Bologna l'icona della street art del "nord est"

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Nessun miglior luogo di Bologna vi poteva essere per ospitare la mostra dell'artista anonimo più famoso dell'Universo mondo, Banksy, che con il suo ingegno clandestino è riuscito a compiere ciò che l'arte deve saper osare, far discutere e diventare protagonista ritagliandosi uno spazio nel vuoto cosmico culturale e intellettuale di una società spietata priva di ideologia e retta solo dal dogma assoluto del capitalismo, di cui Banksy ha saputo cogliere i suoi aspetti più controversi sbattendoteli in faccia con le sue opere sparse in ogni angolo di questa società. Dalla Palestina, a Venezia, passando da quella Bristol che ha conosciuto la più importante repressione dell'arte di strada che il mondo della street art abbia mai vissuto nel corso della sua opera. Bologna è una città in profonda metamorfosi, assediata come tutte le città di noialtri dal turismo, si omologa con le prime proteste comprensibili di cittadini che da Trieste a Bologna alzano la testa per dire no ad u...

L'albero del Maj con la bandiera rossa

Savogna d'Isonzo/Sovodnje ob Soči

La sera del 30 aprile si eleva verso il cielo un palo, enorme. Il palo di maggio. Tradizione che assume sfumature e connotati diversi a secondo delle varie località. In alcune zone dell'Italia centrale si ricorda solamente la festa dei lavoratori, le conquiste operaie. Un palo con in cima una bandiera rossa. Ma non sempre è esclusivamente l'albero "comunista" o "socialista". In alcune zone, ove è presente la minoranza slovena, sorge questo albero nella tradizionale festa del Maj, da qui l'albero del Maj, simbolo di prosperità, di benessere, e che in alcuni casi accompagna i giovani dall'adolescenza verso la maggiore età. Tradizione pagana, laica, profana per alcuni e spesso questo albero sorge innanzi ad una Chiesa, quasi uno scherzo, qualcuno potrebbe pensare. Ma in realtà nei piccoli borghi la piazza principale del paese vede sempre la presenza di una chiesa e visto che quel palo sorge spesso nel piazzale principale, questa "sfida" è a dir poco inevitabile.
In cima a questo palo, immenso, sventola spesso, non ovunque, una bandiera rossa e spesso anche lacci con i colori della bandiera slovena. Quando vedi quella bandiera rossa sventolare, l'emozione per alcuni sarà certamente forte. Per altri, invece, l'indignazione non è da meno.
Doberdò del Lago/Doberdob

Rupa

Selz di Ronchi/Ronke

Gabria/Gabrije
Nonostante di comunista oggi vi sia poco, un poco che trova consolazione in quella bandiera, che ricorda il senso del primo maggio, primo maggio che da queste parti è stato anche non solo il giorno della festa dei lavoratori, dei comunisti, degli operai, ma anche il giorno della liberazione dal nazifascismo grazie ai partigiani jugoslavi. Ed è per questo che quell'albero viene visto con sospetto se non con odio dai soliti noti. 
Da Selz di Ronchi a Doberdò, da Gabria a Savogna d'Isonzo, e così via camminando per alcuni Comuni dell'Isontino o sobborghi o quartieri ove tale tradizione è ancora viva, quell'albero di Maggio con la bandiera rossa non è una semplice tradizione secolare, ma il simbolo del riscatto dei lavoratori dall'oppressore, e se poi questo riscatto è coinciso con la liberazione di Trieste e Gorizia dall'occupante nazifascista, qualcuno, suo malgrado, dovrà pur farsene una santa o non santa ragione. 


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