Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

We are rebellious metropolitan


Io non ho avuto un nonno partigiano,
ma il suo pianto non è stato vano
per la nostra prigione,
mio padre non ha lottato per il 68,
non ha vissuto la battaglia di Valle Giulia e la P38,
mia madre non è stata femminista
ma
neanche bordighista,
eppure ho conosciuto il sapore della voglia di rivoluzione. 


Chiudo gli occhi, 
e penso,
e ascolto,
e odo,
e godo.
sì, godo nell'amplesso esistenziale,
perchè giungono voci di rivolta.
Ascoltatele,
ascoltatele,
ascoltatele...

We are rebellious metropolitan
we rebel the indignation,
we want the rebellious indignation
we are the train of the revolt
we want the revolution;
oh yea,
we want the revolution,
because we love the revolution,
because we are the revolution,
we are the metropolitan rebellious partisan.

And now dream the sound of the rebellion,
and now sound the dream of the revolt,
and now i write the love for the freedom,
we are the people, we are the liberty,
we are the love, you are the jail of the love,
now we destroy this jail,
now we destroy this jail,
and we free the love,
because we are the metropolitan rebels.


Marco Barone

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