono poco più della metà dei cittadini stranieri presenti a Monfalcone? Città che ha il rercord regionale di stranieri,in base al rapporto con la popolazione residente? Il 24%. Forse si sono persi nella dimensione spazio temporale del movimento spazialista? Può essere... Eppure era stato detto durante la presentazione della mostra, a Monfalcone, che "c...

A Marina Julia di Monfalcone vanno tradotti anche in bengalese gli avvisi per i bagnanti

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Nel monfalconese ci sono migliaia bengalesi circa 3 mila. E anche loro frequentano Marina Julia di Monfalcone. La località balneare frequentata ogni estate da migliaia di persone, tra cui i bengalesi, come tutti, d'altronde.  Il cartello che indica spiaggia libera e avvisa a stare attenti perchè la balneazione non è sicura, lì dove collocato, è tradotto in inglese, tedesco, sloveno oltre che ovviamente in italiano. Manca il bengalese. In bengalese è stato tradotto che nei luoghi pubblici non si può entrare con il velo. Un cartello, che tra le altre cose, non tiene conto di quanto sentenziato dalla Corte di giustizia europea con la sentenza del 18/09/2018 n° 3413/09 la quale ha affermato che inibire il velo islamico in pubblico significa compromettere il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione. Dunque una legge che voglia vietare il velo integrale o parziale in luoghi pubblici è da considerarsi come atto che faciliti una discriminazione volta a pregiudicare ...

Se a Monfalcone è più gradita una comunità con culi al vento che una comunità con il velo

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Svelato il motivo del tanto fastidio che a Monfalcone vi è nei confronti delle donne bengalesi che in questo periodo caldo iniziano a circolare per le strade della città con abiti colorati e velo altrettanto colorato. Il problema non è religioso, ma semplicemente visivo. Culi al vento e minigonne non danno alcun fastidio, perchè questi sono i supremi valori dell'Occidente, sono le "nostre tradizioni" e dunque chi viene a casa nostra deve adeguarsi, no? Più minigonne e culi a vento per tutte allora. Su una pagina  Facebook nota di Monfalcone, a commento dell'ennesima foto che ritrae donne bengalesi con il velo è stato riportato il seguente commento pubblico, dunque visibile a tutti e che ha diversi mi piace e mica di soli uomini come si potrebbe comunemente pensare: "Colori sgargianti x una città che tende al grigiore assoluto... Non credo facciano del male, l'abito non ha mai fatto il monaco... C'è molto di peggio di cui lamentarsi che non un abbi...

Siamo tutti bengalesi?

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Sempre più precari, sempre più flessibili, sempre più schiavi all'interno di un mondo del lavoro succube delle regole del mercato. Piazza Pulita ha dedicato uno spazio alla problematica che ha riguardato una zona della Campania dove i bengalesi lavorano per due euro all'ora, 3,50/4 quando va bene, per 12 ore al giorno. Distretti tessili campani, operai bengalesi. Il caporale è del Bangladesh, ma ovviamente è fondamentale l'appoggio della gente del posto. Arrivano come stagionali, e poi prigionieri nella clandestinità diventano schiavi nel tessile. Tutti sanno, nessuno agisce, salvo lamentarsi per le solite questioni, con tante sfumature di razzismo, che uniscono il Sud a Monfalcone, in merito al sentimento di disprezzo che si manifesta nei confronti di costoro. Se sono arrivati in Italia è perchè qualcuno ha favorito il loro arrivo, per ragioni non di umanità, ma di profitto economico, e sicuramente i lavoratori bengalesi sono le prime vittime di un sistema, che attr...

Quel magnifico splendore di colore per le strade di Monfalcone con i vestiti delle donne bengalesi

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In questa estate afosa e grigia, per le strade di Monfalcone regna un sano colore. Ed è quello dei meravigliosi vestiti delle donne bengalesi. Con quel vestito tradizionale, chiamato Sari, leggero, lungo, che copre con eleganza il corpo della donna. Colori variegati, chi con una sola tinta, chi con più tinte. Qualcuna è anche integralmente coperta in volto, portando il velo, anche questo colorato. Ed ovviamente le solite ed immancabili malelingue passano il loto tempo sul web, tra fasciofancazzisti da tastiera, e perbenisti, a pronunciare sempre le solite noiosissime litanie. Noi siamo cresciuti in Occidente, con la cultura occidentale. Non abbiamo gli strumenti per capire, anche perché l'ignoranza è sovrana. Comunque non abbiamo il diritto di giudicare. Il velo è giusto o non è giusto? Lo stesso potrebbe dirsi se è giusto andare in giro per le strade delle nostre città mezze svestite o mezzi svestiti, per non dire alto e non essere volgari. Poi, ovviamente, si tira in ballo,...

A Monfalcone si celebra il Ramadan in un clima di tensione

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A fine giugno a Venezia veniva fermato un bengalese residente a Grado, dove gestiva un piccolo esercizio commerciale  a pochi passi dal centro cittadino. Atterrato a Venezia, è stato espulso per 15 anni dall'Italia. Rimandato a Dacca. Notizia che ha fatto rabbrividire Grado, ma non doveva emergere più di tanto questo senso di brivido, perché si è in piena stagione turistica e non si può e non si deve speculare, rischiando di compromettere l'economia di questo territorio. Se fosse accaduto il tutto in periodo invernale, quando a Grado regna il vuoto, le cose sarebbero andate sicuramente in modo diverso. Qualche giorno dopo a Dacca accade quello che tutti sappiamo. Nel nome del solito loro dio, magari violentandone la concezione, pazzi esaltati colpiscono ancora una volta i civili. In Bangladesh la situazione è tesa da diverso tempo, eppure nonostante il tutto, quella zona di Dacca ove è avvenuto il massacro, frequentata soprattutto da stranieri e diplomatici, non era po...

Monfalcone: alcune leggende paesane che fomentano intolleranza e razzismo

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Monfalcone è una cittadina del Friuli Venezia Giulia che non arriva neanche a 30 mila abitanti, ma è una delle principali località della Regione.  Una cittadina che vede diverse etnie presenti, la principale è quella bengalese, seguita da quella rumena, croata,bosniaca e macedone ecc. Gli italiani  residenti sono dunque la maggioranza quasi assoluta. Esistono in rete, ma non solo in rete, diverse realtà, nate prevalentemente per denunciare il degrado, od il presunto degrado, in cui si troverebbe questa cittadina, che come è noto, deve fare i conti, come tutti i Comuni italiani, con lo scellerato patto di stabilità, che ha bloccato l'economia locale con tutte le conseguenze sociali del caso. Ma la crisi che ha devastato in prevalenza l'Europa del Sud, con l'austerità imposta dal sistema capitalistico tedesco, ha fomentato chiusure, comportamenti reazionari, sterili populismi, che sfociano in quel nazionalismo, minimalista o massimalista, che altro effetto non ha se non...

Monfalcone: continuano gli attacchi in rete contro i bengalesi

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Internet è una grande risorsa, un luogo ove è facile manifestare, senza inibizione, il proprio pensiero.  Però, ecco il però, quando si scrive in luoghi pubblici, in gruppi pubblici ed aperti, su blog, siti internet accessibili alla comunità virtuale, la manifestazione libera del proprio pensiero deve sapere che esistono delle regole, regole di civiltà, regole di buon senso, regole di rispetto della dignità altrui.  Eppure ciò viene spesso ignorato, anzi, si è convinti che tramite internet, solo perché realtà virtuale, ma in verità più reale di ogni realtà quotidiana, si può essere legittimati ad insultare od offendere chiunque, ovunque.  Internet libera le inibizioni, ma questa libertà sfocia spesso in pesanti attacchi anche a sfondo razziale.  Dopo il caso Serpentade Avvelenade , un mio post che ha denunciato alcuni interventi ignobili, un gruppo che anche in relazione alle discussioni che sono nate da quell'intervento, ha chiuso pubblicamente i battenti, s...