La Venere, gli stracci e la misura del tempo

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    Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori.  Ma come nasce un capolavoro?  La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo.  E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

Un memoriale che ricordi i caduti partigiani e le vittime del fascismo nel goriziano,come a Žužemberk


Ognuno ricorda i propri caduti, i propri morti. Il goriziano, nel corso della sua storia, è stato travolto da due guerre in modo devastante. I cui effetti si vivono ancora oggi. Il '900 è stato l'incubo per questo territorio. Un territorio che è arrivato all'estensione massima con 4.470 kmq ed una popolazione di oltre 320.000 abitanti, per poi ridursi a circa  2.730 kmq, con 210.000 abitanti, di cui i 2/3 di etnia slovena, mentre oggi è solo di  467,14 km² e con la minoranza autoctona slovena ridotta a un niente rispetto al passato, "grazie" alle violenze del nazionalismo italiano e del fascismo. Un territorio complesso, che ha visto sacrificare tante vite per la Resistenza, contro il nazifascismo. Migliaia i partigiani caduti e le vittime per mano del fascismo. Da più voci, in questi tempi, è emersa la necessità di proporre nel goriziano un memoriale, simile a quello di Žužemberk, piccolo comune della Slovenia meridionale. In cima alla verde altura, dopo aver percorso la stretta via di Cviblej, sorge un monumento alto poco più 24 metri edificato nel 1961 e che viene curato da due persone, oggi anziane, di cui una ha visto la propria sorella essere torturata dai domobranci, i collaborazionisti fascisti. 59 Sono i caduti italiani di cui 32 indicati nelle lapidi 27 verranno aggiunti prossimamente e 1144 i nomi dei partigiani caduti riportati nelle lapidi, su oltre 2000 caduti partigiani nella zona circostante. Sarebbe importante avere anche nel goriziano di oggi, un monumento del genere che ricordi tutti i caduti partigiani e tutte le vittime del fascismo del goriziano di ieri. Partigiani e vittime del fascismo ricordate, giustamente, in modo diffuso nei vari territori, ma avere un luogo unico, un grande memoriale, dove poter vedere tutto l'insieme, concentrato in una sola dimensione, in un solo spazio, avrà sicuramente un impatto visivo ed emotivo significativo. Un memoriale che dovrebbero sostenere attivamente le nostre Istituzioni. Così come sarebbe importante, se non fondamentale, arrivare a realizzare un giorno anche un grande museo sulla storia della nostra Resistenza in questo complesso territorio.
 
mb

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