Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

Immagine
Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Un primo maggio da Trieste a Capodistria


Un primo maggio sotto il segno della pioggia quello di Trieste,ed anche, dopo le note e faziose polemiche utilizzate anche per fini elettorali sulla presenza della bandiera del "crimine" quella della resistenza Jugoslava o della brigata Garibaldi, da curiosità. Ci sarà o non ci sarà? Come accade oramai da diversi anni, c'erano. C'era la bandiera ufficiale della Repubblica socialista di Slovenia, di Jugoslavia, della Brigati Garibaldi, c'erano magliette che ricordavano la liberazione di Trieste avvenuta per opera dei partigiani il primo maggio, c'era chi con il viso colorato con il, rosso, bianco e blu e la stella rossa, chi orgogliosamente con una toppa.


Non c'era per motivi tecnici e non politici la bandiera grande, quella che ha sventolato per qualche attimo a Trieste nel settantesimo della sua liberazione. Dunque nulla di nuovo. D'altronde la storia non la si può mica cambiare. Se il primo maggio a Trieste e non solo a Trieste coincide con la liberazione dall'occupante nazifascista, qualcuno il cuore in pace se lo dovrà pur mettere. Un corteo dignitoso nei numeri, molto significativo lo spezzone anarchico, che finirà anche in questo anno il corteo nella Piazza della Borsa, oltrepassando il palco dei sindacati rappresentativi di piazza dell'Unità, ed il tema per questo 2016 è stato il contrasto al massacro del popolo curdo ed al sostegno della rivoluzione nella Rojava e del confederalismo democratico.
Così come significativa la presenza di diversi migranti, con un proprio striscione, con il quale denunciavano le dittature presenti nei propri Paesi di provenienza. Il primo maggio a Trieste è giorno ove si rivendica e lotta per la libertà e non è solo la giornata della festa dei lavoratori, e comunque libertà e diritti dei lavoratori coincidono.

Dopo Trieste, una puntata a Capodistria, per un salto al contrario nella storia di questi luoghi. Perché la liberazione a Capodistria non è avvenuta il primo maggio, ma il 30 aprile del 1945, quando a Trieste iniziavano timidamente le prime forme di insurrezione. 

Dopo aver attraversato la strada delle vigne basse e verdi, giungi nella splendida Koper. Il bilinguismo è garantito, meglio che in Italia nei confronti degli sloveni, praticamente tutte le insegne delle attività commerciali sono tradotte in italiano, anche diverse indicazioni ed informazioni sono riportate in italiano ed è difficile che a Capodistria non si conosca l'italiano. Ma quello che ti ha colpito è il vedere pochissime bandiere slovene diffuse per la città, nei giorni in cui, pensi a Nova Gorica, ad esempio, queste bandiere ci sono, a ricordare la liberazione dall'occupante nazifascista.




Così come ti colpirà che la lapide che ricorda il 30 aprile del 1945 è "onorata" solo da una corona plastificata vecchia , senza neanche un fiore, così come neanche un fiore ci sarà sotto le statue degli eroi del popolo. E quello che ti sei chiesto è, quanto durerà ancora la piazza Tito a Capodistria? Che forse non ha superato pienamente gli effetti del trattato di Pace del 1947. 

Insomma, un primo maggio sotto il segno della riflessione, in un contesto europeo catastrofico, dove ritornano i peggiori estremismi di destra, i muri, reticolati, ma nello stesso tempo una Europa, vedi quello che accade a Parigi, che qualche segnale di lotta eppur riesce a darlo, nonostante tutto.



Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza