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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Non siamo l'Ungheria di Orban, ma non crediamoci migliori degli altri

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No. Non siamo l'Ungheria di Orban. Diciamolo da subito. Ma smettiamola di reputarci migliori degli altri. Perchè in Italia un bel cazzotto alla democrazia l'abbiamo dato anche noi. E bello pesante. A partire dalla corsa all'autoritarismo regionale, a partire dal potere spropositato dei DPCM, delle FAQ, delle conferenze stampa che son diventate fonte di diritto. Mentre domina la surreale narrazione, andrà tutto bene, il Paese vive una strage, vive una catastrofe sociale ed economica durissima. Il Parlamento è diventato un qualcosa di inutile, finito quasi su chi l'ha visto. Si guarda un pò a quello che è l'effetto Orban in vari Paesi dei Balcani, ma anche noi non scherziamo. Non scherziamo mica. Abbiamo l'esercito nelle città con poteri di polizia, abbiamo i droni, si sta proponendo di far saltare in aria la privacy per una schedatura che rischia di essere indiscriminata, si utilizzano telecamere, foto cellule, si son identificati ad oggi 4 milioni di cittadini! ...

Trieste conquistata dai venti dell'Est.Dai muri dell'Ungheria, dal filo spinato sloveno, alla via della Seta

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Da Est non arrivano più venti "rivoluzionari" ma controrivoluzionari per usare un linguaggio di una volta. Caduto il muro di Berlino, è finita, nel bene o nel male, l'epoca del mondo diviso in due blocchi. Vi è stata una omologazione verso il vincitore di quella battaglia, di quella guerra, il capitalismo. Il comunismo è stato sconfitto. Certo, c'è ad esempio il caso cinese, che non si capisce cosa sia, tutto è certamente che un sistema democratico. Non che la democrazia per come funziona sia il top del top, ma sicuramente ritornare ai venti dei regimi non è proprio cosa consigliabile. Vedi cosa accade in paesi come l'Egitto, o in Ungheria. Quell'Ungheria che ora stringe accordi con Trieste. Magari giocando sull'immagine di quella retorica della Mitteleuropa che significa tutto e anche niente. Trieste conquistata dai muri ungheresi, oltre che dai capitali ungheresi, conquistata dai filo spinato sloveno, made in Polonia, e dalla via della Seta di un r...

Pericolose e irresponsabili provocazioni al Confine. Dall'Italia all'Ungheria, Slovenia e Croazia "sotto attacco"

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Da viva l'Istria, Dalmazia e Fiume italiana, al condividere cartine di "terre" perdute, si prendono di mira in particolar modo la Slovenia e la Croazia. Condotte sistematiche, casuali o non casuali, scivoloni o non scivoloni, una volta gettata la pietra, le acque si agitano, in un territorio già ai ferri corti per la questione delle acque di Pirano, che vedono quasi quotidianamente battaglie tra pescatori e autorità che sfidano i confini marittimi contesi, e le multe, intanto fioccano. Ma Slovenia e Croazia si uniscono però negli intenti contro alcune provocazioni  e non solo che arrivano dall'Italia e dall'Ungheria. Il Piccolo ha reso noto che sul profilo social del portale governativo ungherese è stata condivisa una mappa della vecchia Ungheria che denuncia lo smembramento del territorio. Il Tweet in questione è del 4 giugno. E rimanda a questa dichiarazione : "Il segretario di Stato Árpád János Potápi ha dichiarato che il trattato di Trianon ha...

Espressione

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Spremo il frutto dell'agrume sentimento perché mai possa io dissetare la mia voglia di libertà, perché possa sempre io assetare l'esigente libertà, e vivere l'eccitazione perenne nel labirinto umano dell'evasione evasa dal sogno perduto nell'attimo sperduto. Sì, evasione in tal prodromo esistenziale nell'arrivare senza mai esser giunti, nello sfiorare senza mai aver agguantato, nell'assaporare senza mai aver saziato la ricerca di quel gusto ora amaro ora dolce della libertà. Marco Barone M& G

Il silenzio del vento

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Silenziosamente è il vento dei mari del Nord, nel dipinto pennellato dallo sguardo sorpreso e ritrovato in quel guado ora silente, ora dormiente. Silenzio. Dorme il mare. Ho visto un color rosso unire la piazza del Ponte Rosso, con il sorriso di quella luna che nella notte del silenzio perduto ha baciato il buio del tempo avveduto. Scuote il sentimento senza nome la voce della Sacra Corona ungherese, con la violenza del passato non vissuto e dimenticato per quelle strade rese ove ogni libertà è persa, nella via non maestra di tal pensiero manifestato che ogni dissenso ha arrestato sulle rive del Danubio, nel vivo e doloroso dubbio che l'umanità è atroce nel perdurante errare. Silenzio. Dorme il mare. Ho toccato e sfiorato il complesso Kleine Berlin, tra le vie del Coroneo e le monotonie di Fabio Severo, in quella Trieste, che tanto ha sofferto, che tanto ha lottato per un passato qui ancor vivo e mai dimenticato. Ho visto il bu...