Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta ferriera

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Ferriera Trieste, la Commissione Europea chiede informazioni alle autorità italiane

Immagine
Verso la fine del 2013 veniva presentata una interpellanza alla Commissione europea sul caso Ferriera di Trieste ed in particolar modo sull'inquinamento e sui rischi dei lavoratori. Questa risponderà il 3 febbraio 2014 con il provvedimento E-013087/2013 a cura di Janez Potočnik a nome della Commissione . Si accerta che “ Il valore obiettivo di 1 ng/m³ fissato dalla direttiva 2004/107/CE per il benzo(a)pirene, il marker per gli idrocarburi aromatici policiclici, è stato superato nel 2012 in due delle cinque stazioni di monitoraggio nelle vicinanze dell’impianto. Dal 31 dicembre 2012 gli Stati membri sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie, che non comportano costi sproporzionati, per assicurare che la concentrazione nell’aria ambiente non superi il valore obiettivo. Per quanto riguarda la protezione della salute dei lavoratori, le sostanze cancerogene sono disciplinate dalla direttiva 2004/37/CE che prevede, tra l’altro, l’obbligo generale del datore di lavor...

Una lettera indignata per chiedere la chiusura della Ferriera di Trieste

Immagine
Sono  intervenuto , nel mio piccolo,diverse volte sul caso Ferriera , di Trieste, ed in tutti i miei interventi sostenevo in sostanza questo concetto, chiudere la Ferriera, punto. E ben ribadendo che   lo Stato, responsabile di questa situazione di inquinamento costante, "dovrà risarcire i lavoratori accompagnandoli, con indennità economica dignitosa, sino alla pensione, e dovrà risarcire anche l'indotto così come tutti i cittadini e la Ferriera, a parer mio, andrà trasformata in museo, un museo storico e sociale, un museo del lavoro, un museo sul lavoro della Ferriera e nella Ferriera, un museo vivo e non mortuario per ricordare alle generazioni che verranno come non si deve industrializzare in città e magari qualche imprenditore e politico illuminato prima di decidere di annientare la vita di lavoratori e cittadini, se mediterà qualche tempo in più nel gabinetto della riflessione andando alla ricerca della pietra nascosta che recherà tal persona verso il buon senso,...

Google earth e la Ferriera di Trieste

Immagine
Chiude o non chiude? Questo è il perdurante dilemma che caratterizza la ferriera di Trieste, quello che è stato battezzato, come caso,  in tutta la sua drammaticità, come l'Ilva triestina. Mi scrive un mio caro conoscente e mi invita a fare un giro  virtuale su google earth ,  aggiornato teoricamente al 2014 per vedere ciò che non vorresti vedere.  Il color blu delle acque del golfo triestino e di Muggia divenire sempre con maggior insistenza  color rosso, un rosso bruno, un rosso inquietante, un rosso che non lascia presagire certamente il meglio. Certo , è una immagine probabilmente n on aggiornata, le foto satellitari hanno un costo, e google tende ad e ffettuare gli aggiornamenti con una periodicità a volte molto lunga,  e tutti ci auguriamo che al prossimo aggio rnamento le cose possano mutare, ma vederla ancora oggi quella foto reca viva indignazione. In ogni caso, l 'area è quella della vecchio ammasso di ferro ed arrugginito,...

La Trieste inquinata

Immagine
In questi giorni è esploso nuovamente il caso Ferriera, una caso che trova la sua causalità nella cattiva industrializzazione e pessima politica di Trieste, in strutture obsolete e che evidenziano il fatto che questa città non può più essere la pattumiera industriale d'Italia e non può essere compatibile con processi di industrializzazione invasivi e pesanti come quello della Ferriera. Una struttura vecchia che deve essere semplicemente chiusa. Il diritto alla salute, alla vita, viene prima di ogni altra cosa. Non si può e non si deve lavorare in siti pericolosi ed altamente rischiosi per la propria salute oltre che per quella della collettività. Lo Stato deve assumersi la responsabilità sociale del disastro potenziale e forse anche reale che ha favorito chiudendo sempre gli occhi. Occhi che la cruda e nuda realtà ti costringe ad aprire con l'urlo del dolore e della sofferenza umana. Trieste è altamente inquinata. Lo diceva e lo scriveva l'ARPA nel prog...

Eva il simbolo della siderurgia triestina

Immagine
Percorrendo le rive triestine, lì fermo ed immobile come quel tempo che mai potrà esser rimosso da ogni ignoranza disumana, giace il simbolo della siderurgia triestina. Si chiama Eva. Eva in cerca del suo Adamo, ma corteggiata dall'amo invisibile di quell' Ursus che si pone innanzi al suo essere storia. Quell'Ursus che dalla via Valdirivo di Cergoly mostra tutta la sua maestosa eleganza. Quell'Ursus che sfugge alla viltà di questa società. Eva una grande lingottiera per acciaieria prodotta negli anni della riconversione post-bellica dalla Ferriera di Servola. E' stata la seconda dei primi due pezzi “colati nella nuova fonderia Lingotterie, impianto che fù per 25 anni tra i più grandi e moderni del mondo, dismesso negli anni '90, superato da nuove tecnologie”. Questo è quanto si legge in una targa macchiata dal solito e non insolito vandalismo metropolitano. Come il corpo di Eva. Rispetto? Lungi da ogni speranza di civiltà. ...

I lavoratori della Ferriera contestano i sindacati

Immagine
Trieste ha vissuto un lunedì particolare. Particolare perché un corteo di un centinaio di lavoratori della Ferriera che dal 2015 rischia praticamente la chiusura ha manifestato per le vie della città per arrivare fin sotto la Prefettura triestina dove dalle 17 alle 19 e 30, sindacati, Sindaco ed autorità locali hanno incontrato i rappresentanti dell'azienda. Fino alle 19. 30 tutto ordinario. Poca cittadinanza presente, ma i lavoratori hanno continuato ad occupare Piazza dell'Unità, tra fischi, qualche colpo di casco sul manto della piazza e tanta attesa. Poi ecco i rappresentanti sindacali uscire dal portone della Prefettura. Salgono sopra una panchina. Si parla di sicurezza ed ambiente, ma i lavoratori chiedono di sapere del loro futuro. La situazione è drammatica, hanno in cassa solo 40 milioni di euro ...Queste le parole che si sono riuscite ad ascoltare e subito interrotte da contestazioni. Operai che urlavano, noi abbiamo una famiglia da sfamare,...

Se la Procura Statalizza un call center

Immagine
A fine agosto proponevo, non solo in via provocatoria, la statalizzazione delle aziende a rischio. Intendendo per tali quelle che per esempio non rispettano i parametri di legge in ambito di tutela ambientale e tutela della sicurezza dei lavoratori oltre che della collettività, oppure le aziende che rischiano la delocalizzazione a causa dell'economia imposta del mercato, oppure di quelle aziende che hanno ricevuto e continuano a ricevere contributi pubblici solo per incrementare il proprio profitto e non la sicurezza sociale, il diritto al lavoro e del lavoro. Ebbene, il procuratore aggiunto della Dda milanese, Ilda Boccassini, che ha coordinato l'aspetto milanese di una recente inchiesta che ha portato all'arresto di numerosi 'ndranghetisti ha affermato in sostanza che la Blue Call, azienda che gestisce numerosi call center e che ha subito l’infiltrazione della cosca della ‘ndrangheta dei Bellocco, dopo l'inevitabile sequestro ”verrà gestita ora dallo Stat...

Genova e Trieste, due città di mare e amare per i lavoratori

Immagine
Il Caso Taranto si ripercuote su Genova ma in qualche modo anche su Trieste. L'Ilva di Cornigliano è strettamente connessa all'Ilva di Taranto, se chiude, come sembra inevitabile, l'Ilva di Taranto, anche i lavoratori liguri vedranno il proprio futuro denso di precarietà. Ma anche Trieste è condizionata dalla vicenda Ilva di Taranto. Il caso Ferriera, che in qualche modo già nel 2003 aveva anticipato, a livello di procedimento legale quello che ora accade a Taranto, guarda l'evoluzione di Taranto, perché la situazione è simile, uno stabilimento vecchio, che necessita di una ristrutturazione integrale, perché inquinante, perché non più compatibile con le giuste ed ordinarie esigenze che devono garantire il diritto alla salute dei cittadini ma anche dei lavoratori. Ma non è giusto che siano i lavoratori a pagare il prezzo della speculazione, della cattiva industrializzazione, ed una soluzione alternativa deve essere pensata seriamente. Genova e Trieste, ...

Pronti a tutto? Nazionalizziamo le grandi imprese

Immagine
Finalmente in questi giorni si parla di lavoro, dei problemi del lavoro, dei problemi del precariato, dei problemi delle speculazioni industriali, dei soliti problemi che affossano l'Italia. Problemi che possono avere due soluzioni, o adottare un processo riformista, l'ennesimo, all'interno di un sistema fallimentare, o semplicemente andare oltre il capitalismo. Chiamatela rivoluzione, catastrofe sociale, chiamatela come volete, ma le alternative sono queste. Dunque o allungare l'agonia per la morte certa, o edificare un nuovo sistema sociale partendo con gli strumenti già esistenti. Il caso Ilva, il caso Alcoa, giusto per citare i più recenti, ma si potrebbe parlare del caso Fiat, del caso Ferriera di Trieste, del cementificio di Vibo, del polo industriale di Gela e così via dicendo, rappresentano il fallimento, non demagogico, ma reale, di una politica clientelare, di una politica che ha regalato soldi pubblici, dei cittadini, nostri, per arricchire ...

Il 5 settembre riapre il Parlamento, ecco i lavori

Immagine
Dopo le ferie, si ricomincia. Le aule della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica ritorneranno ad essere protagoniste del solito ed ordinario parto di norme, ed atti normativi a volte noti a volte meno noti. La Camera dei Deputati dedicherà i primi suoi due giorni di lavoro, ovvero il 5 e 6 settembre 2012, alla ratifica di vari provvedimenti, rispolverati giusto per ricominciare con la giusta lentezza. Si ratificheranno atti a dir poco particolari, che spazieranno dai rapporti con il cinema cinese, alle doppie imposizioni con la Mongolia. Infatti, avranno quasi certamente il via libera l'accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare cinese, firmato a Pechino il 4 dicembre 2004, la ratifica ed esecuzione dell'Accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra, fatto a Bruxelles il 10 maggio 2010 (C. 5076 );...

Finito il regime Cip6 la Ferriera triestina chiuderà, che fare?

Immagine
Chiude o non chiude, dilemma sociale, forse epocale, perché ben rappresentativo della situazione oggi vigente. La Ferriera di Trieste, il cui primo nucleo originario sorgeva ad opera della Società Industriale della Carniola (Krainische Industrie Gesellschaft) nel lontano 1897, oggi facente parte del gruppo Lucchini, controllato a sua volta dal gruppo russo SeverStal, continua a far discutere. Il Gruppo Lucchini ha vari siti produttivi sparsi per l'Italia, Piombino, Trieste, Lecco, Condove, Bari. Il sito triestino produce ghisa, anche se il vero punto forte è rappresentato dalla cokeria, che produce una quantità di coke superiore a quella necessaria all’impianto triestino e che pertanto viene spedita a Piombino per alimentare i forni del sito toscano. La produzione di Trieste viene venduta soprattutto alle acciaierie a forno elettrico del nord Italia ed alle fonderie di ghisa. Ma in realtà non sembra essere grande l'attenzione del gruppo Lucchini/SeverStal ...