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Visualizzazione dei post con l'etichetta sogno

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Pensieri tumultuosi

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La dignità non ha prezzo alcuno. La valigia in mano, un sospiro e l'attesa del volo per quella terra che si deve proprio amare. Mente occupata da mille pensieri tumultuosi.  Sogni disoccupati in cerca di occupazione. Esperienza di vita, e bbrezza di finta libertà concessa dal progresso umano. Dopo la breve o lunga attesa, ancora una volta semplice questione di prospettiva, dopo aver spogliato il proprio corpo da tutte quelle cose materiali che non permettono il superamento della linea di confine, ecco le parole di Seneca bagnare le ali del tumulto. "Ti prego Lucillo mio carissimo, fà' la sola ed unica cosa che può renderti felice: calpesta e distruggi questi beni che splendono solo esteriormente, che non dipendono da te ma ti sono dati da altri, dalla sorte; aspira al bene vero e godi solo di te!” Ecco l'eco nella sì lunga attesa.   Avanti e indietro aspettando quell'uccello meccanico che ti condurrà via in alto, li ove il cielo è sem...

Riprendiamoci i sogni

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Dicono che in questa crisi non vi è scelta,che si devono tagliare gli sprechi, che le persone, esseri umani, vite, vengono associate a cosa materiale che deve produrre ma quella non produttiva dunque viene concepita come spesa da tagliare. Dicono che la vita umana è una spesa. Dicono che la donna e l'uomo sono capitale umano, sono risorse umane per il lavoro, dicono che l'essere umano altro non è che un piccolo oggetto da manovrare per l'arricchimento altrui e soggetto senza diritti ma solo con doveri ed obblighi. Dicono che l'essere umano è solo un insignificante oggetto. Dicono che avere un lavoro vuol significare essere soggetti garantiti e dunque possono ben venire i tagli del salario perché tanto vi è chi il lavoro non lo ha e dunque che tale soggetto, che il lavoro lo ha , deve ritenersi fortunato ed in questa fortuna accettare ogni condizione e non essere più parte contrattuale nel rapporto di lavoro. Dicono che il lavoratore deve solo non pensa...

Se la vita è solo chimica

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Come è giusto che sia la scienza prosegue il suo cammino per cercare di comprendere il funzionamento dell'essere umano, però ogni nuova scoperta, ogni nuovo studio ogni nuovo passo sembra confermare che alla fine dei conti l'essere umano altro non è che una macchina, sì complessa, ma sempre una macchina. Emozioni, sentimenti, passioni, umori, sogni, incubi, tutto è spiegabile e decifrabile tramite formule e formulette, che se da un lato hanno il pregio di essere utili per contrastare alcune malattie, dall'altro lato invece rischiano di annientare il senso stesso della vita dell'essere umano. Che senso ha una vita spiegata fin dall'inizio e ridotta ad una semplice formula chimica? Perché se l'amore, l'odio, prendo come esempio i due massimi estremi ed opposti, altro non sono che semplici reazioni chimiche, l'umanità diventerebbe disumana, isterica, violenta. A cosa servirebbe la regola, la morale, l'etica? L'essere umano rischia ...

Eros contro Marte

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Colpiscimi pure, sentirò la lama della spada penetrare il mio corpo, ascolterò il lamento del sangue, macchierò la pelle con pennellate color rosso ardore, vedrò la furia immolare l'amore nella follia della passione. Colpisci, colpisci colpisci. Scolpisci la tua ira su questa carne, perché altro non sono che carne immolata in un tempo destinato a perir nella cenere del non sono. Marte non uomo, Marte è una Dea, una donna senza identità, protetta nel suo velo pesante come un macigno di montagna fermo sul precipizio della ragione, affascinante come una piuma trasportata dal vento nell'immensità dell'oceano senza inizio senza fine, violenta come l'ira figlia dell'amore tradito. Eros, uomo alla ricerca dello sguardo furioso di Marte, getta via il suo scudo, getta via i suoi veli, offre la nudità alla guerra, offre la nudità alla provocazione scandendo senza armonia alcuna solo ed in solitudine un lamento, colpiscimi, colpiscimi, colpiscimi. ...

Il caso TFA, ovvero Truffa formativa attiva.

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Parlerò ora di una questione che riguarda migliaia di persone, donne e uomini, che vivranno sulla propria pelle quel senso dell'illusione che alimenta vane speranze e lucri incessanti per i soliti noti. L'articolo 640 c.p. Al comma 1° specifica che Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.  Però esiste anche una Truffa non necessariamente penale, ma sostanziale, ovvero lucrare sulle speranze delle persone.  Il TFA, ovvero Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è un corso abilitante all’insegnamento istituito dalle università . Esso ha durata annuale e attribuisce, tramite un esame finale il titolo di abilitazione all’insegnamento in base alla variegata normativa esistente. Nel sito della Camera dei Deputati , quando si cerca la voce TFA, si legge nella premessa che il TFA altro non è che i l...

A volte la vita è come un film

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A volte la vita è come un film. Un film ove non comprendi quando sei il regista, l'attore o semplice comparsa. Un film ove ti sfugge ogni regia, colore o suono, semplicemente un film. Ma in questo film accade di conoscere persone, persone che si spogliano di quella maschera quotidiana che la burocrazia ti offre o impone, persone senza maschera, persone umane. Ho conosciuto l'umanità. Quel senso di umanità, una carezza di fratellanza laica e pura, che permette all'individuo di sentirsi regista e non semplice attore o mera comparsa di quel film che viviamo a volte senza consapevolezza a volte semplicemente perché lo si deve vivere. E' una società asociale quella che circonda i nostri pensieri e sentimenti. Cerco la verità, perché mi ribello alla falsità. Cerco la giustizia sociale, perché mi ribello all'ingiustizia di un sistema che opprime ogni risposta al perché. Eppure esistono dei perché che non possono divenire perché. Eppure esistono d...

Oggi non ho niente da dire.

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Ciò che scrivo è ciò che esprimo con l'eco del dubbio. Ciò che esprimo con l'eco del dubbio è ciò che penso. Ciò che penso è ciò che sconvolge, picchia, accarezza, violenta, bacia, il mio essere nessuno nel mare del qualcuno. Emozioni e pensieri, vivono l'atto dell'amore nel perdurante errare in una vita dove si deve osare. Osare nella voglia di essere ascoltati. Ascoltare. Non esiste la verità assoluta. La verità nella via dell'assolutezza diviene menzogna. Esiste la rappresentazione di una vita, la rappresentazione di una prospettiva. Le onde del mare triestino ora possono essere violente, ora irrequiete, ora irrilevanti, ora semplicemente onde di mare. Nessuna verità certa. E' proprio il senso del dubbio che deve condurre il tuo essere uomo o donna in quella strada. Una strada ove incontrerai il tuo pensiero. Forse accadrà in via della Bora, forse in via della Cattedrale, forse in una via senza nome. Ed odierai il tuo essere...

Chi può, vada via.

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Vigliacco, codardo, egoista, traditore, pensi solo ai cazzacci tuoi , e tante altre menate simili sono le frasi che qualcuno o qualcuna potrebbe sentirsi dire se decidesse di andare via. Via dall'Italia. Via da quella terra che ti ha conferito i natali, risurrezioni mentali e nessuna insurrezione reale. Forse sarà una considerazione maturata tardivamente, forse solo figlia di una rabbia e delusione tipica di questa epoca, oppure naturale effetto collaterale dello schifo Italia. In questo Paese non funziona niente, nulla. Tutti corrotti. Sistema corrotto e rotto. Dalla politica alla giustizia sempre più dipendente dalla politica e meno dipendente dal principio di quella indipendenza che dovrebbe rendere la giustizia giusta. Ma d'altronde i Giudici sono essere umani, figli di questo tempo, e salvo rari casi, devono rispondere al sistema di cui sono parte integrante. E' tutto finto. Una simulazione reale. Dal debito che mai verrà saldato, alla cr...

Devi andare via.

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Tornano e ritornano. E' una battaglia quotidiana. E' una battaglia personale. E' una battaglia che potrebbe essere la battaglia. Pensieri. Osservi i gabbiani svolazzare liberi e sopra la tua testa. Osservi persone prendere il sole sul Molo Audace. Osservi l'acqua del mare divenire sempre più aspra ed amara. Osservi il solito traffico. Tra chi confonde le vie della città come una pista da corsa e chi attraversa con lentezza le strade cittadine. Uomini e donne. Esseri viventi. Viventi. Una vita così strana, così vita a cui ogni benedetta laica mattina cerchi di conferire un senso. Un senso unico. Un doppio senso. Un senso senza ritorno. Poi chiudi gli occhi. Ti perdi tra il profumo di quel basilico contadino che ancora non hai assaporato, e la delicatezza dolce e tenera del bacio di quell'amore che hai avuto la fortuna di conoscere. Una conoscenza in continua esplorazione. Una esplorazione senza inizio senza...

Giornata internazionale della Poesia. E scrivo...

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Oggi, nessuna rima potrà abbracciare quella riva ove cammino, ove sospiro, ove ogni ove è presente. Ma la forza di andare contro, la forza di armare con l'inchiostro del calamaio la penna della speranza, in questo preciso e deciso istante è in fuga. Timore e paura di vivere l'astinenza dal consumismo, dal benessere materiale, dal danaro, vile danaro, sempre più avaro di umanità, vige. Un megafono urla per la gente, con la gente, tra la gente. Sveglia. I diritti sociali soffrono. La libertà soffre. La democrazia è sospesa. Spendi meno e continui a far la spesa, spendi meno e continui a comprar la benzina, spendi meno e continui a camminare, oltre quelle parole, oltre la lotta. Eppure spendi danaro, e neanche un momento del tuo tempo per ascoltare. E' un tempo malvagio, guerre e sofferenze, vendette e anime maledette anche dal loro dio, pregato ed invocato nel segno di quella croce nel profumo di quell'incen...

Bedda Sicilia

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Chiudo gli occhi e mi risveglio nella terra di Sicilia. Vedo il sole essere sole, osservo il tempo essere non tempo, ascolto il silenzio nel silenzio, tra il profumo del pane nero, ed il sapore amaro della scarola cotta, eccoti  Bedda Sicilia. Un senso di bellezza, che cela e nasconde la reale, senza più trono, Sicilia. Eppure sentirai , eppure vedrai, eppure ascolterai, eppure osserverai, la Bedda Sicilia. Ecco il senso del nascondere lo stato delle cose con il velo dell'elogio della bellezza. Strade senza strade, binari dei treni dormienti, case nate e morte disseminate e sterminate ovunque ed in ogni ovunque, libertà nella libertà esasperata, e divenire prigione senza libertà, incrociata in ogni contrada. Potresti recarti nella centrale via della Libertà di Palermo ed incontrare un motorino  che traina alla sua destra un Pony bianco ed alla sua sinistra una cavallo nero. Potrebbe essere un sogno surreale. Eppure è, in molti casi non casuali, la ...

Libertà per la poesia. Libertà per Zhu Yufu

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Una penna o una tastiera, un foglio di carta strappato al quaderno chiuso e rinchiuso nel cassetto senza più sogni, un monitor opaco  e avvolto in quella nebbia del fumo tempestoso di una rabbia che non ha più fuoco nè calore, scalfiscono nella mente che mente a questa epoca deprimente ogni passione e voglia di ribellione, la forza dell'andar contro. Andar contro quella corrente di Potere, mai sazio e dissetato, eppur sempre contestato, da chi vuol solo una vita solidale, una vita dove si possa ancora sognare, abbracciare ed amare quella speranza che ora sai anche odiare. Ed allora scrivo, scrivo per la libertà, scrivo per la libertà della poesia, per la libertà dei poeti ribelli e dissidenti, scrivo per Zhu Yufu scrivo per questo tempo vile e privo di ogni sentimento. La poesia non si processa, la cultura non si arresta. Ed allora, senza timore, io che conduco il timone del mio tempo, della mia vita, della mia libertà, grido ed urlo ogni oltre confine Liberate Zhu Yufu, ora!...

Il tempo della Rivoluzione è finito. Amen.

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Ascolto la bora bramire rabbia. Invade e conquista ogni spazio vitale, dormiente e pulsante emozione. Tremano le case, si ribaltano i mezzi di trasporto, spazzatura libera e vagante per le strade della Città deserta, però, nonostante tutto, la bora è una sensazione di vita da provare. Nonostante tutto Trieste senza la bora, non sarebbe Trieste. Sarà per via di questo freddo gelido, sarà per via il vento dell'Est, che turba e iberna ogni pensiero, che il non pensiero mi accompagna verso una lucidità mentale, incredibilmente dolorosa. Dolorosa perché devo prendere atto di una sconfitta. Non sarò in ogni caso disfattista, giammai, sarò propositivo, questo sempre. Ma è giunto il momento di ammetterlo. Abbiamo perso. Sì, abbiamo perso. Il Capitalismo nell'enorme menzogna teatrale dagli effetti ovvi e reali della Crisi, chi ha fucilato, ci ha ucciso. Ha ucciso ogni solidarietà sociale, ha ucciso ogni pretesa, ha ucciso ogni concessione, ha ucciso ogni dignità, ha ucciso ogni fi...

Uomo libero

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Onde ribelli inondano le piazze indignate sgomberate dalla bieca apparenza in un tempo ove senza altrove, l'età umana non si conta più in lustri, nell'epoca della meccanica frenesia, chiusi nei lor Palazzi vetusti, lor non Signori, decidono nella veste lugubre dell'Autorità, chi può anche perire nell'angolo della dimenticanza.  Ho conosciuto uomini e donne libere, dalla barba incolta per la società, imprigionata negli allori delle sue regole catene, ma colta per una vita nuda nelle strade sempre uguali ma non rituali. Ho conosciuto uomini e donne vagabondando nel silenzio della notte schiaffeggiato dall'imperiosa Bora, uniti dalla povertà, accolti dal degrado dimenticato, nascosti dalla Città che deve manifestar la sua gloria, la sua potenza, la sua magnificenza, la sua frivola essenza di muri cadenti, e fabbriche ardenti servitù. Chi per scelta, chi per costrizione, chi senza alcun perché, ha ritrovato la libertà nella libertà di vagabondare senza mai spegner qu...

Sfidare la legalità, per il diritto legittimo.

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Legalità , intendendosi per tale quel corpo di norme, realizzate in conformità ai principi dettati dalla Legge. Legge , ovvero, l'insieme di norme che disciplinano il funzionamento della Società esistente. Legittimo , ovvero sostenere ciò che ha una valida motivazione. Diritto , rivendicazione individuale di una necessità esistenziale, figlia di esigenze siano esse naturali, culturali, sociali, consuetudinarie, che devono trovare affermazione all'interno della comunità in cui si vive. Da qualche tempo sostengo il concetto che è giusto sfidare la legalità, quindi, entrare nella sfera della illegalità, per l'affermazione legittima del diritto e mutare quindi l'illegalità in legalità sociale e collettiva, nata dall'azione anche del singolo individuo. Azione individuale con riflessi sociali e propositivi per la collettività. Il sistema in cui viviamo, è regolamentato da norme, leggi, edificate nel tempio del capitalismo, volte a sostenere quell'ordine insi...

Una canzone per me (Video)

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Eccola.  Una canzone per me. Una canzone che non ascolterete al Festival di Sanremo. Una canzone semplicemente per noi. Un testo nato per la rete, sulle pagine di  Reset , per uscire dalle maglie della prigionia del mondo virtuale ed invadere le strade ribelli ma ancora dormienti di una società che attende  laicamente di riappropriarsi di quel colore che la frenesia ha oscurato. Un  testo scritto da Marco Barone , e cantato dal cantautore di lotta di Trieste Fulvio Bozzetta , musicata da Fulvio Bozzetta e Sandra Triadan, e la regia del video nonchè lo stesso video è stato interamente e con grande passione, curato da BAAM Videomaker’s , nella persona di Lisa Miniussi e Diego A.Moimas.  Protagonista ribelle, sognatrice è una Trieste che guarda oltre ogni confine. Marco Barone M& G dedicata in questo momento sociale ...  ai Forconi in rivolta, liberi da ogni mafia, da ogni fascismo, dedicata ai tassisti in ...

Gli "indignati" vengono caricati in Piazza San Pietro ed il Vaticano approva.

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  Parlare di demagogia, in questo caso, è cosa da poco. La Chiesa per giorni ha protestato, in modo infuocato, per la pressante persecuzione che vivono i cristiani. Denunciando le situazioni vigenti in varie realtà, anzi creando una specifica lista in ordine decrescente: Corea del Nord, Afghanistan, Arabia Saudita, Somalia, Iran, Maldive, Uzbekistan, Yemen, Irak e Pakistan. Ma, nella giornata della tragedia della crociera che affonda, che metaforicamente rappresenta bene la situazione del nostro Paese, ovviamente manifestando il massimo rispetto per le vittime, accade che  gli indignati di Roma d enunciano sulla loro pagina facebook quanto segue: Una cinquantina di indignati di diversa nazionalità, tra cui spagnoli, francesi, inglesi e naturalmente italiani partecipanti dell'Agorà internazionale di Roma che si sta tenendo a P.zza San Giovanni dal 10 al 17 gennaio, un ragazzo francese al fine di convocare l'assemblea pubblica è salito sull'albero di Natale...