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FVG: abrogare le UTI e proporre la provincia autonoma di Trieste, Udine e Pordenone



Paradossalmente dalla caduta del muro di Berlino, nel mondo, non si è registrato un crollo dei muri, delle frontiere. Foucher ha denunciato che "dal 1991 sono stati istituiti più di 28 mila km di nuove frontiere internazionale ed altri 24 mila km sono stati oggetto di accordi, di limitazioni, di demarcazioni, mai prima d'ora si era così tanto negoziato, delimitato, demarcato, sorvegliato, pattugliato, sulle frontiere dell'intero globo. Si è passati da oltre 51 stati indipendenti dal dopoguerra ad oltre i 190 odierni", esiste una vera ossessione delle frontiere, come ha giustamente rilevato Federico Simonti nel suo importante libro l'invenzione della frontiera. Solo che abbiamo una memoria corta. Ci si è scandalizzati, giustamente, enormemente quando Trump ha proposto di realizzare il muro con il Messico, ma l'Occidente ha dimenticato che è stato Clinton ad aver iniziato la costruzione di quel muro, che in gran parte esiste già. Così come noi europei, nulla stiamo facendo per fermare i ridicoli reticolati sloveni anti-migranti, o quelli ungheresi o croati, d'altronde perchè mai l'Europa dovrebbe farlo, visto che con il sistema Frontex altro non attua che una enorme frontiera mobile ed in movimento sul Mediterraneo? Muri che, come il vecchio e cadente limes, o l'inutile muraglia cinese, servono per evitare "contaminazioni" e difendere il ricco nuovo impero europeo dal mondo povero e disgraziato. Riconducendo tutto a livello locale, in FVG abolite le province, si è pensato di suddividere il territorio in 18 mini contee. Che non hanno messo in connessione il territorio, piccolo ma articolato del FVG, ma lo hanno ulteriormente frammentato favorendo anche processi di competizione più che di solidarietà. Per non parlare dell'effetto collaterale ammazza-democrazia che si scaglierà contro i piccoli Comuni. Regione che ha come capoluogo Trieste, ma Udine è identificata come il capoluogo del Friuli, Gorizia in via di estinzione dal punto di vista politico, e Pordenone sembra più veneta che altro. Si sono evitati i moti di Reggio, del 1970, quando questi ebbero luogo perchè si decise di far divenire Catanzaro come capoluogo della Calabria, e si conclusero con il compromesso che a Reggio praticamente esiste la sede del Consiglio Regionale della Calabria ed una sede autonoma della Corte di Appello. Ad Udine esistono articolazioni della Regione FVG, i cui uffici principali sono collocati a Trieste. Le UTI non riescono ad ingranare la marcia e quando questa viene ingranata, camminano a singhiozzo. Ancora è possibile fermare tutto,  e perchè non proporre un sistema similare a quello della provincia autonoma di Trento e Bolzano? Dove la regione esercita le proprie funzioni, nei limiti dello statuto e delle norme di attuazione, sull'intero territorio regionale; le norme regionali si indirizzano alla generalità dei soggetti facenti parte della comunità regionale. La provincia autonoma disciplina con legge e governa (direttamente o tramite altri soggetti) la quasi totalità degli interventi pubblici locali, nei settori dell'ambiente, dell'economia e dei servizi culturali e sociali, limitatamente al suo territorio e nei confronti della propria popolazione. In FVG si potrebbe pensare alla istituzione della provincia autonoma di Trieste, Udine e Pordenone, con il territorio di Gorizia che dovrà decidere se entrare in quello di Udine od in quello di Trieste, dove pare essere più indirizzato.  E questo non significherebbe il ritorno della vecchia provincia, ma di un qualcosa di più serio e profondo. Sarebbe un modo per garantire una migliore centralità, autonomia, finalizzata a contrastare ogni ulteriore frammentazione del territorio, dannosa ed inutile, come inutili e dannosi sono i muri e le frontiere di questo nuovo secolo.

Marco Barone

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