I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

A Marina Julia di Monfalcone vanno tradotti anche in bengalese gli avvisi per i bagnanti


Nel monfalconese ci sono migliaia bengalesi circa 3 mila. E anche loro frequentano Marina Julia di Monfalcone. La località balneare frequentata ogni estate da migliaia di persone, tra cui i bengalesi, come tutti, d'altronde. 
Il cartello che indica spiaggia libera e avvisa a stare attenti perchè la balneazione non è sicura, lì dove collocato, è tradotto in inglese, tedesco, sloveno oltre che ovviamente in italiano. Manca il bengalese. In bengalese è stato tradotto che nei luoghi pubblici non si può entrare con il velo. Un cartello, che tra le altre cose, non tiene conto di quanto sentenziato dalla Corte di giustizia europea con la sentenza del 18/09/2018 n° 3413/09 la quale ha affermato che inibire il velo islamico in pubblico significa compromettere il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione. Dunque una legge che voglia vietare il velo integrale o parziale in luoghi pubblici è da considerarsi come atto che faciliti una discriminazione volta a pregiudicare il diritto al rispetto della vita privata. Fatto, a detta dei giudici, che non può essere tollerato in una società democratica.

Visto che la balneazione in più luoghi non è sicura, e visto che i bengalesi in quel posto a farci il bagno ci vanno, come tutti, sarebbe opportuno integrare il cartello in bengalese. Oppure il bengalese può andare bene solo per ricordare a questi cittadini di Monfalcone i "doveri" imposti da specifiche ordinanze?
mb

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