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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

L'Europa delle grandi ciacole su Giulio, complice di questo Egitto, insieme all'Italia...la grande vergogna continua!

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  Da un lato il mondo delle parole, risoluzioni, proclami, condanne, che diventano per dirle alla triestina ciacole, chiacchiere da bar, che hanno anche un valore di presa in giro, quando la realtà dei fatti ti racconta una storia diversa, fatta di sostegno attivo, economico e militare ad una delle peggiori dittature della storia egiziana.  Anche se l'esercito egiziano non è più dal 2025 tra i primi 15 al mondo per importanza, è ora al 19° posto, il sostegno agli armamenti e militare è continuato tanto da parte dell'Europa che da parte dell'Italia in modo sistematico e incessante. Questa estate ad esempio il comandante in capo delle forze armate e ministro della Difesa e della produzione militare Abdel Meguid Sakr hanno discusso con il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto di rafforzare la cooperazione militare. Ciò è avvenuto durante un incontro tra Sakr e il ministro della Difesa italiano in visita e la sua delegazione di accompagnamento, incontro a cui hanno part...

In Egitto massacrano un ricercatore universitario,boicottano la giustizia, ma vogliono la partnership tra università egiziane e italiane

Dire che hanno una faccia tosta è dire poco. Ma ci sta. Il loro mondo, malvagio, funziona così. Come in tutte le dittature. Cosa vuoi che sia aver sequestrato, massacrato ed ucciso un ricercatore universitario? Perchè si erano fatti le pippe mentali che fosse una cattivissima spia al servizio di qualche governo straniero chiamato a destabilizzare Al Sisi? Giulio era lì per fare il suo lavoro di ricercatore. E' caduto nella trappola della paranoia del regime egiziano, da cui non è più uscito e nulla si è fatto per poterlo salvare. E ancora oggi rimane inspiegabile come sia possibile che non lo si sia potuto salvare. In tutto ciò, mentre in Italia, il processo, contro alcuni esponenti degli apparati di sicurezza egiziani, procede, l'Egitto continua a relazionarsi con l'Italia come se praticamente nulla fosse mai accaduto. Ma il problema, come detto, non sono loro, ma noi. Noi come Paese che continuiamo a legittimarli, a sostenerli, a collaborare, e ora anche a valutare di ist...

L'Egitto continua a non essere dichiarato Paese insicuro ma Giulio non è finito nell'oblio

 Nel sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, nella scheda dedicata all'Egitto si continua a leggere che   " Dal 2011 l’Egitto è stato attraversato da profondi rivolgimenti politico-sociali ed il contesto politico-regionale relativo alla questione palestinese può avere riflessi sulla stabilità sociale e movimenti di protesta. I connazionali che si recano nel Paese per motivi professionali, di studio o turistici, devono essere pienamente consapevoli di tale contesto generale, così come dei rischi di detenzione o di altre misure coercitive connesse alla partecipazione ad attività politiche o anche soltanto a discussioni potenzialmente ricollegabili al contesto politico interno, come dimostra l’omicidio di Giulio Regeni. Come noto, nel 2016, è stato rinvenuto, vicino al Cairo, il corpo del giovane ricercatore italiano, torturato e barbaramente ucciso". I rapporti commerciali tra Italia ed Egitto continuano ad essere consolidati, si stipulano anche accordi...

In Italia non si parla più d'Egitto ma stiamo continuando a difendere e ad armare la dittatura militare di Al Sisi

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Mentre il processo per Giulio continua il suo cammino, nonostante l'assenza totale di collaborazione da parte del governo egiziano, non può non riscontrarsi che la normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto non solo è oramai consolidata ma a tutti gli effetti il nostro Paese contribuisce con l'Occidente alla difesa della dittatura militare di Al Sisi che per le riforme costituzionali a livello elettorale arriverà sicuramente fino al 2030 e difficilmente mollerà il potere anche dopo. L'ultima volta che si è citato Giulio nel sito governativo egiziano è addirittura il gennaio del 2023 quando incontrando l'ambasciatore Quaroni si scrisse: "L'incontro ha anche toccato il caso del Regeni e la cooperazione degli studenti italiani per trovare la verità e servire giustizia". Come ben sappiamo siamo nel mondo delle balle colossali, perché da parte egiziana il muro è sempre lo stesso e di accordi di cooperazione giudiziaria neanche l'ombra...

Nell'attesa della cooperazione giudiziaria che non c'è, i rapporti tra Italia ed Egitto decollano

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Il processo si farà. Solo ed esclusivamente grazie alla tenacia della famiglia di Giulio, al suo avvocato ed al popolo giallo che non si è mai arreso.  Perchè se fosse dipeso dalla politica italiana, la storia sarebbe già chiusa da un pezzo con un nulla di fatto. Otto anni oramai, dall'omicidio di Stato di Giulio, sono tanti, eppure nello stesso momento un niente. Se si pensa ancora oggi alle prime notizie della scomparsa di Giulio, agli annunci in TV, agli appelli e poi, a tutto quello che ne è conseguito, sembra di esser ancora fermi a quel 3 febbraio 2016, quando venne fatto ritrovare il corpo di Giulio abbandonato. Da quando venne rinviato in Egitto il nuovo ambasciatore, i rapporti tra i due Paesi si sono consolidati, paradosso del paradosso, ed alla grande come raccontano i numeri dell’interscambio tra Italia ed Egitto dal 2016 ad oggi...Eppure gli anni passano ed in questo contesto nessun governo italiano, come ben sappiamo, è riuscito ad invertire la rotta, dop...