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Visualizzazione dei post con l'etichetta amministrative2022

La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Quell'esercito di 37 mila non votanti nel goriziano, siamo al minimo storico di votanti

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  Come prima cosa bisogna ricordare l'ovvietà, ovvero che il Sindaco lo decide chi a votare ci va. Ma chi viene eletto ad amministrare un Comune, a cui sportivamente va riconosciuto il merito della vittoria, così come chi chiamato ad esercitare il ruolo dignitoso e fondamentale dell'opposizione, non può non tenere conto di quella “tragedia” politica che continua ad affermarsi in modo impattante anche nel nostro territorio. Vi è un esercito nel goriziano, in queste amministrative 2022, di ben 37 mila cittadini che hanno deciso di non esercitare il proprio dovere civico e diritto costituzionale di voto in una regione quale il FVG dove complessivamente a questa tornata si è raggiunta la soglia del 50,8%. Scelta legittima, d'altronde anche il non voto è una forma di voto. Un voto che esprime contrarierà alle scelte offerte dalla politica, sia essa maggioranza, sia questa opposizione, un voto che esprime forse anche disinteresse, oppure protesta. Non c'è una solo ed esclusiv...

Monfalcone "solidale" un laboratorio per la sinistra e un nuovo modello sociale se pol

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Sarà per effetto della pandemia, sarà per effetto della crisi sociale ed economica, sarà che le tradizionali ricette anacronistiche ed identitarie delle destre hanno trovato il loro tempo superato da una realtà in continua mutazione, che qualcosa di significativo potrà accadere proprio dalle parti di Monfalcone passata alla storia come la "Caporetto" della sinistra dopo le ultime elezioni amministrative. E la sinistra riparte da Monfalcone con le sue istanze tanto radicali, quanto necessarie, senza più doversi nascondere dietro il dito del non si può dire, perché troppo di sinistra. Se le destre non hanno mai avuto difficoltà nel rivendicare il proprio status, il proprio volto, le sinistre si son sempre dovute mascherare, spesso annullare, per non apparire troppo di sinistra, ed essere esclusive. Ora a Monfalcone la sinistra si presenta pienamente con le sue ricette tipiche, con una candidata sindaca che da sempre si è impegnata nelle battaglie locali e sociali, ...

Quante belle parole su geografie a Monfalcone, ma cosa si è fatto per valorizzare realmente le culture "straniere"?

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A poche settimane dalle votazioni, che vedranno anche la città di Monfalcone essere chiamata al rinnovo del governo cittadino, troverà spazio l'importante evento culturale geografie, che nelle altre edizioni veniva svolto nel periodo settembre/ottobre. Nella premessa che introduce l'evento, il sindaco attuale di Monfalcone che praticamente da sei anni è in carica con questo ruolo, tende a scrivere che a Monfalcone, luogo di miti e leggende( va bene, quali non è dato sapere) il festival geografie può interpretare il senso e la metafora  della vita e della storia, la partenza, il percorso, l'arrivo, attraverso il viaggiare nel tempo e nei destini degli uomini nelle loro culture e avventure. Con Monfalcone sostanzialmente come protagonista. Pensieri bellissimi, dalla grande poeticità. Ma verrebbe da domandarsi, senza pregiudizio, ma concretamente, cogliendo lo spirito di queste straordinarie parole, cosa è stato fatto in questi sei anni di amministrazione leghista per valorizz...

Monfalcone ha perso l’occasione di diventare un “modello“ per la scuola, una svolta è necessaria

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  Come è ben noto Monfalcone è l’unica città in FVG che vede aumentare il proprio numero di abitanti, andando verso quota 30mila. Ciò avviene grazie ai cittadini di nazionalità straniera. Monfalcone poteva divenire un laboratorio sociale di integrazione, si ha la sensazione, in verità, che sia diventata tutt’altro che un modello da seguire. Di vicende incresciose ne abbiamo commentate tante in questi anni, come dimenticare quanto accaduto per le questioni delle “liste” d’attesa o del fantomatico tetto per gli alunni di nazionalità straniera? Da osservare che negli stessi anni in cui a Prato, che è la provincia italiana con la più alta percentuale di "stranieri", arrivano i primi bambini cinesi ad iscriversi nelle scuole locali, a Monfalcone iniziavano ad arrivare i bambini bengalesi. La scuola è il cuore dell’integrazione, è il pilastro più importante. Prato ha avuto la capacità, nonostante svariate difficoltà, di sperimentare pratiche inclusive, di diventare u...

Monfalcone: passare dall'io, al noi

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François-René de Chateaubriand disse che quasi sempre, in politica, il risultato è contrario alle previsioni. E nel caso delle elezioni amministrative di Monfalcone, nulla è assolutamente scontato. Le primarie cittadine hanno ben insegnato l'attualità di questa massima dello scrittore francese. È innegabile che le elezioni monfalconesi avranno una valenza che andrà ben oltre la semplice questione amministrativa e ben oltre l'interesse locale. Saranno elezioni da un chiaro significato politico e dal rilievo regionale se non nazionale. Monfalcone, sei anni or sono, conobbe la “Caporetto” della sinistra. Adesso, dovrà essere metaforicamente il momento della “Vittorio Veneto” della sinistra. Per fare ciò a Monfalcone si son determinate le condizioni politiche probabilmente giuste, pur essendo la strada in salita. Il tempo della destra e della sinistra superate dalla storia, è stato chiuso nel cassetto di quel qualunquismo politico che ha avuto come effetto, paradossalmente, di sp...

Duino Aurisina, Monfalcone, Ronchi e quella voglia di cambiamento per il 2022

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    Dove finisce Ronchi, inizia Monfalcone, dove finisce Monfalcone, inizia la provincia "politica" di Trieste ed il comune di Duino Aurisina. Tre comuni che si pongono in continuità, messi insieme avrebbero una superficie circa di 82 km² cioè quasi la stessa superficie che ha la città di Trieste, e la stessa popolazione di Pordenone di circa 50 mila abitanti. Tre comuni diversi, attualmente guidati da amministrazioni di centro destra o destra, e che avranno in comune la scadenza del mandato elettorale dei rispettivi amministratori, nel 2022 si torna al voto e c'è voglia di cambiamento?  Se ne parla come è normale che sia. A Duino Aurisina vi è chi si lamenta per la non tenuta brillante della cittadina, e soprattutto per le attenzioni fin troppo "Sistiana centriche", politicamente c'è stata negli ultimi decenni alternanza tra governi cittadini di destra e sinistra passando da liste civiche, e se questo schema verrà rispettato, nel 2022 ci sarà un nuovo corso...

A Monfalcone occorre liberare la città da alcune vie, piazze e targhe e cippi simbolo del revisionismo storico ma anche brutture come la scritta Monfalcone

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Per la Treccani, revisionismo storico si intende nell'ambito della storiografia, quella tendenza a modificare interpretazioni storiche ormai consolidate, specialmente sulla base di ricerche volte a riconsiderare particolari aspetti dei fenomeni che ne costituiscono l’oggetto. E fin qui nulla di male. Basta pensare per esempio alla figura di Cristoforo Colombo che in America sta comportando delle mobilitazioni di massa incredibili che hanno portato alla distruzione, alla decapitazione di statue dedicate a questo personaggio simbolo non solo della scoperta dell'America, ma di schiavismo. Poi, esiste l'altra medaglia del revisionismo. Quella negativa, quella diffusa soprattutto nell'ambito dei nostalgici del ventennio fascista, ma che ha raggiunto anche universi più moderati, che nulla hanno da spartire con il fascismo, ma accecati spesso dalla repulsione verso ogni ideologia, che ha portato questo mondo moderato a mettere sullo stesso piano fascismo, nazismo e comunismo...

Monfalcone è al suo punto di non ritorno?

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28 mila anime sono residenti a Monfalcone e quasi 8 mila di nazionalità straniera. Un contenitore con decine di nazionalità diverse che non si guardano neanche in faccia. Forse al bar intorno ad un bicchiere di birra si riesce a condividere qualche momento di comunanza, ma nulla di più.  Ognuno per conto suo. A Monfalcone per capire lo stato delle cose basta vedere dove il dibattito ultimamente è incentrato, ovvero sull'incredibile rifacimento della centralissima piazza della Repubblica. Dopo neanche vent'anni si spendono alcuni milioni di euro per soddisfare i gusti, discutibili tra l'altro, del momento. Il dibattito è incentrato se ricollocare un lampione che ricorda i cent'anni monfalconesi sotto l'Austria, e non accadrà, o ricollocare una colonna che ricorda la Serenissima, con tutta la retorica nazionalista italianissima rispolverata in una città che di italiano non si sa ancora oggi cosa abbia veramente. Visto che quando cammini per Monfalcone entri dentro una...

A Monfalcone per liberare la città dal leghismo servirà un mezzo miracolo, da soli non si va da nessuna parte

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Nel 2022 a Monfalcone si rinnoverà il parlamentino locale. Ma già da questa tormentata estate si inizia a parlare di elezioni. #Monfalcone22 sarà oramai la normalità nella discussione cittadina. Per non arrivare all'ultimo momento con il fiato sul collo. E siamo alle solite. In casa della sinistra si inizia già a "litigare". Ma con le solite si finirà con il solo prolungare l'agonia che martella la città da quando è caduta la "sinistra". L'autocritica non c'è mai stata in questi anni. Lo shock è stato così grande che si è preferito un silenzio da monastero di clausura che un mea culpa. Certo,con i mea culpa non si conquista il mondo, ma almeno si possono chiudere i conti in sospeso senza incrementare gli interessi che prima o poi si rischiano politicamente di pagare. Quello che è accaduto durante questi anni di leghismo lo abbiamo ben visto. Se è emerso il grande bluff con la Fincantieri, perchè ora si è finalmente capito anche dall'altra parte d...