L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Ritorna la corsa per Trieste







Controllare Trieste e Fiume significava controllare l'Alto Adriatico e l'entroterra di riferimento. Due città che con i propri porti hanno sempre fatto gola, poi, per conquistarle, si è condito il tutto con le grida nazionalistiche, viva questo o viva quello. Passando da due guerre catastrofiche mondiali, e rischiando, per la questione di Trieste, la terza guerra mondiale. Cosa che nessuno avrebbe mai voluto affrontare dopo anni di logorio e distruzione. La corsa per Trieste, come verrà chiamata da Geoffrey Cox, ufficiale dell'intelligence della seconda divisione neozelandese incaricata di conquistare Trieste, ha creato enorme tensione. Blocco occidentale da un lato, blocco jugoslavo/sovietico, dall'altro. Una corsa tra vincitori nella seconda guerra mondiale. Poi, sappiamo come è andata, dopo peripezie, divisioni del territorio, confini e frontiere. Nel mondo, come è noto, la Cina sovrasta tutti, e quando l'economia cinese rallenta, ne risente tutta quella mondiale, in una società globale, come ha fatto presente recentemente l'OCSE, che deve evitare il rischio di una nuova recessione, cosa che avrà delle conseguenze tremende se avrà luogo. La Cina è da tempo che investe nell'area Europea. Europa da sempre figliastra degli Stati Uniti d'America. Tanto che c'è il  chiaro progetto del sovranismo europeo che dovrebbe portare alla creazione degli Stati Uniti d'Europa. Hanno investito ad Anversa, hanno rilevato il porto del Pireo, puntano ai cinque porti dell'Adriatico per averne il controllo totale, tra cui ci sono, Fiume e soprattutto Trieste e Capodistria. Oltre che Venezia e Ravenna. Dicono che Trieste non è la Grecia. Che non faremo la fine del Pireo. Viste le condizioni dell'Italia effettivamente si rischia forse di far peggio? Chissà. Senza alcun pregiudizio su Trieste si registra uno scontro politico internazionale importante. Come emerge sul Piccolo. Da parte americana fanno presente di essere infastiditi dalle mani cinesi su Trieste, da parte cinese, invitano l'Italia a sganciarsi dagli USA. Ancora una volta Trieste si trova nel mezzo di una contesa internazionale importante e dovrà decidere da che parte stare.  Cina o USA?

mb


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