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Volontari per la sicurezza in FVG ecco come potranno operare

Chi li chiama ronde, chi li chiama volontari contro il degrado, chi volontari per il decoro, la Legge 9 del 2009 è chiara, si chiamano "volontari per la sicurezza" così come chiaro è il regolamento di attuazione che ne disciplina poteri, funzioni, formazione e dotazioni a partire dalla divisa che dovrà essere di un tessuto misto cotone, interamente bordato, bicolore verde Pantone 3302, ad alta visibilità arancio più berretto tipo baseball, con visiera rigida e fascia di regolazione alla nuca; -colore: verde Pantone 3302 con la scritta "volontario per la sicurezza" nonchè dovranno avere un telefono cellulare, con fotocamera integrata. Oltre ai canonici dispositivi individuali di sicurezza, come le scarpe, è prevista come dotazione facoltativa utilizzo di biciclette, binocoli, torce, autovetture, dove potrà essere applicato il logo” volontari per la sicurezza”. 
L’attività dei volontari si configura come un servizio di utilità sociale svolto in forma occasionale e gratuita, aggiuntivo e non sostitutivo di quello ordinariamente svolto dalle strutture di Polizia locale. La collaborazione dei volontari, nello svolgimento della loro attività, non può in alcun caso assumere le caratteristiche del lavoro subordinato, nè essere associata ad alcun obbligo di prestazione lavorativa nei confronti dell’Amministrazione. In particolare, provvedono a svolgere le seguenti tipologie di attività, informazione, educazione e supporto per la sicurezza stradale; osservazione in relazione alle dinamiche della circolazione in tutte le sue concrete applicazioni, foriere di situazioni di pericolo per gli utenti della strada, con specifico riferimento alla  tutela dei pedoni e con particolare riguardo a bambini, anziani e disabili; osservazione presso gli edifici scolastici del territorio comunale all’entrata e all’uscita degli alunni dalle scuole o da altri impianti ad esse collegati, nonchè nelle fasi di salita e discesa dagli scuolabus; servizio strutturato di accompagnamento di bambini e ragazzi lungo percorsi prestabiliti casa-scuola-casa; osservazione del territorio: osservazione urbana ed extraurbana, con particolare attenzione alle categorie socialmente deboli, quali minori, anziani e disabili, anche sugli autobus di linea, previa intesa con gli enti gestori del servizio; osservazione durante manifestazioni ed eventi a carattere civile, religioso e ludico sportivo; osservazione presso giardini, parchi pubblici, aree destinate a verde pubblico, cimiteri comunali; osservazione sugli edifici esterni comunali, su beni culturali ed artisticomonumentali, nonché all’interno di biblioteche, musei, mostre e gallerie, ovverosia nei luoghi in cui sono conservate parti del patrimonio culturale della comunità; osservazione per la salvaguardia ambientale;
supporto organizzativo alle attività della Polizia locale: collaborazione a progetti volti a favorire l’educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità assistenza in ausilio alle autorità e ai servizi competenti in ordine a pubblici o privati infortuni che necessitino di un pronto e tempestivo intervento; altre attività ausiliarie di collaborazione con il personale di Polizia locale che non comportino l’esercizio di pubblici poteri.
E’ vietato al volontario l’esercizio di un potere di accertamento, compreso l’accertamento dell’identità personale, e di contestazione delle violazioni previste dalle disposizioni di legge e di regolamento. E’ compito del volontario segnalare tali situazioni al personale di riferimento della Polizia locale. L’attività di osservazione può essere svolta esclusivamente in nuclei composti da un numero di persone non superiore a tre, di cui almeno una di età pari o superiore a 25 anni, senza l’ausilio di animali. Anche se titolari di porto d’armi, i volontari non devono portare al seguito armi o altri oggetti atti ad offendere. Tra i requisiti di ammissione si segnala il non essere stati denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, per delitti non colposi; non essere sottoposti nè essere stati sottoposti a misure di prevenzione, ovvero destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6, della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive); non essere aderenti o essere stati aderenti a movimenti, Associazioni o gruppi organizzati di cui al decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 (Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa). I volontari devono seguire un programma formativo minimo di venti ore complessive od in alternativa un percorso di solo 4 ore, dipende come verranno utilizzati. 
Insomma, ne vedremo veramente delle belle, e vivi complimenti (è un modo di dire) a chi, pur avendone avuto la possibilità, ed essendo intervenuto a modificare la Legge del 2009, non ha abrogato tale disposizione.

Marco Barone

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