Come
è ben noto Monfalcone è l’unica città in FVG che vede aumentare il
proprio numero di abitanti, andando verso quota 30mila. Ciò avviene
grazie ai cittadini di nazionalità straniera. Monfalcone poteva divenire
un laboratorio sociale di integrazione, si ha la sensazione, in verità,
che sia diventata tutt’altro che un modello da seguire. Di vicende
incresciose ne abbiamo commentate tante in questi anni, come dimenticare
quanto accaduto per le questioni delle “liste” d’attesa o del
fantomatico tetto per gli alunni di nazionalità straniera? Da osservare
che negli stessi anni in cui a Prato, che è la provincia italiana con la più
alta percentuale di "stranieri", arrivano i primi bambini cinesi ad
iscriversi nelle scuole locali, a Monfalcone iniziavano ad arrivare i
bambini bengalesi. La scuola è il cuore dell’integrazione, è il
pilastro più importante. Prato ha avuto la capacità, nonostante svariate
difficoltà, di sperimentare pratiche inclusive, di diventare un modello
nazionale per le politiche d’integrazione attraverso il ponte che si è
creato tra scuola ed Enti Locali. Può dirsi lo stesso della nostra
città? Eppure Monfalcone ha dei primati significativi, se si va a
guardare la popolazione scolastica di nazionalità straniera oramai
stiamo parlando di una popolazione consolidata e maggioritaria. Una
svolta a Monfalcone sulla questione scuola è non solo necessaria, ma
doverosa. Nessuno ha delle bacchette magiche in mano per risolvere
dall’oggi al domani problemi mai effettivamente affrontati alla radice,
ma se Monfalcone ha perso l’occasione di diventare un modello, sarà
importante guardare, invece, verso quei modelli che in Italia ci sono e
funzionano, come quello pratese e non solo. Dove ad esempio pratiche
laboratoriali, insegnamento della lingua italiana e straniera di
riferimento, pratiche di mediazione culturale istituzionali, con il
Comune organo propositivo e non solo delegante verso le scuole, si è
riusciti a creare ponti reali e non muri. Quando si parla di
integrazione, di accoglienza, di inserimento non significa affermare
solo la nostra cultura, la nostra lingua, ma valorizzare anche le
lingue, e le culture di provenienza favorendo l’affermazione della
propria identità culturale, affinché si possa lo studente sentire non
più come "ospite", ma cittadino monfalconese. Quello che a Monfalcone è
forse mancato in questi anni, fatto salvo ovviamente il lavoro di
associazioni e di chi nelle scuole ha cercato di fare quanto nelle
proprie possibilità.
mb
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