Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

In FVG ci saranno gli alpini ad ogni guardia medica per proteggere i medici. Toccherà poi alla scuola?

"Amico alpino accompagnami". Si chiama così il protocollo sottoscritto dal presidente dell'Ordine dei medici di Pordenone, dal direttore generale dell'Azienda per l'assistenza sanitaria n.5 pordenonese e dal presidente della sezione di Pordenone dell'Associazione nazionale alpini. Documento che consente di avviare una collaborazione per affiancare "due alpini ad ogni guardia medica impegnata nel turno notturno, con la finalità di ridurre il rischio per gli operatori sanitari di subire aggressioni o violenze" come si legge sul sito della Regione del FVG.
Si tratta di intesta condivisa dal Prefetto, dal Questore e dai Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di finanza.

I dati comunicati sono effettivamente inquietanti. "Due operatori su tre nello svolgimento del proprio lavoro hanno subito un'aggressione violenta verbale o fisica e di questi il 70 per cento è donna."

I motivi possono essere vari, dovuti anche ad un sistema sanitario che non funziona bene e che vede i pazienti essere soggetti a più peripezie ed i medici ovviamente diventano spesso i primissimi bersagli di tale situazione. 
Il bersaglio più facile da colpire. A questi dati si aggiungono quelli della Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) secondo cui le aggressioni riguardano il 65 per cento dei medici ospedalieri e l'80 per cento di quelli che operano sul territorio.

E dunque arrivano gli alpini. Quello che si chiede e se sarà così anche nella scuola. Dove i docenti sono soggetti ad aggressioni fisiche e verbali sicuramente non inferiori rispetto a quelle subite dai medici in una società dove non essendoci mai stato un rispetto per la persona non poteva che cadere anche quello verso il "ruolo" rivestito dalla persona, in un Paese profondamente in declino non poteva che essere così.

Ma sono queste le soluzioni da perseguire? Videosorveglianza, alpini, esercito o chissà cosa ancora? A quanto pare...


Marco Barone




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