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Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

L'intrigo di via Massimi 91 di Roma

Via Massimi, nello specifico via Massimi 91, a Roma, nel tempo è stata oggetto di visite da parte di curiosi, appassionati del caso Moro, che è uno degli intrighi irrisolti più complessi della recente storia europea oltre che repubblicana. Su via Massimi da alcuni anni si sono accesi i fari, inchieste giornalistiche, programmi televisivi, indagini e studi autonomi di diversi gruppi organizzati e non di studiosi. Ognuno ha la propria versione, la propria teoria. I brigatisti o alcuni di essi partirono da via Massini per recarsi in via Fani, nella mattina dell'agguato? Si fermarono in via Massimi per il passaggio di "consegne"? In via Massimi ci fu la prima prigione di Aldo Moro? Oppure via Massimi non c'entrava nulla ed è stata tirata in mezzo per delle casualità e coincidenze che nel caso Moro sono diventate una norma a dir poco inquietante? Una cosa è certa, se nascerà la terza commissione d'inchiesta sul caso Moro, se il suo scopo sarà quello di voler contribui...

Via Rasella, uno degli episodi più controversi della storia della Resistenza, dove non c'è nessuna targa a ricordare il 23 marzo del '44

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  Su Wikipedia si legge:  L'attentato di via Rasella fu un'azione della Resistenza romana condotta il 23 marzo 1944 dai Gruppi di Azione Patriottica (GAP), unità partigiane del Partito Comunista Italiano, contro un reparto delle forze d'occupazione tedesche, l'11ª Compagnia del III Battaglione del Polizeiregiment "Bozen" , appartenente alla Ordnungspolizei (polizia d'ordine) e composto da reclute altoatesine. Fu il più sanguinoso e clamoroso attentato urbano antitedesco in tutta l'Europa occidentale.   Un fatto che ha scatenato profonde divisioni nella memoria della Resistenza e non solo, perchè a causa di quell'azione partigiana, i nazisti reagirono, secondo la legge della rappresaglia, di cui pare non si tenne conto, che comportò la morte di centinaia di prigionieri e decine di civili rastrellati nelle adiacenze della centralissima via Rasella di Roma.  Una targa è stata collocata in via delle Quattro fontane, che così recita : In memoria dei 10...

Se i segnali potessero parlare. L'affaire Moro

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  Tre colpi di Stato, almeno quelli conosciuti, evitati, intrighi internazionali pazzeschi, Roma come centro di gravità del terrorismo politico ed ancora oggi si hanno solo spiragli di luce su quel periodo storico che ha connotato la strategia della tensione ove, vi rientra, a livello temporale anche l'affaire Moro. Un sequestro durato 54 giorni, fino al ritrovamento del corpo avvenuto in via Caetani a Roma il 9 maggio del 1978. Non si tratta tanto della santificazione o demonizzazione politica di Aldo Moro, il punto della questione su cui nessuna commissione d'inchiesta e neanche le indagini giudiziarie i processi son riusciti a far emergere dall'ombra ciò che ha connotato quel fatto criminale è la commistione di diversi ingredienti politici, criminali, di interessi preminenti di Stato. Il caso Moro è probabilmente quello con più ombre tra i tanti eventi criminali delittuosi che si son verificati in Italia in quel drammatico periodo storico. Menzogne, depistaggi, cose non ...

L'assalto al Narodni dom di Trieste in un mondo dalla nostalgia "canaglia"

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Il 13 luglio del 1920 a Trieste al grido dannunziano di eia, eia, alalà, dannunziani, fascisti, nazionalisti, si diressero, indisturbati, deviando dal proprio percorso ordinario, verso la sede del Narodni dom. Non avevano mai potuto sopportare che la componente slava della città di Trieste potesse alzare la testa ed essere alla pari di quella latina, di quella germanica. Il disprezzo verso i popoli slavi era enorme. Lo presero di mira. Lo distrussero. Gli diedero fuoco. Fiamme fasciste, l a fiamma nera. Il rogo del Narodni dom a Trieste , premiato in Slovenia come il romanzo a fumetto dell'anno e pubblicato da Qudu Libri racconta in modo efficace di cosa stiamo parlando. Padre e figlio, uno disegnatore, l'altro storico, si son cimentati in un percorso ad ostacoli non da poco e lo hanno superato in modo convincente, narrando con semplicità quel fatto che ha segnato nella sua complessità la svolta nel confine orientale italiano, per il fascismo. Un mondo senza più apparentemente ...

Moro fu nascosto sotto il "naso" dei romani

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  Ancora oggi la vicenda del sequestro Moro è carica di misteri, di zone oscure, è stato d'altronde il caso dei casi, in quel tremendo periodo della strategia della tensione iniziato con la bomba di piazza Fontana, passando dalle prove tecniche di Trieste, per arrivare alla strage di Bologna. Ma forse in nessun atto come quello del sequestro Moro può esservi stato il coinvolgimento di una pluralità di soggettività così eterogenee da sembrare quasi surreale. Servizi deviati, mafie, terrorismo rosso, delinquenza comune, a personalità probabilmente insospettabili, fascisti, terrorismo internazionale, servizi esteri, passando dalle sedute spiritiche, e non è uno scherzo, ai depistaggi più clamorosi. Di tutto e di più in quei 55 giorni che hanno sconvolto l'Italia, con un sequestro di uno dei politici più importanti della storia repubblicana e fautore di quel compromesso storico che soprattutto dalle parti statunitensi non volevano neanche sentirne parlare. Osare un mi...

La versione delle BR sul sequestro Moro non è attendibile? I tanti dubbi della Commissione Antimafia

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Partiamo dalla fine della Relazione della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul fenomeno delle mafie  e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, del 2022, afferma che  "dopo più di quarant’anni dalla primavera del 1978, non si conosce ancora l’identità di tutti coloro che hanno sparato in via Fani".  E questa è una cosa gravissima, perchè a distanza di decenni ancora oggi ci sono dei buchi enormi sull'operazione del sequestro Moro ed è innegabile che la versione delle BR su alcuni episodi fondamentali ed alcune ricostruzioni tecniche effettuate nel tempo non risultano essere attendibili, perchè testimonianze, fatti oggetti e ricostruzioni di tutt'altro tenore evidenziano delle situazioni non compatibili con quanto da sempre dichiarato da diversi esponenti di primissimo piano di quella realtà terroristica italiana.  I dubbi della Commissione sono notevoli, proviamo a sintetizzarli. Le auto in movimento durante la sparatoria Afferma la C...

Se fu solo questione di "fortuna" l'operazione criminale del sequestro Moro e l'uccisione della scorta

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  Intorno alle 9 di mattina di giovedì 16 marzo 1978 si è scritta una delle peggiori pagine della storia repubblicana di questo Paese che è ancora piena di omissis e zone d'ombra sulle quali non si riesce a far luce. Film, inchieste, libri, commissioni, indagini, processi, eppure ancora oggi rimane impressa una circostanza che altro non può essere fatta ricadere, in base alle ricostruzioni "ufficiali", che nell'ambito della fortuna. La fortuna aiuta gli audaci si dice, quel giorno aiutò invece una banda di criminali che giocavano a fare la rivoluzione ispirandosi ai rivoluzionari sudamericani, uccidendo a sangue freddo e improvviso Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Domenico Ricci e Oreste Leonardi. In un colpo solo annientarono la loro vita e quella delle loro famiglie. Fu una questione di fortuna perchè il 16 marzo era la prima volta che il commando delle BR si ritrovava nei pressi del Bar Olivetti, nascosti dietro una siepe(!) sperando che da lì pas...

Il FVG paga le conseguenze dell'eccessiva italianizzazione, ma ancora non tutto è perduto

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Roma, è la capitale d'Italia, ed è la fotografia perfetta del nostro Paese. Un Paese degradato. D'altronde quando a pochi metri dal Quirinale o Montecitorio trovi erbaccia e sporcizia in una società dove l'immagine è anche sostanza,difficile maturare un pensiero diverso. Ma preferiamo continuare a perderci nella narrazione che Roma è la città più bella del mondo, quasi come una litania con la quale raggiungere la via consolatoria, cosa assolutamente soggettiva, perchè non lo è, Venezia, ad esempio è decisamente più bella di Roma. Capitale sopravvalutata e se fossimo un Paese non degradato e non incivile non meriterebbe di essere neanche più la capitale dell'ex Bel Paese. Verrebbe da dire, tiriamo de novo la linea di confine dalle parti di Visco, come ai vecchi tempi. Quei tempi che sono stati annientati da cent'anni di doping nazionalistico e che ora, da Grado a Trieste, si stanno valorizzando perchè si è capito che buona parte della nostra regione è ...

L'assalto alla sede della CGIL e l'assalto al Narodni dom di Trieste di cent'anni fa,la storia,più o meno, si ripete

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  Nel vedere e rivedere le immagini dell'assalto organizzato alla sede del più importante sindacato italiano, la CGIL, il tutto, nella sua meschinità, ricordava un qualcosa. Un qualcosa che avevi studiato, un qualcosa che avevi letto, un qualcosa che da tempo, qui, nel confine orientale, segna il dibattito anche in modo infuocato. Solo l'altro ieri il Consiglio dei Ministri, come ha reso noto la senatrice Tatjana Rojc, sempre in prima fila per la difesa dei diritti delle minoranze, aveva approvato il passaggio del Narodni dom alla comunità slovena. Ed il giorno dopo, a Roma, è accaduto quello che tutto il mondo ha potuto vedere. C'è chi ha pensato all'assalto al Campidoglio americano di questo inizio 2021. Una sola cosa è mancata all'assalto alla CGIL. Le fiamme. Con le fiamme si sarebbe battezzata la nuova deriva fascista del Paese. Non ci sono state le fiamme. C'è stato l'assalto di un manipolo squadrista di fascisti, armati di mazze e bastoni...

A Roma cancellate vie intitolate a firmatari manifesto della razza. I fascisti imbrattano le nuove targhe

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Cancellare le vie intitolate a nazionalisti, guerrafondai,razzisti e fascisti è doveroso. La storia cambia, nulla è eterno, tutto è in evoluzione, soprattutto quando i principi e valori umani che si ritengono voler inculcare anche attraverso i nomi dei luoghi, quelli con cui abbiamo a che fare ogni giorno, sono totalmente contrastanti, incompatibili, con i nomi di alcuni vie, di alcune città. Dopo secoli finalmente si mette in discussione Cristoforo Colombo, nei libri scolastici si legge che è stato uno sterminatore di indios. Come diamine è mai pensabile di poter continuare ad avere intitolate vie a sterminatori, torturatori e schiavisti? Lo stesso dicasi per i guerrafondai, nazionalisti, militaristi,  e razzisti antislavi, come D'Annunzio, a cui vie, piazze, e scuole intitolate si perdono, a partire da quel "dei Legionari" di Ronchi. Vie dedicate a Cadorna, Diaz, Duca D'Aosta, Timeus, esponenti del fascismo, addirittura ai firmatari del manifesto della razza, ...

Dal rogo dei libri in Polonia, al pane calpestato di Roma

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«Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone» Questa è la frase che si può ancora oggi leggere a Berlino a Bebelplatz, in ricordo del rogo di 25 mila libri compiuto dai nazisti. Contro i libri del male. La frase è del poeta tedesco Heine. Anno 2019. In una Polonia sempre più invasata dall'odio reazionario, si bruciano dei libri. Addirittura quello di Harry Potter. Istigano al male. Sono blasfemi. Come blasfemo è l'essere omosessuale e dichiararsi tale, in Brunei vieni lapidato, in città come Trieste, al #gaypridefvg , il primo della sua storia, viene negata la centrale piazza dell'Unità, perchè non in linea quell'evento con lo spirito di chi oggi governa la città. Si calpesta il pane per i Rom, a Roma, c'è chi invoca il rogo, in un Paese in preda all'odio sociale. E chi festeggia quando i migranti diventano cibo per pesci. Non è una banale guerra tra poveri, non c'entra niente tutto ciò. Nel calcio ritorna il ...

Le due sinistre opposte scese in piazza.Da quella insieme ai 40mila di Torino a quella invisibile dei 100mila di Roma

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Due manifestazioni importanti. Dal peso politico chiaramente ed evidentemente diverso. Una manifestazione a Torino, a sostegno della Torino Lione, che nel corso dei decenni ha subito contestazioni, stop, repressioni verso chi diceva no, militarizzazioni e quant'altro ancora. A cui ha aderito anche una parte della sinistra, o meglio quella che da alcuni viene considerata come tale, il Pd. Ed il tutto in un Paese che alle prime piogge è franato, collassato, con miliardi di euro di danni, con lo stato d'emergenza dichiarato in 11 regioni su 20. Si continua a parlare di grandi e inutili opere quando l'unica opera che servirebbe è solo la messa in sicurezza del territorio, già devastato sin oltre ogni limite di tolleranza accettabile. E poi una seconda sinistra. Quella dei 100 mila di Roma, Indivisibili sotto il segno dell'antirazzismo. E diventati invisibili. Totalmente ignorata dai principali media. Come se l'emergenza razzismo fosse finita, o fosse stata solo fuf...

Se per il Governo il problema non è la manifestazione di Casapound ma la partita Milan Juve e la contromanifestazione

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Il Governo ha risposto in data 20 maggio alla interpellanza urgente n. 2-01375 dell’On. Marco Miccoli ed altri su elementi ed iniziative di competenza in merito ad una manifestazione di CasaPound prevista a Roma per il 21 maggio 2016.  Come è noto il 21 maggio i "fascisti del terzo millennio" svolgeranno a Roma una manifestazione che si svolgerà anche a Madrid, Atene, Budapest il cui tema è l'Europa dei popoli in marcia. Come risponde il Governo, alle giuste rimostranze sollevate nella interpellanza? "GIANPIERO BOCCI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Grazie, Presidente. L'onorevole Miccoli lo ha ricordato adesso nell'illustrazione e, unitamente ad altri deputati, richiama l'attenzione sulla manifestazione convocata da CasaPound in occasione dell'anniversario della morte di un ideologo francese di estrema destra che si svolgerà domani, a Roma, in contemporanea con i cortei indetti da movimenti di analogo orientamento a Parigi, A...

Affonda la Barcaccia ed emerge il razzismo contro i “ barbari e vandali olandesi”

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Schiaveria barbarica. Così D'Annunzio prima, Mussolini poi , definivano i croati. Barbari, s'ciavi , appellativi violenti utilizzati in chiave razzista, ben noti soprattutto nel Confine Orientale. A ciò poi si aggiunge il canonico fattore dell'italiano che mai colpe ha, brava gente, che non realizza figuracce all'estero. Il tutto dimenticando e rimuovendo esperienze non tanto lontane, con riferimento al settore di alcuni tifosi “italiani” penso a Sofia nel 2008, canti fascisti ed inni per il Duce, od anche Wuppertal 2012 o Varsavia 2013 con tifo violento, scontri e risse. Certo, non sono stati colpiti monumenti cittadini, ma  penso che inneggiare per le vie di Sofia il duce non sia meno grave che scagliare una bottiglia di vetro contro la Barcaccia. E la Barcaccia affonda.   E mentre affonda emerge il razzismo nostrano. Solo una piccola parte di stampa ha circoscritto il  fenomeno  delinquenziale accaduto a Roma ad una categoria espressa, alcuni tifosi del ...

#Calcio: Piazza Affari aveva premiato la Roma ma dopo la sconfitta il titolo perde quotazioni, quale libertà nel calcio?

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Tra allibratori e borsa il calcio moderno è andato veramente oltre ogni limite. Business, affari, scommesse, proiezioni, quotazioni quale libertà nel calcio?  Piazza Affari alla vigilia di Juventus Roma aveva premiato la Roma, società che per la borsa, per continuare ad esercitare quello che si chiama trend positivo, deve ottenere ottime performance nel Campionato ma anche nella Champions League e nel prossimo mercato di gennaio. Dunque non è consentito sbagliare.Pena?Milioni di euro andati in fumo.  Basta una partita di calcio caratterizzata da qualche errore arbitrale, o di qualche giocatore per scatenare un putiferio che va oltre la dinamica sportiva, comprensibile e normale.  Ora si ricorre al ricatto della quotazione in borsa, dei danni economici maturati da chi scommetteva sulla vittoria della Roma invece che su quella della Juventus. Tutto ciò è inaccettabile  perché  trasforma letteralmente il calcio non più in un mero evento sportivo ...

Calcio: chi vincerà lo scudetto? Avranno ragione gli allibratori del calcio o ci saranno sorprese?

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Mancano ancora diversi giorni per la chiusura del calciomercato, ma il grosso è già delineato. Nel  settore  del  calcio-scommesse , la Juventus è data come favorita, si va da 1,9 per la Juve campione d'Italia al massimo di 2,4, segue, al secondo posto, la Roma da 3 a 3,5, al terzo posto si colloca il Napoli,da 5 a 5,4, al quarto posto l'Inter da 9,5 a 17, al quinto posto il Milan da 13 a 20 , al sesto la Fiorentina da 15 a 17 al settimo la Lazio 81 a 151 e chiude all'ottavo posto il Parma. Sarà questa la classifica finale del campionato italiano?  Se così sarà, si registrerà un grosso fallimento per le milanesi, che aspirano, nel mondo dei migliori sogni, ad oggi sogni illusori, di giocare la finale di Champions League 2016 nella propria città, a Milano. 

Manifestazione violenta, pacifica, tra media ed il nuovo patto Roma Sicura

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Di norma e per norma sistemica se le manifestazioni si svolgono in modo pacifico, se queste non sono utili, in un qualche modo, per importanti processi elettorali o politici, vengono semplicemente censurate dai circoli mediatici che determinano o governano l'opinione pubblica in Italia. Se le manifestazioni si svolgono in modo non pacifico, sicuramente si parlerà di queste o meglio delle “azioni violente”, più che delle tematiche che hanno determinato la convocazione della manifestazione, per poi essere utilizzate per reprimere il diritto di manifestare e legittimare azioni di limitazioni in tal senso.  Insomma, vi è un blocco di potere importante, difficile da sfondare, da condizionare, degno della peggiore P2.  A volte è proprio il sistema mediatico che rischia di incentivare la così detta violenza, poiché le continue censure od i continui comportamenti di mera indifferenza verso le tematiche che portano in piazza migliaia di persone non fanno notizia. La notizia dev...

Giorgiana Masi, ancora nessuna giustizia e verità ufficiale

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Nella seduta parlamentare del 13 maggio 1977, Pannella, gridava :“la verità si farà strada”. No, la verità non ha fatto nessuna strada e con essa anche la così detta ed invocata giustizia. A Roma, in quel maggio 1977, vi era l'ordinanza prefettizia che vietava ogni manifestazione fino al 31 maggio. Era la prima volta, nella storia della vita di Roma, dalla caduta del fascismo, che si attuava un divieto di simile portata. I radicali convocarono una manifestazione per festeggiare la vittoria del referendum sul divorzio.  Così si pronunciò la Bonino nel 13 maggio del 1977 “in piazza Navona, alla stessa ora, vi è stata una festa della televisione. Questo è quello che noi abbiamo saputo fare a questo punto. E l’abbiamo ancora cercato ripetutamente ( Cossiga ndr ). Il mattino dopo - ella lo sa - C’è stata una presa di posizione dei sindacati. Noi abbiamo detto che non ne avremmo fatta più una manifestazione politica, perché, in fondo, non ci importava, dal momento che ci ...

12 aprile: 1825 giorni di austerità, resterò seduto e non avrò paura

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Un sabato di  primavera . Un sabato di aprile per le strade di Roma in questo secolo nato sotto il segno dell'austerità. Ho visto persone smarrire le lacrime, ho visto persone partire lontano, ho viste persone salutarsi con la mano ed altre lasciare la mano alla disperazione.  Ho visto uomini e donne emigrare nelle terre del nord Europa, abbandonare la propria terra, sogni e certezze  , ho visto uomini e donne chiudere gli occhi e pensare a come fare per amare questa vita.  Ho sentito il lamento della speranza vibrare come il tuono in una notte qualunque e sconvolgere l'attesa.  Ho toccato l'abbraccio dell'addio all'illusione, in una stagione che non conosce più colori.  E la vita corre per la strada, una vita senza notte e giorno, una vita non più visionaria mentre ti perdi nel  perché  sei costretto ad allungar la mano e chiedere carità. Case vuote e sfitte, e la gente che vive sotto i ponti, dieci e cento e mille uomini ricchi e...