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Visualizzazione dei post con l'etichetta porto franco

Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Il nuovo patto di amicizia tra Trieste e Fiume sia il 18 marzo. Altro che il vergognoso 12 settembre dannunziano

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Trieste e Fiume sono state unite più che mai dal loro passato asburgico. All'Impero dovevano la loro ricchezza, il loro benessere, la loro bellezza. Trieste, bocca sul mare per Vienna, Fiume, per l'Ungheria. La data delle date è sicuramente il 18 marzo del 1719 quando Carlo VI che è stato omaggiato a Trieste con una colonna plurisecolare, come plurisecolare è la storia dell'autonomismo fiumano e triestino, segnò in futuro di queste due città portuali. Fu l'imperatore asburgico a istituire in quel 18 marzo le basi per il porto franco fiumano e triestino. Questa è la data che unisce la città di Fiume e Trieste come non mai nella loro storia, che ha visto il loro destino confondersi, mescolarsi, e offuscarsi. A partire da quel 12 settembre 1919 che porrà le basi per 500 giorni di tirannia dannunziana a Fiume che si concluderanno in modo tragico con una sessantina di vittime ponendosi le condizioni fondamentali per far scivolare la città fiumana sotto il Regno d'Italia...

Entro il 2040 sarà pronta la Trieste del "futuro" con un Porto Vecchio "stravolto", ma è ciò che vuole la città? I prossimi vent'anni saranno cruciali

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      Si chiama Consorzio per la valorizzazione del porto vecchio ''Ursus''. Hanno dovuto scomodare anche il vecchio gigante dormiente, l'URSUS che è un pò il simbolo di una Trieste che non sa che pesci pigliare. E alla fine l'URSUS se ne stava scappando da Trieste, come hanno fatto migliaia di triestini in questi decenni, essendo una delle città italiane con il tasso emigratorio più alto. Dovevano metterci l'ascensore, doveva diventare una sorta di Disneyland in salsa triestina, doveva tante cose.  Entro il 2040 si dovrebbe portare a compimento la Trieste del futuro. Quella che passa dal Porto Vecchio. Area immensa, di circa 601.403 mq, la cui estensione va dallo sbocco del Canale di Ponte Rosso a Barcola. Cinque moli (moli 0, I, II, III, IV), 3100 metri di banchine di carico e scarico merci, ventitrè grandi edifici e direttamente collegato alla vecchia ferrovia del 1857. Questo quanto si può leggere in sintesi in uno dei tanti allegati all...

Quando una città intera si stringe intorno ad una persona. Il caso D'Agostino deve far riflettere

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Poche volte nella storia di Trieste e della nostra regione è accaduto quello che sta accadendo in queste ore. Mi riferisco alla solidarietà verso Zeno D'Agostino. Non si vuole qui entrare nel merito della questione della macchina della giustizia. L'Italia è il Paese dell'Azzeccagarbugli mica a caso. La decadenza sancita dall'ANAC per presunta incompatibilità ha scosso una città intera verso una persona che in cinque anni ha risollevato, a detta di tanti, in modo impressionante le sorti del porto di Trieste. Trieste è una città portuale, è la sua identità quella portuale, è la sua storia. Un porto ora dormiente, ora vivace. Posizione strategica, che fa gola a diverse bocche da sfamare ma anche che rischia di essere soffocato dall'ingordigia della rivalità politica, di chi bada al proprio orticello, e non al bene comune, cioè al bene di Trieste. La reazione nel senso di risposta che c'è stata verso D'Agostino è semplicemente impressionante. Dai lavoratori sces...

Trieste punta alla Cina valorizzando il suo passato Asburgico

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Il passato è passato, indietro non si torna. Forse. Trieste, città che, per alcuni da cent'anni, per altri da sempre, per altri ancor meno, per altri abusivamente, appartiene all'Italia , sarà una delle poche città d'Europa in questo terzo millennio a dedicare una statua, un manufatto, ad una monarca. Maria Teresa d'Austria. D'altronde la bellezza particolare di Trieste è data dal fatto che ha poco di tipicamente italiano nella sua fisionomia cittadina, la sua fortuna è perdurata fino a quando è stata bocca di Vienna verso l'Adriatico. Poi, crisi. Una lunga crisi coincisa con l'avvento del Regno d'Italia, che ha addormentato questa città, con un secolo breve, che è stato una catastrofe per questa parte del Confine Orientale, per iniziare a riprendersi, lentamente, mentre il mondo corre a passo spedito, solo negli ultimi recentissimi tempi. E la salvezza di Trieste arriva dalla Via della Seta. Probabilmente l'ultima grande occasione di rinascita d...

Ritorna la corsa per Trieste

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Controllare Trieste e Fiume significava controllare l'Alto Adriatico e l'entroterra di riferimento. Due città che con i propri porti hanno sempre fatto gola, poi, per conquistarle, si è condito il tutto con le grida nazionalistiche, viva questo o viva quello. Passando da due guerre catastrofiche mondiali, e rischiando, per la questione di Trieste, la terza guerra mondiale. Cosa che nessuno avrebbe mai voluto affrontare dopo anni di logorio e distruzione. La corsa per Trieste, come verrà chiamata da Geoffrey Cox, ufficiale dell'intelligence della seconda divisione neozelandese incaricata di conquistare Trieste, ha creato enorme tensione. Blocco occidentale da un lato, blocco jugoslavo/sovietico, dall'altro. Una corsa tra vincitori nella seconda guerra mondiale. Poi, sappiamo come è andata, dopo peripezie, divisioni del territorio, confini e frontiere. Nel mondo, come è noto, la Cina sovrasta tutti, e quando l'economia cinese rallenta, ne risente tutta quell...

Le conclusioni di coloro che vogliono il TLT sul documento ONU del 2015

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Il noto, o meglio il quasi noto visto che non ha avuto molta diffusione, documento del Consiglio di Sicurezza dell'ONU del 23 ottobre 2015, che sfiora anche la questione storica di Trieste, ha comportato delle conclusioni da parte di alcune realtà che lottano per il TLT che riporto a breve. Premetto che non sono né massone, che non lavoro per i servizi segreti, neanche per il PD, e che non sono nazionalista. Questa succinta premessa perché ogni volta che si osa criticare la superata questione del TLT, vieni spesso accusato di appartenere ad una delle categorie ora elencate. Sul quel documento ho già effettuato una beve analisi qui . Seguire la questione del TLT è interessante. Interessante perché Trieste, per la sua storica posizione, è sempre stata una città che ha anticipato determinate dinamiche.  A Trieste sono nati i germi di Gladio, a Trieste è nata la strategia della tensione, Trieste ha avuto la sua guerra fredda, Trieste ha anticipato il fascismo, con l'e...

L'Italia ed il declino di Trieste. Una denuncia di Manlio Cecovini negli anni '70

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Ho letto “un discorso di un triestino agli italiani” A cura di Manlio Cecovini, che come è noto è stato anche Sindaco della città dal '78 al 1983. Un libro che ha avuto tre edizioni, la prima nel 24 maggio del '68, anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia, poi, l'ultima, nel novembre del '77. Un Libro destinato ai Senatori e Deputati della Repubblica Italiana, perché : “nessuno possa più dire non sapevo”. Ovviamente dal punto di vista storico e politico è a dir poco nazionalista, dove Trieste era praticamente italiana ancor prima della nascita dell'Italia, e posso lasciare immaginare tutte le baggianate che si propongono in chiave retorica e demagogica e nazionalistica a partire dai numeri esorbitanti della foiba di Basovizza, non meno di 1500 vittime, scriverà Cecovini. Ovviamente la storia e gli studi hanno dimostrato ben altro. Ma quello che qui interessa è la denuncia forte che colui che diventerà poco dopo Sindaco di Trieste, effettuerà...

#Stabilità2015 emendamento dà il via libera all'urbanizzazione del PortoVecchio: Trieste la Monte Carlo d'Italia?

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L'emendamento numero 2.1727 aggiunge il comma 272 bis ,ter e quater a firma del Senatore Russo e della Senatrice Fasiolo alla legge di Stabilità e testualmente prevede: "Il commissario di governo per il Friuli-Venezia Giulia, previa intesa con il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e con il sindaco di Trieste, adotta, d'intesa con le istituzioni competenti, i provvedimenti necessari per spostare il regime giuridico internazionale di Punto franco dal porto vecchio di Trieste ad altre zone opportunamente individuate, funzionalmente e logisticamente legate alle attività portuali". Viene inoltre previsto che "in conseguenza dei sopracitati provvedimenti, le aree, le costruzioni e le altre opere appartenenti al demanio marittimo compresi nel confine della circoscrizione portuale, escluse le banchine, l'Adriaterminal e la fascia costiera del Porto Vecchio di Trieste, sono sdemanializzate ed assegnate al patrimonio disponibile del comune di Trieste pe...

Autorità Portuale e Trieste Libera due destini incrociati

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Erano quasi quattrocento nella loro prima uscita internazionale, a Vienna, circa sette mila nel noto alabardato 15 settembre 2013, un migliaio a dicembre 2013 e neanche cento il 10 febbraio 2014, giorno in cui scadeva l'ultimatum del Movimento Trieste libera all'Italia.  Battaglie prevalentemente se non esclusivamente legalitarie, a colpi di ricorsi, ma tutte, almeno sino ad oggi,andate a sbattere contro l'ovvietà del muro della giustizia italiana.  Nessun rapporto con i movimenti indipendentisti internazionali od italiani è stato coltivato a dovere, nessuna battaglia sociale è stata coltivata a dovere.  Solo ricorsi, ripetitivi, solito difetto di giurisdizione, tante volte eccepito, che alla fine ritornava indietro con tanto di interessi, le spese legali, ma le denunce, quelle sì, che le autorità italiane hanno sollevato e condotto avanti, son rimaste .  Certamente vi è stata una sorta di attenzione da parte della magistratura, ...

Trieste no TLT no Porto libero?

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La questione dell'indipendentismo triestino è andata a sbattere, duramente, contro il muro della giustizia italiana. D'altronde come pensare che lo Stato italiano possa rinunciare a Trieste? Una battaglia affrontata prevalentemente se non esclusivamente in via giudiziaria, per ora.  Voglio con questo intervento effettuare una riflessione giuridica, una riflessione che potrebbe aprire degli scenari abbastanza rilevanti e le indicazioni giungono proprio dalla nota Sentenza del TAR del Friuli Venezia Giulia N. 00148/2013 REG.RIC che forse non è stata pienamente compresa. Come prima cosa voglio rilevare che il Trattato di Osimo che abroga il Memorandum d'Intesa di Londra del 5 ottobre del 1954, come si evince dall'articolo 7 del Trattato di Osimo, sono atti particolari, specifici, che prevalgono rispetto alle previsioni meramente generali e generiche dell'Accordo Internazionale di Helsinki ma, ecco un primo ma, il Trattato di Osimo non abroga il Trattat...

Reportage dall'area off limits del Porto Vecchio di Trieste

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Dopo il reportage dall'area attualmente accessibile del Porto Vecchio di Trieste, ora è il momento dell'area off limits per la maggior parte dell'anno. Binari conquistati dalla vegetazione incolta, gabbiani volare tra macerie di una società conflittuale, acqua del mare scagliarsi ora con dolcezza ora con fermezza lungo quella recinzione di massi instabili che confinano e separano, così come il cancello in ferro ed alabardato, il tempo dell'epoca vissuta dall'epoca che attende una risposta nel dubbio del che fare.  Macerie, tanti magazzini decadenti e fatiscenti che attendono solo una dignitosa sepoltura, degrado e silenzio. Tutto questo tra il lungo mare di Barcola ed il centro di Trieste. Un punto lungo e sospeso, tra l'isola ove il sole non tramonta mai, Grado, l'Est Europa, il Carso selvaggio e mai domato, ed il golfo irrequieto di Trieste. E ti chiedi, potrebbero quei binari ospitare il tram storico di Trieste, ora dormiente, per congiu...