I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino
C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità. Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero. Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" . Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo. Spaventoso. Pagato ...


questo articolo è una presa in giro o cosa ?
RispondiEliminaNon si possono paragonare. Udine è più un paese che una città. Un luogo piccolo tutto curato dove non succede mai nulla. Trieste non è certo grande ma è degna di essere chiamata come tale. Nel suo piccolo si fa inoltre sentire in tutto il mondo, per interesse storico, turismo, territorio, scienza. Al di la dei gusto di una persona che sono ovviamente soggettivi è oggettivamente meglio TRIESTE. Per piacere su....
RispondiEliminaParagonare Trieste ad Udìn è semplicemente offensivo; la prima è una stupenda città affacciata sul mare, la seconda un paese in mezzo ai campi. Peraltro non mi risulta che da Hollywood vengano a fare location a Udìn. A Trieste sì...🤣🤣🤣
RispondiEliminaNo stemo missiar la lana con la seda, dai...
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