Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Duino Aurisina, Monfalcone, Ronchi e quella voglia di cambiamento per il 2022

 


 

Dove finisce Ronchi, inizia Monfalcone, dove finisce Monfalcone, inizia la provincia "politica" di Trieste ed il comune di Duino Aurisina. Tre comuni che si pongono in continuità, messi insieme avrebbero una superficie circa di 82 km² cioè quasi la stessa superficie che ha la città di Trieste, e la stessa popolazione di Pordenone di circa 50 mila abitanti. Tre comuni diversi, attualmente guidati da amministrazioni di centro destra o destra, e che avranno in comune la scadenza del mandato elettorale dei rispettivi amministratori, nel 2022 si torna al voto e c'è voglia di cambiamento?  Se ne parla come è normale che sia. A Duino Aurisina vi è chi si lamenta per la non tenuta brillante della cittadina, e soprattutto per le attenzioni fin troppo "Sistiana centriche", politicamente c'è stata negli ultimi decenni alternanza tra governi cittadini di destra e sinistra passando da liste civiche, e se questo schema verrà rispettato, nel 2022 ci sarà un nuovo corso politico nel comune che dal Carso scivola verso il mare, come dal Carso verso il mare scivola anche Monfalcone, politicamente diventato la Caporetto della Sinistra, che è in cerca del suo riscatto, la Vittorio Veneto bisiaca, ma la strada è in salita come quella che porta alla Rocca. Incontestabile è il clima politico e sociale che si respira nella città dei cantieri che ha capito che i cantieri anche con la destra al governo dettano legge. Clima, che sicuramente, non ha favorito la condivisione del carattere multietnico della città con decine di nazionalità che piaccia o non piaccia fanno parte dell'attuale identità monfalconese. Tra opere rinviate ed altre in arrivo a scadenza mandato, uno schema vecchio e superato ma che si ripete un pò ovunque, a Monfalcone nel 2022 si giocherà una battaglia politica che vede l'attuale destra con i pronostici a suo favore ma a volte i pronostici possono solo mascherare una realtà più sorprendente e nascosta. Come sorprese sono attese anche a Ronchi, dove l'attuale amministrazione sostenuta dalla destra, in realtà si è posta in continuità con un sistema politico che a Ronchi con varie alternanze governa da oltre vent'anni e la voglia di cambiamento c'è anche nella cittadina che ospita l'aeroporto regionale Trieste Airport. Non si deve trattare necessariamente di voglia di cambiamento per andare contro qualcuno o qualcosa, ma cambiamento per avere una visione politica e sociale diversa rispetto all'odierna. Una visione più europea, una visione sulla mobilità e sulla cultura e sulla storia, diversa, una visione sulla sostenibilità ambientale, una visione meno centrica e che metta sullo stesso livello frazioni, rioni, quartieri, delle varie cittadine. Insomma, nel 2022 la linea, oggi spostata a destra, che unisce Duino Aurisina, Monfalcone e Ronchi, potrebbe spostarsi a sinistra o verso sinistra? Non lo sappiamo, ma quello che sappiamo, questo sì, è che la linea in uno di questi tre comuni si sposterà, se non in tutti e tre, perchè dei cambiamenti sono attesi e voluti. Se sarà più a destra, più a sinistra, o verso il centro, rispetto all'attuale collocazione, lo diranno le urne che tra qualche mese chiameranno i cittadini al voto. Intanto i motori, anche se con con ritardo iniziano ad accendersi e a riscaldarsi.

mb

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