Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

L'albero del Maj con la bandiera rossa

Savogna d'Isonzo/Sovodnje ob Soči

La sera del 30 aprile si eleva verso il cielo un palo, enorme. Il palo di maggio. Tradizione che assume sfumature e connotati diversi a secondo delle varie località. In alcune zone dell'Italia centrale si ricorda solamente la festa dei lavoratori, le conquiste operaie. Un palo con in cima una bandiera rossa. Ma non sempre è esclusivamente l'albero "comunista" o "socialista". In alcune zone, ove è presente la minoranza slovena, sorge questo albero nella tradizionale festa del Maj, da qui l'albero del Maj, simbolo di prosperità, di benessere, e che in alcuni casi accompagna i giovani dall'adolescenza verso la maggiore età. Tradizione pagana, laica, profana per alcuni e spesso questo albero sorge innanzi ad una Chiesa, quasi uno scherzo, qualcuno potrebbe pensare. Ma in realtà nei piccoli borghi la piazza principale del paese vede sempre la presenza di una chiesa e visto che quel palo sorge spesso nel piazzale principale, questa "sfida" è a dir poco inevitabile.
In cima a questo palo, immenso, sventola spesso, non ovunque, una bandiera rossa e spesso anche lacci con i colori della bandiera slovena. Quando vedi quella bandiera rossa sventolare, l'emozione per alcuni sarà certamente forte. Per altri, invece, l'indignazione non è da meno.
Doberdò del Lago/Doberdob

Rupa

Selz di Ronchi/Ronke

Gabria/Gabrije
Nonostante di comunista oggi vi sia poco, un poco che trova consolazione in quella bandiera, che ricorda il senso del primo maggio, primo maggio che da queste parti è stato anche non solo il giorno della festa dei lavoratori, dei comunisti, degli operai, ma anche il giorno della liberazione dal nazifascismo grazie ai partigiani jugoslavi. Ed è per questo che quell'albero viene visto con sospetto se non con odio dai soliti noti. 
Da Selz di Ronchi a Doberdò, da Gabria a Savogna d'Isonzo, e così via camminando per alcuni Comuni dell'Isontino o sobborghi o quartieri ove tale tradizione è ancora viva, quell'albero di Maggio con la bandiera rossa non è una semplice tradizione secolare, ma il simbolo del riscatto dei lavoratori dall'oppressore, e se poi questo riscatto è coinciso con la liberazione di Trieste e Gorizia dall'occupante nazifascista, qualcuno, suo malgrado, dovrà pur farsene una santa o non santa ragione. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?