Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Con una Gorizia (Gorica) slovena e Koper( Capodistria) italiana, come sarebbe oggi la situazione?


I confini sono mobili, sempre in discussione e non è un caso che ultimamente più di qualcuno vuole ridiscutere alcuni confini nell'ex Jugoslavia, roba che rischia di determinare conflitti enormi, dove solo con la Jugoslavia socialista si era consolidata una vera situazione di equilibrio ed integrazione e di pace, ma quella Jugoslavia non poteva continuare ad esistere con una nascente Unione Europea fondata sulle regole del capitalismo e capitalismo e democrazia non fanno sicuramente rima. La storia del Confine Orientale è assolutamente travagliata, ha conosciuto diverse conflittualità e due conflitti mondiali, qui è iniziata prima che altrove la guerra fredda e l'ultimo muro di questa guerra fredda tra Occidente ed Oriente, capitalismo e comunismo è caduto proprio a Gorizia. Dalla linea  Morgan al Trattato di Osimo, passando dal Trattato di Pace e Memorandum di Londra per arrivare ai giorni nostri. Giorni che segnano situazioni sociali ed economiche difficili. Hai oggi una Gorizia che è totalmente chiusa ed in piena sofferenza e decadenza che è sopravvissuta nel tempo solo grazie a misure assistenzialiste dello Stato italiano e quando queste son venute meno, quando l'Italia ha abbandonato Gorizia nel momento in cui è venuta meno la questione dei confini, la città è semplicemente tracollata. Gorizia che confina con una vitale Nova Gorica nata in relazione alle conseguenze della seconda guerra mondiale.
Ora seguiranno alcune considerazioni con diversi se, certamente la storia non la si scrive con i se, ma alcuni se sono importanti per effettuare una riflessione sulla situazione come oggi sussistente.
Se l'Italia non avesse aggredito la Jugoslavia, se non avesse effettuato una "bonifica etnica" contro gli sloveni ( e mai punita per ciò), se non avesse realizzato il fascismo oggi forse si racconterebbe una storia diversa, una situazione politica e territoriale diversa. Ma l'interrogativo che sorge è il seguente: Con una Gorizia (Gorica) slovena,  passando dall'assegnazione alla Jugoslavia, che situazione si racconterebbe oggi? Città conquistata dall'Italia la prima volta nel 1916, con migliaia di migliaia di soldati mandati in modo criminale alla morte e quando vi entrarono trovarono una piccola città distrutta e vuota e da quel preciso momento sparirono tutte quelle peculiarità di pluralismo che la caratterizzarono nel corso del lungo dominio dell'Impero austro-ungarico. Con una Gorizia oggi slovena ieri jugoslava, non ci sarebbe stato alcun "smembramento" del territorio, certamente non sarebbe nata Nova Gorica, città con la quale confina e condivide solo tratti di una piazza o di strada, Gorizia e Nova Gorica due vicine di casa che si guardano con sospetto e si parlano solo quando necessario per dovuta cortesia, ma dal punto vista economico, sociale, culturale, come sarebbe oggi la situazione? Avrebbe i problemi che ha, o non sarebbe cambiato nulla? Andando verso il mare ed in direzione di Trieste, lo stesso interrogativo sorge su Koper (Capodistria). Con una Koper italiana certamente non ci sarebbe il porto che oggi lì esiste e sicuramente il porto di Trieste sarebbe stato totalmente trainante per l'intera economia dell'Alto Adriatico, una vera potenza e sarebbe stato superiore a quello di Venezia e Koper sarebbe stata inglobata nell'area metropolitana di Trieste. Insomma ci sarebbero state più conseguenze positive o negative ? E per chi?

Marco Barone

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