Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

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Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

Riconoscere i diritti della minoranza linguistica alla comunità bengalese di Monfalcone? C'è il precedente del talian in Brasile




Secondo la Treccani per minoranze linguistiche si intendono gruppi di popolazione che parlano una lingua materna diversa da quella di una maggioranza: quest’ultima si identifica normalmente coi parlanti che hanno come lingua materna la lingua ufficiale dello Stato di cui sono cittadini.
 

Oramai son trascorsi poco più di vent'anni da quando il primo bengalese mise piede nella città dei cantieri, da allora c'è stato un boom, siamo arrivati a circa 5 mila e più cittadini di nazionalità bengalese che vivono nella bisiacaria. La maggior parte concentrati su Monfalcone che vanta la presenza di mediamente il 5% della popolazione di nazionalità bengalese in una città che ha l'incidenza di stranieri più alta del FVG pari al 26,3%, in base agli ultimi dati. I bengalesi oramai sono la comunità nazionale diversa da quella italiana più importante del monfalconese, radicata nel territorio, con proprie attività, associazioni, nonostante le diverse problematicità con cui devono fare i conti, dalle discriminazioni, alla questione dell'integrazione.

Integrazione significa condivisione, non solo accettare senza se e ma le regole del Paese nel quale si vive, quella condivisione che con i bengalesi a Monfalcone non c'è stata, salvo qualche tentativo oggi archiviato da un corso politico nazionalistico destro che vive da cinque anni la città. Una comunità che, piaccia o non piaccia, oramai fa parte dell'identità monfalconese ed è arrivato il momento, vista la consistenza importante che ha e destinata ad incrementare negli anni di iniziare a riconoscere a questa comunità i diritti propri della minoranza linguistica?

Dei precedenti ci sono nel mondo, come nel caso del dialetto talian, veneto, ma rientrante sempre nella lingua italiana, tutelato a Rio Grande do Sul nel municipio di Serafina Corrêa dove è riconosciuto come lingua ufficiale a livello municipale e anche regionale. Lingua che si è affermata con i processi emigratori, anche dal Friuli, e nel 2009 è stata istituita a livello municipale come lingua ufficiale insieme a quella portoghese. In tal modo con questo atto si sono favoriti processi di integrazione, di conoscenza, culturale e non solo ed ha facilitato l'inserimento nella comunità di chi parlava questa lingua, visto che viene utilizzata anche a livello istituzionale.

Certo, anche a Monfalcone dei precedenti a livello di traduzione ci sono stati come, neanche a dirlo, sulla vicenda dei cartelli con i quali si comunicava il divieto di entrare con il velo nei luoghi comunali.


Aprirsi alla cultura bengalese e riconoscere l'uso della lingua bengalese in città è una necessità non più rinviabile, comunità che è parte integrante dell'identità della Monfalcone del terzo millennio.

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