Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

Immagine
  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Ritorna la corsa per Trieste







Controllare Trieste e Fiume significava controllare l'Alto Adriatico e l'entroterra di riferimento. Due città che con i propri porti hanno sempre fatto gola, poi, per conquistarle, si è condito il tutto con le grida nazionalistiche, viva questo o viva quello. Passando da due guerre catastrofiche mondiali, e rischiando, per la questione di Trieste, la terza guerra mondiale. Cosa che nessuno avrebbe mai voluto affrontare dopo anni di logorio e distruzione. La corsa per Trieste, come verrà chiamata da Geoffrey Cox, ufficiale dell'intelligence della seconda divisione neozelandese incaricata di conquistare Trieste, ha creato enorme tensione. Blocco occidentale da un lato, blocco jugoslavo/sovietico, dall'altro. Una corsa tra vincitori nella seconda guerra mondiale. Poi, sappiamo come è andata, dopo peripezie, divisioni del territorio, confini e frontiere. Nel mondo, come è noto, la Cina sovrasta tutti, e quando l'economia cinese rallenta, ne risente tutta quella mondiale, in una società globale, come ha fatto presente recentemente l'OCSE, che deve evitare il rischio di una nuova recessione, cosa che avrà delle conseguenze tremende se avrà luogo. La Cina è da tempo che investe nell'area Europea. Europa da sempre figliastra degli Stati Uniti d'America. Tanto che c'è il  chiaro progetto del sovranismo europeo che dovrebbe portare alla creazione degli Stati Uniti d'Europa. Hanno investito ad Anversa, hanno rilevato il porto del Pireo, puntano ai cinque porti dell'Adriatico per averne il controllo totale, tra cui ci sono, Fiume e soprattutto Trieste e Capodistria. Oltre che Venezia e Ravenna. Dicono che Trieste non è la Grecia. Che non faremo la fine del Pireo. Viste le condizioni dell'Italia effettivamente si rischia forse di far peggio? Chissà. Senza alcun pregiudizio su Trieste si registra uno scontro politico internazionale importante. Come emerge sul Piccolo. Da parte americana fanno presente di essere infastiditi dalle mani cinesi su Trieste, da parte cinese, invitano l'Italia a sganciarsi dagli USA. Ancora una volta Trieste si trova nel mezzo di una contesa internazionale importante e dovrà decidere da che parte stare.  Cina o USA?

mb


Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?