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Visualizzazione dei post con l'etichetta indignados

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Generazione ribelle

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Esiste, persiste e resiste. Sono in tanti, ragazzi e ragazze che se ne fottono della politica apicale ed elettorale, che non votano, ma che nel loro piccolo cosmo di idee, coltivando arte e passione, fregandosene dei pregiudizi e degli schemi precostituiti degli ordini sociali, dei moralismi bigotti dell'etica autoritaria, salveranno questo Paese ed il mondo interno dal destino cupo verso cui inesorabilmente sembra essere diretto come un treno ad alta velocità uscito fuori dai binari. E' una generazione attiva, è una generazione che al momento giusto alzerà la voce, si unirà ed il potere tremerà. Questo lo sanno i governanti, questo lo temono i governanti e l'alta borghesia, questo lo ignorarono i ben pensanti. Vivono l'amore, vivono i sogni, non conoscono le discriminazioni perché ripudiano le discriminazioni, non conoscono confini perché abbattono i muri dei confini, non conoscono la resa perché lottano giorno dopo giorno per conquistare un pezzo di strada,...

La "crisi" sta finendo?

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E' un tormentone, un tormento che sembra non finire più. Anzi, a scriverla tutta, sembra essere nati con la così detta crisi. Sono cinque maledetti anni che ogni giorno ci bombardano con crisi, spread, borsa, mercato, finanza, lavoro, disoccupazione. Cinque anni che non si parla d'altro. Cinque anni di totale assorbimento e siamo così impregnati dall'odore di questa crisi che non respiriamo altro ed alla fine è diventata normalità, talmente normalità che sembra sia sempre esistita. Probabilmente quando finirà, perché finirà, ci sarà qualche altro nuovo tormentone. Dalla questione sicurezza nazionale, per gli attentati alle Torri Gemelle, si è passati alla crisi, ed il tutto è nato sempre lì, in America. Ma non è questa una crisi paragonabile a quella del 1929. Sono fatti diversi, epoche diverse è tutto diverso anche il capitalismo è mutato nel suo perenne mutare e noi sempre a rincorrere ma con estremo ritardo. E' una meschina guerra tra capitalis...

Inidoneo? No, umano.

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A volte vorresti chiudere gli occhi e pensare che tutto ciò che scorrerà nella tua mente, sarà solo figlio di una società senza padre e senza madre, figlio di un tempo disumano destinato a rimaner tale solo in quell'incubo violento che ha scosso ogni sentimento,ogni emozione che mi spinge a credere di essere umano. Eppure la realtà che vivo a volte è peggiore di ogni perfida immaginazione. Racconterò una storia, una storia maledettamente vera e reale, una storia che la società italiana deve conoscere. Franca, questo è il suo nome, il suo cognome è anonimo, così come è anonimo tal caso per la maggior parte del popolo di questo non più bel Paese, ogni mattina, prima di recarsi al lavoro, si guarda allo specchio. Quello specchio che ha odiato, odiato da quando la malattia ha devastato il suo corpo, da quando la malattia ha turbato il suo normale vivere, da quando la malattia la ha resa, senza che lei si sia mai arresa, più umana di ogni essere umano. Ora vive e convive co...

Per sconfiggere la 'ndrangheta, è necessaria la guerra "civile"?

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Quella che ora scriverò sarà solo una provocazione, una provocazione degna di tal nome, sostanza, non poi troppo distante da quella realtà tetra che viviamo nella nostra società. Una provocazione scritta sotto forma di racconto. Giorno senza tempo, terra di Calabria. Pasquale osserva il mare. Quello che un tempo era il suo mare, un mare d'amare, ora è solo un mare da odiare. Ovunque macchie giallastre, rifiuti solidi disumani, galleggiano su quella che veniva chiamata la costa degli Dei. Ma anche gli Dei hanno bendato i loro occhi, abbandonando la Calabria al suo destino disumano. Pasquale osserva il mare. Mare, mare, perché sei così? Perché ti hanno ridotto così? Terra mia, terra nostrana, terra rossa ed aspra, profumo d'ulivo, profumo di mandorle, perso e smarrito nella bestialità disumana che ha ucciso la mia Calabria. Pasquale il mare ti ha rapito? Ciao Antonio, no, no, pensavo a cosa siamo arrivati. Guarda, guarda il mare, lo abbiamo distrutto, pe...

Chi può, vada via.

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Vigliacco, codardo, egoista, traditore, pensi solo ai cazzacci tuoi , e tante altre menate simili sono le frasi che qualcuno o qualcuna potrebbe sentirsi dire se decidesse di andare via. Via dall'Italia. Via da quella terra che ti ha conferito i natali, risurrezioni mentali e nessuna insurrezione reale. Forse sarà una considerazione maturata tardivamente, forse solo figlia di una rabbia e delusione tipica di questa epoca, oppure naturale effetto collaterale dello schifo Italia. In questo Paese non funziona niente, nulla. Tutti corrotti. Sistema corrotto e rotto. Dalla politica alla giustizia sempre più dipendente dalla politica e meno dipendente dal principio di quella indipendenza che dovrebbe rendere la giustizia giusta. Ma d'altronde i Giudici sono essere umani, figli di questo tempo, e salvo rari casi, devono rispondere al sistema di cui sono parte integrante. E' tutto finto. Una simulazione reale. Dal debito che mai verrà saldato, alla cr...

A Trieste ho incontrato la povertà.

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Avrei voluto e dovuto parlare o meglio scrivere o tastierizzare degli eventi censurati di Puerta del Sol, a Madrid,  dove per protestare contro la riforma del lavoro approvata dal neo-governo spagnolo gli indignati spagnoli subiscono cariche da parte della polizia, oppure dell'aggressione fascista, l'ennesima, accaduta a Massa, dove tali  aggressioni , realizzate da parte di gruppi organizzati di estrema destra, continuano a dilagare con una normalità a dir poco allarmante. Oppure del lavoro precario presso il Terminal Passeggeri di Venezia, per le navi da crociera. Mi era giunta una segnalazione. Un lavoratore che vuole mantenere l'anonimato, per non incorrere in ritorsioni, mi evidenzia alcuni problemi, diffusi e conosciuti, tra cui il fatto che se non hai "la pelle bianca", difficilmente potrai svolgere la mansione di addetto al Terminal Passeggeri. E' solo uno sfogo o questa denuncia risponde alla realtà? Sarà così anche a Trieste con l'arrivo ...

Il tempo della Rivoluzione è finito. Amen.

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Ascolto la bora bramire rabbia. Invade e conquista ogni spazio vitale, dormiente e pulsante emozione. Tremano le case, si ribaltano i mezzi di trasporto, spazzatura libera e vagante per le strade della Città deserta, però, nonostante tutto, la bora è una sensazione di vita da provare. Nonostante tutto Trieste senza la bora, non sarebbe Trieste. Sarà per via di questo freddo gelido, sarà per via il vento dell'Est, che turba e iberna ogni pensiero, che il non pensiero mi accompagna verso una lucidità mentale, incredibilmente dolorosa. Dolorosa perché devo prendere atto di una sconfitta. Non sarò in ogni caso disfattista, giammai, sarò propositivo, questo sempre. Ma è giunto il momento di ammetterlo. Abbiamo perso. Sì, abbiamo perso. Il Capitalismo nell'enorme menzogna teatrale dagli effetti ovvi e reali della Crisi, chi ha fucilato, ci ha ucciso. Ha ucciso ogni solidarietà sociale, ha ucciso ogni pretesa, ha ucciso ogni concessione, ha ucciso ogni dignità, ha ucciso ogni fi...

A Trieste arriva Moretti e la Stazione cambia veste.

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Un tempo,  ho visto un treno correre per i binari ghiacciati  nella selva umana lo ho sentito fischiare, ho ascoltato il suo fischiare. Oggi,  arriva il treno, le porte del vagone vagabondo, nel perdurante scricchiolio meccanico dell'era moderna, spalancano l'immensità del teatro vivente agli occhi dell'uomo rabbioso e silente. premessa: Con questo articolo completo la cornice dell'operazione apparenza ( 1 , 2 ) attuata a Trieste per la visita di Mauro Moretti. Il 2 febbraio, per Trieste, sarà la data delle date. Colui che è stato ex dirigente della CGIL nel settore trasporti, colui che è Sindaco di Mompeo, comune di 548 abitanti della provincia di Rieti, talmente piccolo che può essere amministrato telefonicamente, come accade, e vivere la presenza dell'attuale A.d del Gruppo FS Mauro Moretti, nel tempo libero di tal persona, ebbene, allieterà la Città di Trieste con la sua presenza. Ed i preparativi non son certo mancati. Sta...

A Trieste continua la "guerra" ai senzatetto tra panchine negate e voci di ronde notturne.

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 A volte basta poco. Basta poco per sollevar il problema, basta poco per vedere ciò che non si vuole vedere, vuoi per la frenesia, vuoi per apatia, vuoi per mera indifferenza. La denuncia che avevo sollevato giorni addietro sul caso Stazione Ts Centrale ed attacco ai senza tetto , è stata successivamente approfondita dalla stampa locale e nel complesso, dalla rete virtuale ma reale. Perché vere e vive sono le persone che si celano dietro il monitor di un pc e cercano di capire come funziona o non funziona il nostro tempo. E' emerso in sostanza che la questione sedute sottratte per ipotetici lavori di manutenzione straordinaria, non è altro che l'ennesimo attacco sferrato contro gli invisibili. Una linea che ha una strategia attuata nel corso del tempo, come il caso anche mediatico delle panchine segate di Piazza Venezia, come l'aver chiuso durante l' estate 2011 le fontanelle dell'acqua della Stazione di Ts Centrale, dalla quale i senzatetto, chiamati volgarme...

Sfidare la legalità, per il diritto legittimo.

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Legalità , intendendosi per tale quel corpo di norme, realizzate in conformità ai principi dettati dalla Legge. Legge , ovvero, l'insieme di norme che disciplinano il funzionamento della Società esistente. Legittimo , ovvero sostenere ciò che ha una valida motivazione. Diritto , rivendicazione individuale di una necessità esistenziale, figlia di esigenze siano esse naturali, culturali, sociali, consuetudinarie, che devono trovare affermazione all'interno della comunità in cui si vive. Da qualche tempo sostengo il concetto che è giusto sfidare la legalità, quindi, entrare nella sfera della illegalità, per l'affermazione legittima del diritto e mutare quindi l'illegalità in legalità sociale e collettiva, nata dall'azione anche del singolo individuo. Azione individuale con riflessi sociali e propositivi per la collettività. Il sistema in cui viviamo, è regolamentato da norme, leggi, edificate nel tempio del capitalismo, volte a sostenere quell'ordine insi...

Una canzone per me (Video)

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Eccola.  Una canzone per me. Una canzone che non ascolterete al Festival di Sanremo. Una canzone semplicemente per noi. Un testo nato per la rete, sulle pagine di  Reset , per uscire dalle maglie della prigionia del mondo virtuale ed invadere le strade ribelli ma ancora dormienti di una società che attende  laicamente di riappropriarsi di quel colore che la frenesia ha oscurato. Un  testo scritto da Marco Barone , e cantato dal cantautore di lotta di Trieste Fulvio Bozzetta , musicata da Fulvio Bozzetta e Sandra Triadan, e la regia del video nonchè lo stesso video è stato interamente e con grande passione, curato da BAAM Videomaker’s , nella persona di Lisa Miniussi e Diego A.Moimas.  Protagonista ribelle, sognatrice è una Trieste che guarda oltre ogni confine. Marco Barone M& G dedicata in questo momento sociale ...  ai Forconi in rivolta, liberi da ogni mafia, da ogni fascismo, dedicata ai tassisti in ...

Espressione

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Spremo il frutto dell'agrume sentimento perché mai possa io dissetare la mia voglia di libertà, perché possa sempre io assetare l'esigente libertà, e vivere l'eccitazione perenne nel labirinto umano dell'evasione evasa dal sogno perduto nell'attimo sperduto. Sì, evasione in tal prodromo esistenziale nell'arrivare senza mai esser giunti, nello sfiorare senza mai aver agguantato, nell'assaporare senza mai aver saziato la ricerca di quel gusto ora amaro ora dolce della libertà. Marco Barone M& G

Quanto è difficile essere Calabresi, Nomadi,Umani?

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Volevo scrivere del Comandante fuggitivo. Del Comandante che abbandona la nave che affonda, sulle coste di quell'Italia devastata dal degrado di tal società. Comandante fuggitivo, Comandante che obbedisce agli ordini del cerimoniale della sirena pubblicitaria, conosciuta da tutti, ora disconosciuta da tutti. Fugge per salvar il proprio essere. Rappresentazione dell'individualismo che corre corre per le strade occupate dall'indifferenza. Tutti sconvolti. Tutti coinvolti. Nel mentre penso e  giunge una segnalazione . Presa diretta affronta la problematica della 'ndrangheta nel Nord Italia. Si accende la scatola ipnotizzante le masse. Ecco il pentito che parla di "verità" e per tal motivo ha deciso di mandare in galera famiglie criminali. Per tale verità, ora non vive più sotto protezione. Per tale verità ora è il primo pentito anti-'ndrangheta che parla in TV. Non è che quel tipo, ravveduto (?) è solo uno strumento della 'ndrangheta? Tut...

Gli "indignati" vengono caricati in Piazza San Pietro ed il Vaticano approva.

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  Parlare di demagogia, in questo caso, è cosa da poco. La Chiesa per giorni ha protestato, in modo infuocato, per la pressante persecuzione che vivono i cristiani. Denunciando le situazioni vigenti in varie realtà, anzi creando una specifica lista in ordine decrescente: Corea del Nord, Afghanistan, Arabia Saudita, Somalia, Iran, Maldive, Uzbekistan, Yemen, Irak e Pakistan. Ma, nella giornata della tragedia della crociera che affonda, che metaforicamente rappresenta bene la situazione del nostro Paese, ovviamente manifestando il massimo rispetto per le vittime, accade che  gli indignati di Roma d enunciano sulla loro pagina facebook quanto segue: Una cinquantina di indignati di diversa nazionalità, tra cui spagnoli, francesi, inglesi e naturalmente italiani partecipanti dell'Agorà internazionale di Roma che si sta tenendo a P.zza San Giovanni dal 10 al 17 gennaio, un ragazzo francese al fine di convocare l'assemblea pubblica è salito sull'albero di Natale...

Le intimidazioni "ignorate" della 'ndrangheta .

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In questi giorni si è dato immenso, e dico giustamente, risalto alla vicenda di Giovanni Tizian. Minacciato dalla 'ndrangheta e soggetto alle misure di protezione personale conosciute volgarmente come scorta. Gli eventi che tanto clamore mediatico hanno suscitato anche nell'immaginario collettivo riguardano le vicende che riconducono in qualche modo alla 'ndrangheta, di come opera nel modenese, come denunciate da Giovanni nella Gazzetta di Modena. Chi pensava che l'Emilia Romagna potesse essere terra felice si è illuso ma nello stesso tempo ha ignorato quanto denunciato da tempo da varie realtà come la Commissione Antimafia. Per esempio, nella relazione della Commissione Antimafia del 2008, si legge che Altro territorio da anni invaso dalle famiglie calabresi è l’Emilia Romagna anche se con una presenza meno invasiva rispetto a quella di altre regioni settentrionali, visto che la regione non era tra le traiettorie fondamentali dei circuiti di emigrazione e il ...