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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Cosa è rimasto del primo maggio nazionale a Monfalcone?

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Si parlava di Gorizia, della storia del suo confine, anche se si era a Monfalcone, che non ha avuto alcun muro nel corso della sua storia, ma solo un confine con Duino, quando si dovevano scegliere le sorti del territorio con la questione del TLT osteggiata tanto dall'Unione Sovietica, quanto dagli americani. Altri tempi, altre storie, nella storia. Ma come è risaputo la scelta di Monfalcone per il primo maggio 2024 è stata logistica ed un ripiego rispetto alla scelta principale di Gorizia in vista della capitale europea della cultura 2025. Una piazza della Repubblica gremita di militanti sindacali, tanti provenienti dal vicino Veneto e anche dal resto d'Italia, tante bandiere, ci si aspettava forse una partecipazione più importante della rappresentanza dei lavoratori immigrati della Fincantieri. Scesero in piazza in 6 mila per rivendicare il diritto a pregare. Il diritto sul lavoro e le questioni del lavoro non sono sicuramente meno importanti, anzi, tutto parte da lì. E gli i...

A Monfalcone il primo maggio non si ferma. Un nuovo tassello per riportarlo in città

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L'ultima volta che si è svolto il primo maggio a Gradisca, il tradizionale corteo non ha avuto luogo. Hanno deciso così. Anno dopo anno si sta spegnendo. In tutto ciò dopo alcune proposte emerse nel tempo si è capita la necessità di riportare il 1° maggio a Monfalcone. Si ricordano ancora le piazze piene, i cortei con i trattori, e quant'altro. Monfalcone è simbolicamente una città politica e sociale importante in Friuli Venezia Giulia. Da qui è partita la caduta della sinistra e da qui ha preso avvio un nuovo modo di fare politica, nazionalista, sovranista. Nonostante si sia nel tempo del coronavirus il 1° maggio verrà festeggiato. Ognuno a modo suo. Come è un pò stato per il 25 aprile. Da Monfalcone meticcia è stato realizzato l'evento con il quale si invitano i cittadini a portare fiori e messaggi al monumento della Piazzetta Esposti Amianto a Panzano. "Anche se non potremo stare vicini come vorremmo, chiediamo a tutti, nelle loro passeggiate o giri in bicicletta...

Il 1 maggio di Trieste, più di 70anni di divisioni tra italianissimi, tltini, jugoslavi, austriacanti

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Siamo sempre alle solite e sarà sempre così. Basta una sola bandiera, magari quella della brigata Garibaldi, e partono le urla, che nulla hanno da invidiare all'urlo di Munch. Vilipendio. Eppure si tratta di una bandiera storica della Resistenza. Ma l'odio verso tutto ciò che è comunista è così forte da rendere ciechi. Eppure il comunismo in Italia è sempre stato una minoranza, importante, ma pur sempre minoranza, ma andarlo a spiegare ai più è come parlare con un muro di gomma. Inutile. Per non parlare delle bandiere che vorrebbero ricordare la liberazione di Trieste del 1 maggio del '45, a cui si aggiungono quelle della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Bandiere e fazzoletti rossi a parte, propri della festa dei lavoratori, non mancheranno i soliti tricolori espressione dell'essere italianissimi per alcuni, in un Paese dove la bandiera nazionale è oramai cosa propria dei nazionalisti, mentre i tltini continueranno a invocare il ritorno indietro di a...

Riportare a Monfalcone il corteo del primo maggio

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C'era una volta il corteo del primo maggio a Monfalcone. Si ricordano i trattori, i cartelli, centinaia di bandiere. Poi, con il tempo, venne spostato. Ora in provincia di Gorizia si svolge nella vicina Gradisca. Nell'ultima edizione non vi è stato neanche il corteo. Purtroppo con il trascorrere degli anni la festa dei lavoratori, il primo maggio, ha preso direzioni di ritualità che ne hanno in parte sgonfiato il senso. Oggi, quando si pensa al primo maggio si pensa più al concertone di Roma, che a quello che questa giornata dovrebbe rappresentare. Una giornata che nel mondo negli ultimi anni ha acquisito una connotazione di lotta vera e propria. Ed è a questo che si deve ritornare. Non essere solo un momento di condivisione di dati, di preoccupazioni, di discorsi, di riflessioni, ma anche di lotta. Ed il primo maggio deve ritornare a Monfalcone. La provincia di Gorizia è la più sofferente del Friuli Venezia Giulia, e da Monfalcone è partito quel corso politico inaccetta...

Trieste: se dopo il primo maggio si prendono di mira gli sloveni

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Ciò che è unito dall’ideologia, dalla fratellanza e soprattutto dall’antifascismo, va diviso, soprattutto quando si tratta di comunità, di popoli, che solo nella resistenza hanno trovato e riscoperto quella solidarietà umana, annientata da due decenni di massacri fascisti. E soprattutto quando si tratta di condividere idee, come quella comunista, che ancora oggi spaventa in modo profondo la piccola e sempre più  isolata borghesia nostrana. Dunque, si prendono di mira gli sloveni, ed in un modo che ti lascia basito. Anche perché il Piccolo farebbe parte del gruppo editoriale l’Espresso, che dovrebbe essere di sinistra, almeno questo è che molti di noi pensano. Un tale Pilotto che a proposito del primo maggio di Trieste evidenzia  “tuttavia, da qualche anno a questa parte, la giornata del 1° maggio ha assunto una funzione perversa, non desiderata e pericolosa.”    In modo, non poi tanto sottile, guardando alla composizione del corteo così scrive: “si trat...

Un 1maggio senza le bandiere della resistenza e stella rossa, significa manipolare la storia

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Il primo maggio non è una festa, ma un giorno di lotta finalizzato a rivendicare diritti, nel nome dell'internazionalismo, all'interno di un sistema sempre più aspro e duro da contrastare. Il primo maggio è sempre stato rosso, il fascismo ha cercato di annientarlo, poi la Chiesa per tentare di condizionarlo ed entrare dentro questa ricorrenza si inventò la festa di San Giuseppe lavoratore, con questa motivazione " il 1° maggio, ben lungi dall'essere risveglio di discordie, di odio e di violenza, è e sarà un ricorrente invito alla moderna società per compiere ciò che ancora manca alla pace sociale. Festa cristiana, dunque; cioè, giorno di giubilo per il concreto e progressivo trionfo degli ideali cristiani della grande famiglie del lavoro". Ma senza la resistenza, non ci sarebbe oggi nessun primo maggio da celebrare e le bandiere simbolo della resistenza, le stelle rosse, non possono che esserci all'interno del corteo del primo maggio perchè quella è an...

Un primo maggio comunista a Gradisca

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Un primo maggio comunista a Gradisca, dove da tempo si svolge il corteo unitario della provincia di Gorizia, anche se sono in tanti a pensare che sia il momento di far ritornare questo importante appuntamento a Monfalcone, e visto il quadro politico, sociale ed economico attuale, la cosa andrebbe valutata seriamente. Oltre un migliaio i partecipanti, con in testa le amministrazioni comunali, poi i sindacati ed uno spezzone importante del PRC e diverse bandiere comuniste anche del PCI. Un primo maggio che vede in questo territorio la presenza di diverse bandiere rosse, a partire dal tradizionale albero di maggio, ed il primo maggio coincide con la ricorrenza storica della liberazione di Trieste e Gorizia e Monfalcone dal nazifascismo per opera dei partigiani, ed anche a Gradisca ciò è stato evidenziato con la tipica maglietta che ne celebra l'evento. Uno spezzone comunista ben visibile, importante tanto che sono stati in diversi a richiedere una bandiera comunista durante il...

Un primo maggio sotto il segno dell'antifascismo ricordando la liberazione di Trieste e Gorizia

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Ogni anno è sempre peggio. La società voluta dai partigiani è stata demolita, a partire dal diritto del lavoro, al lavoro. Oggi si è costretti, quando va bene, ad accettare un lavoro qualsiasi ed a qualsiasi condizione, c'è la crisi, dicono, prendere o lasciare ti ricordano. I Sindacati principali, pur con importante responsabilità, sono stati assenti, non hanno retto alle cannonate della "crisi". I valori storici della "sinistra" sono crollati. L'odio verso il diverso, l'intolleranza, la povertà, la libertà di stampa sempre più precaria, diseguaglianze sociali sempre più profonde hanno determinato una situazione dove da un lato i nazionalismi e dall'altro i neofascismi e neonazismi ritornano ad essere quello che son sempre stati, un mezzo per il capitalismo per spazzare via l'incubo socialista e comunista. Oggi il "pericolo" comunista e socialista non esiste più, esiste un conflitto all'interno del capitalismo, male assoluto de...

Il divieto di esporre simboli della resistenza nel primo maggio a Trieste? Una buffonata inapplicabile

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Ad aprile 2016 Il Consiglio Comunale di Trieste respingeva la mozione del quartetto antijugoslavo, che invitava il Sindaco "ad adottare i provvedimenti in suo potere per evitare che anche il 1° maggio di quest'anno compaiano, lungo vie e piazze di Trieste, simboli e personaggi che si richiamano all'ex Jugoslavia e alla dittatura titina; a invitare preventivamente gli organizzatori della manifestazione ad attuare la necessaria vigilanza affinché la celebrazione della Festa del Lavoro non venga infiltrata da tali provocatori e a sensibilizzare in tal senso le Forze dell'Ordine". Ed ovviamente emergeva  l'ovvia e basilare incompetenza del Consiglio Comunale a trattare tale questione, che sarebbe stata una ingerenza incredibile. Cambia il colore politico dell'amministrazione e si arriva ad un dunque che è una grande buffonata storica e politica e totalmente inapplicabile. Come ha sottolineato Giovanni Tomasin sul Piccolo di Trieste del 14 ...

Sulla liberazione di Gorizia

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I neozelandesi ed i partigiani del IX Corpus a Monfalcone si incontreranno intorno alle 19.30, nel Municipio, per discutere su come comportarsi per la questione di Trieste. Ciò accadeva il primo maggio del 1945 quando a Monfalcone si svolgevano importanti manifestazioni per celebrare la vittoria contro l'occupante nazifascista. La mattina del 1 maggio del '45 la Gradnikova brigada mosse con due battaglioni verso Selz e con uno verso Monfalcone. A Selz, come racconta Stanko Petelin, vennero disarmati circa 30 tedeschi per poi a Monfalcone costringere oltre 700 soldati a deporre le armi. A Gorizia, invece, la Prešernova Brigada si scontrò duramente con i centici ed i domobranci. A Gorizia si trovava anche, il primo maggio, lo Skofjeloski odrerd, la compagnia d'assalto della 31 divisione ed il comando della zona militare della Gorenjska. Le unità chiamate genericamente angloamericane entraranno in città solo il 2 maggio alle ore 11 quando la città venne di fatto già ...

L'albero del Maj con la bandiera rossa

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Savogna d'Isonzo/ Sovodnje ob Soči La sera del 30 aprile si eleva verso il cielo un palo, enorme. Il palo di maggio. Tradizione che assume sfumature e connotati diversi a secondo delle varie località. In alcune zone dell'Italia centrale si ricorda solamente la festa dei lavoratori, le conquiste operaie. Un palo con in cima una bandiera rossa. Ma non sempre è esclusivamente l'albero "comunista" o "socialista". In alcune zone, ove è presente la minoranza slovena, sorge questo albero nella tradizionale festa del Maj, da qui l'albero del Maj, simbolo di prosperità, di benessere, e che in alcuni casi accompagna i giovani dall'adolescenza verso la maggiore età. Tradizione pagana, laica, profana per alcuni e spesso questo albero sorge innanzi ad una Chiesa, quasi uno scherzo, qualcuno potrebbe pensare. Ma in realtà nei piccoli borghi la piazza principale del paese vede sempre la presenza di una chiesa e visto che quel palo sorge spesso nel piazz...

Meno male che a Trieste il supereroe c'è, contro le forze del male "slavo comuniste"

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Quattro bandiere, di cui due che ricordavano la Repubblica socialista slovena, una quella jugoslava, una la Brigata Garibaldi, due toppe, qualche maglietta che ricordava la liberazione di Trieste avvenuta il primo maggio per opera dei partigiani, ebbene, tanto è bastato, per la diffusione dell'ira funesta. Per l'ennesima volta. Alcuni erano fermi ai lati del passaggio del corteo del primo maggio di Trieste, pronti con il cellulare a cercare i simboli " del crimine", altri ad intrufolarsi all'interno del corteo e riprendere tutto con il cellulare per poi rinviare al giudizio del popolo isterico del web la sentenza. E la sentenza è arrivata. Tra chi considera come un vero e proprio affronto la bandiera italiana con la stella rossa, chi invoca il vilipendio, chi invoca la carabina contro chi portava quelle bandiere, chi di prenderli a bastonate, ed il tutto pubblicamente. Per non parlare della marea infinita di insulti, offese per non dire altro. Poi, nella mat...

Un primo maggio da Trieste a Capodistria

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Un primo maggio sotto il segno della pioggia quello di Trieste ,ed anche, dopo le note e faziose polemiche utilizzate anche per fini elettorali sulla presenza della bandiera del "crimine" quella della resistenza Jugoslava o della brigata Garibaldi, da curiosità. Ci sarà o non ci sarà? Come accade oramai da diversi anni, c'erano. C'era la bandiera ufficiale della Repubblica socialista di Slovenia, di Jugoslavia, della Brigati Garibaldi, c'erano magliette che ricordavano la liberazione di Trieste avvenuta per opera dei partigiani il primo maggio, c'era chi con il viso colorato con il, rosso, bianco e blu e la stella rossa, chi orgogliosamente con una toppa. Non c'era per motivi tecnici e non politici la bandiera grande, quella che ha sventolato per qualche attimo a Trieste nel settantesimo della sua liberazione . Dunque nulla di nuovo. D'altronde la storia non la si può mica cambiare. Se il primo maggio a Trieste e non solo a Trieste ...

Il Consiglio Comunale di Trieste respinge la mozione antijugoslava per il primo maggio

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In rete solo il Primorski , (mentre per ora il Piccolo con un breve trafiletto sul giornale ed il Primorski con articolo sul giornale)ha rotto il silenzio, dopo che per alcuni giorni si è dedicato più del dovuto spazio ad una proposta indicibile. Il Consiglio Comunale di Trieste ha respinto la mozione del quartetto antijugoslavo, che invitava il Sindaco "ad adottare i provvedimenti in suo potere per evitare che anche il 1° maggio di quest'anno compaiano, lungo vie e piazze di Trieste, simboli e personaggi che si richiamano all'ex Jugoslavia e alla dittatura titina; a invitare preventivamente gli organizzatori della manifestazione ad attuare la necessaria vigilanza affinché la celebrazione della Festa del Lavoro non venga infiltrata da tali provocatori e a sensibilizzare in tal senso le Forze dell'Ordine". E' emersa l'ovvia incompetenza del Consiglio Comunale a trattare tale questione, che sarebbe stata una ingerenza incredibile, anche se a dire il ve...

Quel messaggio di Pertini per Tito, ed il primo maggio di Trieste contro la mozione del quartetto antijugoslavo

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Maggio è il mese di Tito. Nato a maggio e morto a maggio. A Belgrado, nella prima periferia della città vi è il museo del 25 maggio, noto anche come mausoleo di Tito, o museo della storia Jugoslava. Per anni ed anni quel luogo, che accoglie Tito e dal 2013 Jovanka, era affollatissimo. Oggi, pur essendo quel luogo curato, non è più frequentato come una volta.  Non è difficile incontrare per i verdi viali che conducono alla sua tomba qualche anziano ancora commuoversi, perché Tito era amato dal suo popolo ed è stato rispettato fino alla fine, anche dai più importanti capi di Stato del mondo non a caso hanno presenziato al suo funerale o si sono recati nel "mausoleo" per porgere l'ultimo saluto a Tito. Una volta c'era Tito, amatissimo dal suo popolo. Il filmato, che si può vedere in una delle sale del museo, racconterà non tanto la sua vita, ma quello che lui ha fatto per la Jugoslavia, era per la Jugoslavia, ha rappresentato per la Jugoslavia, pur...