Passa ai contenuti principali

Con una Gorizia (Gorica) slovena e Koper( Capodistria) italiana, come sarebbe oggi la situazione?


I confini sono mobili, sempre in discussione e non è un caso che ultimamente più di qualcuno vuole ridiscutere alcuni confini nell'ex Jugoslavia, roba che rischia di determinare conflitti enormi, dove solo con la Jugoslavia socialista si era consolidata una vera situazione di equilibrio ed integrazione e di pace, ma quella Jugoslavia non poteva continuare ad esistere con una nascente Unione Europea fondata sulle regole del capitalismo e capitalismo e democrazia non fanno sicuramente rima. La storia del Confine Orientale è assolutamente travagliata, ha conosciuto diverse conflittualità e due conflitti mondiali, qui è iniziata prima che altrove la guerra fredda e l'ultimo muro di questa guerra fredda tra Occidente ed Oriente, capitalismo e comunismo è caduto proprio a Gorizia. Dalla linea  Morgan al Trattato di Osimo, passando dal Trattato di Pace e Memorandum di Londra per arrivare ai giorni nostri. Giorni che segnano situazioni sociali ed economiche difficili. Hai oggi una Gorizia che è totalmente chiusa ed in piena sofferenza e decadenza che è sopravvissuta nel tempo solo grazie a misure assistenzialiste dello Stato italiano e quando queste son venute meno, quando l'Italia ha abbandonato Gorizia nel momento in cui è venuta meno la questione dei confini, la città è semplicemente tracollata. Gorizia che confina con una vitale Nova Gorica nata in relazione alle conseguenze della seconda guerra mondiale.
Ora seguiranno alcune considerazioni con diversi se, certamente la storia non la si scrive con i se, ma alcuni se sono importanti per effettuare una riflessione sulla situazione come oggi sussistente.
Se l'Italia non avesse aggredito la Jugoslavia, se non avesse effettuato una "bonifica etnica" contro gli sloveni ( e mai punita per ciò), se non avesse realizzato il fascismo oggi forse si racconterebbe una storia diversa, una situazione politica e territoriale diversa. Ma l'interrogativo che sorge è il seguente: Con una Gorizia (Gorica) slovena,  passando dall'assegnazione alla Jugoslavia, che situazione si racconterebbe oggi? Città conquistata dall'Italia la prima volta nel 1916, con migliaia di migliaia di soldati mandati in modo criminale alla morte e quando vi entrarono trovarono una piccola città distrutta e vuota e da quel preciso momento sparirono tutte quelle peculiarità di pluralismo che la caratterizzarono nel corso del lungo dominio dell'Impero austro-ungarico. Con una Gorizia oggi slovena ieri jugoslava, non ci sarebbe stato alcun "smembramento" del territorio, certamente non sarebbe nata Nova Gorica, città con la quale confina e condivide solo tratti di una piazza o di strada, Gorizia e Nova Gorica due vicine di casa che si guardano con sospetto e si parlano solo quando necessario per dovuta cortesia, ma dal punto vista economico, sociale, culturale, come sarebbe oggi la situazione? Avrebbe i problemi che ha, o non sarebbe cambiato nulla? Andando verso il mare ed in direzione di Trieste, lo stesso interrogativo sorge su Koper (Capodistria). Con una Koper italiana certamente non ci sarebbe il porto che oggi lì esiste e sicuramente il porto di Trieste sarebbe stato totalmente trainante per l'intera economia dell'Alto Adriatico, una vera potenza e sarebbe stato superiore a quello di Venezia e Koper sarebbe stata inglobata nell'area metropolitana di Trieste. Insomma ci sarebbero state più conseguenze positive o negative ? E per chi?

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…

Il pranzo sociale dell’ANPI di Ronchi ( foto) sotto il segno dell’antifascismo e dei ricordi

Riuscito e partecipato il pranzo sociale organizzato dall’ANPI di Ronchi presso l'accogliente agriturismo Mazzuchin di Vermegliano a pochi passi dalla suggestiva chiesetta di Santo Stefano e durato per buona parte del pomeriggio del 16 dicembre. Quasi un centinaio i partecipanti, dove sotto il segno della musica, partigiana e popolare, balli e ricordi, senza dimenticare l'immancabile lotteria curata con una passione unica dalla solita ed immancabile ed unica Angela, si è consumato un momento conviviale oramai tradizionale. Non sono mancati i momenti di confronto e di riflessione, con i messaggi e gli spunti offerti sia dal Presidente provinciale dell’ANPI di Gorizia, Pironi che dalla Presidente dell’ANPI di Ronchi, Cuzzi.

Il segretario Martinuzzi ha ricordato tutta l’attività svolta dall’ANPI di Ronchi, dai pellegrinaggi laici organizzati nei luoghi della resistenza in Slovenia, ai gemellaggi storici, agli incontri con le scuole, agli appuntamenti del 25 aprile e 2 giugno, a…