Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Istituire in FVG la provincia autonoma del Friuli e di Trieste? E' una proposta sensata



Abrogate le vecchie quattro Province, in FVG si è affermato il becero sistema delle UTI, frammentando il territorio in 18 mini contee, con poteri decisionali enormi a favore dei sindaci. Un sistema altamente decisionista, antidemocratico e soprattutto macchinoso. Una riforma non capita dalle gente comune, complessa, ma i cittadini ben comprenderanno il senso del tutto, sempre che un senso lo abbia, quando verificheranno che i loro Comuni altro non eserciteranno che funzioni tipiche di sportelli informativi con competenze minime e che le coalizioni tra vari Comuni ben potranno affossare il Comune ritenuto scomodo in un determinato contesto per diverse ragioni o torti che essi siano. La proposta di istituire in FVG due Province autonome, quella del Friuli e quella di Trieste passando dall'abrogazione delle allucinanti UTI la condivido pienamente. Sarebbe una situazione più consona alla specialità del FVG, si tutelerebbero meglio le "minoranze linguistiche" e si ripristinerebbe una situazione di democrazia importante. Le vecchie Province per come strutturate erano inutili, con pochi poteri legislativi e scarse competenze. Gorizia e Pordenone dovrebbero decidere dove rientrare. Una Gorizia che è tirata a metà tra il Friuli e Trieste, e si sta spezzando, e che non sa a che santo votarsi per resuscitare e continua a perdersi in capricci esistenzialisti ottocenteschi con la conseguenza che si è isolata dal resto del mondo. Invece Pordenone sembra essere più veneta che friulana. Ma saranno i cittadini a decidere democraticamente se si avvierà il referendum come proposto da diverse soggettività e non con imposizioni decisioniste calate dall'alto nella consapevolezza complessiva che i capoluoghi di provincia non esistono più e che in Friuli Venezia Giulia vi sono 216 Comuni ma con una popolazione complessiva poco più grande della sola Provincia di Bologna. Istituire due Province autonome non significa dividere il Friuli Venezia Giulia, questo è già stato frammentato e diviso in modo pazzesco con il sistema delle UTI. Ma significa unire realtà identitarie diverse che attraverso l'istituzione di due enti intermedi con poteri democratici pieni sapranno meglio collaborare, meglio esercitare le funzioni costituzionali di solidarietà e meglio rendere "speciale" il Friuli Venezia Giulia, specialità che è continuamente minata non dall'esterno, ma dall'interno, da chi non ha saputo governarla e da chi ne ha minato l'essenza, il cuore, a partire dalle violazioni sistematiche esercitate nei confronti delle minoranze linguistiche che se messe insieme, a dire il vero, forse costituirebbero la maggioranza in questa piccola ma complessa regione d'Italia.

Marco Barone

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