Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

A Marina Julia di Monfalcone vanno tradotti anche in bengalese gli avvisi per i bagnanti


Nel monfalconese ci sono migliaia bengalesi circa 3 mila. E anche loro frequentano Marina Julia di Monfalcone. La località balneare frequentata ogni estate da migliaia di persone, tra cui i bengalesi, come tutti, d'altronde. 
Il cartello che indica spiaggia libera e avvisa a stare attenti perchè la balneazione non è sicura, lì dove collocato, è tradotto in inglese, tedesco, sloveno oltre che ovviamente in italiano. Manca il bengalese. In bengalese è stato tradotto che nei luoghi pubblici non si può entrare con il velo. Un cartello, che tra le altre cose, non tiene conto di quanto sentenziato dalla Corte di giustizia europea con la sentenza del 18/09/2018 n° 3413/09 la quale ha affermato che inibire il velo islamico in pubblico significa compromettere il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione. Dunque una legge che voglia vietare il velo integrale o parziale in luoghi pubblici è da considerarsi come atto che faciliti una discriminazione volta a pregiudicare il diritto al rispetto della vita privata. Fatto, a detta dei giudici, che non può essere tollerato in una società democratica.

Visto che la balneazione in più luoghi non è sicura, e visto che i bengalesi in quel posto a farci il bagno ci vanno, come tutti, sarebbe opportuno integrare il cartello in bengalese. Oppure il bengalese può andare bene solo per ricordare a questi cittadini di Monfalcone i "doveri" imposti da specifiche ordinanze?
mb

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