I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Eva il simbolo della siderurgia triestina




Percorrendo le rive triestine, lì fermo ed immobile come quel tempo che mai potrà esser rimosso da ogni ignoranza disumana, giace il simbolo della siderurgia triestina.
Si chiama Eva.
Eva in cerca del suo Adamo, ma corteggiata dall'amo invisibile di quell' Ursus che si pone innanzi al suo essere storia.
Quell'Ursus che dalla via Valdirivo di Cergoly mostra tutta la sua maestosa eleganza.
Quell'Ursus che sfugge alla viltà di questa società.

Eva una grande lingottiera per acciaieria prodotta negli anni della riconversione post-bellica dalla Ferriera di Servola.
E' stata la seconda dei primi due pezzi “colati nella nuova fonderia Lingotterie, impianto che fù per 25 anni tra i più grandi e moderni del mondo, dismesso negli anni '90, superato da nuove tecnologie”.
Questo è quanto si legge in una targa macchiata dal solito e non insolito vandalismo metropolitano.
Come il corpo di Eva.
Rispetto? Lungi da ogni speranza di civiltà.
Ma Eva è simbolo anche della lotta proletaria.
Del sudore e della fatica operaia.
Le maestranze posero a ricordo delle ricorrenti lotte per il proseguimento della tradizione siderurgica cittadina.
Quanta poesia, quanta storia, quanta vita, in una colata di fatica.
Perché il lavoro è fatica.
E tutto questo spesso passa inosservato.
Quanti superano Eva senza soffermarsi a sfiorare con il proprio tatto quella storia che ha reso gigante oltre ogni confine l'eco di Trieste?






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